“Cuore ci vuole, sopra ogni cosa”. Da queste parole, ispirate a Grazia Deledda e raccolte nelle testimonianze della Scuola nazionale First CISL, ha preso avvio il Consiglio generale di First CISL Sardegna, riunito il 25 settembre a Villanovaforru (VS) per interrogarsi sul presente e sul futuro della Federazione, del lavoro e della Sardegna.
La proiezione del filmato dedicato all’esperienza della Scuola Nazionale ha aperto i lavori, richiamando il valore della formazione non soltanto come crescita delle competenze, ma come occasione di confronto, relazione e costruzione di una comunità sindacale sempre più consapevole. Un messaggio che ha accompagnato idealmente l’intera giornata.
Ai lavori ha partecipato Pier Luigi Ledda, segretario generale della USR CISL Sardegna, che ha concluso una giornata caratterizzata da un confronto particolarmente ricco, vivace e partecipato.
La presidenza è stata affidata a Massimo Pinna, oggi impegnato nella FNP CISL del territorio di Sassari e per molti anni dirigente e formatore nella nostra Federazione. Un ritorno accolto con grande piacere, anche come segno concreto del legame tra esperienze e generazioni diverse della CISL.
Nella relazione del segretario generale Ettore Erriquez, lo scenario internazionale e nazionale ha fatto da sfondo alle profonde trasformazioni che stanno attraversando credito, assicurazioni e riscossione. Un cambiamento che in Sardegna assume caratteristiche particolarmente evidenti: i dipendenti bancari sono passati dai 4.550 del 2016 ai 3.070 di fine 2025, quasi un terzo in meno in meno di dieci anni.
Le concentrazioni bancarie e assicurative, il progetto della BCC dell’Isola di Sardegna, il ruolo di SFIRS, la finanza complementare e il progressivo ridisegno della geografia del credito pongono quindi una questione che riguarda l’intera Isola: come trasformare risparmio, credito e risorse disponibili in investimenti, sviluppo e occupazione qualificata?
Da qui il rilancio della proposta avanzata da First CISL Sardegna e dalla CISL Sarda per un Tavolo regionale permanente sul credito e sullo sviluppo, capace di mettere in relazione Regione, SFIRS, sistema finanziario, imprese, università, ricerca e parti sociali. Non un ulteriore luogo formale di discussione, ma uno spazio nel quale costruire soluzioni e accompagnare i buoni progetti verso investimenti concretamente realizzabili.
Nel corso dei lavori si è parlato anche di contrattazione, partecipazione e formazione come strumenti per governare, e non semplicemente subire, le trasformazioni. Il recente rinnovo del CCNL ANIA, il percorso contrattuale nel credito e l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro sono stati letti dentro questa prospettiva.
Il dibattito seguito alla relazione, con interventi profondi, liberi e vivaci, ha restituito il senso più autentico degli organismi della Federazione: luoghi di partecipazione e di confronto, nei quali esperienze e sensibilità diverse contribuiscono alla costruzione di un pensiero comune.
Su questi temi si è innestato l’intervento conclusivo di Pier Luigi Ledda, che ha richiamato due percorsi strettamente collegati. Il Libro Verde della CISL per il Patto sociale, una proposta aperta al Paese articolata in 11 grandi aree di intervento e oltre 120 proposte, per affrontare le trasformazioni del lavoro, dell’economia e della società mettendo al centro partecipazione, contrattazione, competenze e qualità dello sviluppo. E il Rapporto della CISL Sardegna “Il valore del lavoro”, che porta questa visione dentro la realtà dell’Isola, partendo dai dati su salari, occupazione e produttività e indicando proposte concrete per rafforzare lavoro, competenze e sviluppo.
Ledda ha invitato tutta l’organizzazione ad approfondire questi strumenti, farli conoscere e renderli patrimonio comune e disponibile nei territori, nei luoghi di lavoro e nel confronto con le istituzioni e le parti sociali, trasformando analisi e proposte in iniziativa sindacale concreta.
In questo quadro ha richiamato anche l’evoluzione del modello contrattuale, con contratto nazionale e contrattazione di prossimità come livelli di pari dignità, e verifiche economiche annuali capaci di tutelare più tempestivamente il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori.
Grande spazio alla formazione. Dall’esperienza della Scuola nazionale First CISL ai prossimi percorsi regionali, è emersa una convinzione condivisa: formare non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma costruire autonomia di giudizio, responsabilità e capacità di rappresentare le persone.


















