Il 5 giugno i RLS del coordinamento First Cisl Lazio si sono ritrovati a Roma, nella sede di First Cisl nazionale di Via Modena, per un incontro sui nuovi rischi del lavoro nell’epoca digitale.
Invitato speciale alla riunione organizzata da Claudio Quattrociocchi, Segretario generale First Cisl Lazio, è stato Mimmo Iodice, Segretario nazionale First Cisl con delega su Salute e Sicurezza.
Nel nostro settore la salute sul lavoro è stata una geometria ad angoli retti: l’altezza della sedia, l’inclinazione dello schermo, la posizione del polso sul mouse. Oggi, quella prospettiva che ancora esiste, appare però allo stesso tempo quasi archeologica. La digitalizzazione pervasiva ha spostato il baricentro del rischio dalla colonna vertebrale alla mente delle persone. Non siamo più semplicemente davanti a un videoterminale; siamo immersi in un ecosistema di flussi costanti, algoritmi decisionali e processi accelerati che ridefiniscono non solo cosa facciamo, ma come pensiamo e cosa sentiamo. La sfida allora non è più l’ergonomia fisica, ma quella cognitiva. La domanda è: in un mondo in cui il lavoro non si ferma mai, siamo davvero strutturati per tenere il passo con un’automazione che ha eliminato ogni riferimento al tempo e al luogo di lavoro?
Claudio Quattrociocchi ha evidenziato quanto i nuovi temi su “salute e sicurezza” siano importanti a livello della Federazione e decisivi per il futuro del nostro lavoro. Questo il motivo per cui l’incontro si è svolto in Via Modena e arricchito dalla presenza autorevole di Mimmo Iodice. Il ruolo del RLS ben agito, ha continuato il Segretario generale First Cisl Lazio a margine dell’incontro, riscuote affidabilità anche della controparte aziendale e ciò è di fondamentale importanza in un contesto come questo in cui i cambiamenti nelle organizzazioni del lavoro sono rapidi ed è necessaria una contrattazione costruttiva.
Tre i temi al centro della giornata proposti da Giuseppe Raganato Responsabile del Dipartimento Salute e Sicurezza First Cisl Lazio:
Stress da automazione, che sfocia spesso nel vero e proprio Tecnostress. Un rischio che non tratta l’uso di strumenti digitali, ma della pressione derivante da un “overload informativo” e dalla dipendenza da sistemi che non conoscono stanchezza. Quando l’algoritmo decide il ritmo, il lavoratore sperimenta una drastica perdita di autonomia, trasformandosi nel terminale umano di un processo automatico standardizzato. La rincorsa ai KPI e il monitoraggio costante trasformano il lavoro in una performance senza fine, e i RLS sono chiamati a monitorare i fattori di rischio che includono: sovraccarico cognitivo; alert continui; riduzione di tempi improduttivi sostituiti da una pressione costante sulla prestazione.
Diritto alla disconnessione. In un’epoca di iperconnessione, la “reperibilità informale” è diventata una trappola invisibile. La vibrazione dello smartphone a cena non è solo una notifica; è un’invasione che genera ansia anticipatoria e impedisce il recupero psicofisico. Per questo, il diritto alla disconnessione non è un optional aziendale ma una barriera fondata sul diritto alla salute (Art. 32 della Costituzione). È quindi fondamentale garantire il valore del «tempo di lavoro» come limite invalicabile, tutelando il diritto alla disconnessione e alla socialità extra-lavorativa.
Valutazione di impatto: DPIA, AI Act e FRIA verso una difesa algoritmica. L’introduzione dell’AI generativa e agentica nei processi lavorativi non è più un tema esclusivamente tecnico, ma anche politico ed etico. Strumenti come la Valutazione di Impatto nella Protezione dei Dati (DPIA) prevista dal GDPR e le tutele dell’AI Act, sono oggi i principali strumenti di difesa contro l’opacità algoritmica. Pertanto, valutare l’impatto delle nuove piattaforme su cui si svolge il lavoro significa analizzare preventivamente come un sistema di monitoraggio sistematico o di profilazione può ledere la dignità dell’essere umano.
Nell’approfondire ogni argomento proposto, Mimmo Iodice, che ha partecipato attivamente all’intera seduta, ha sottolineato quanto fin qui si è fatto e quanto ancora resti da fare per intercettare i rischi emergenti della digitalizzazione avanzata: l’utilizzo delle AI evolute attiva di per sé la necessità che le aziende facciano, e rendano nota, la valutazione di impatto delle nuove tecnologie sul lavoro. E, alla luce di quanto è sul tavolo rispetto alla gestione di questi fondamentali argomenti, la necessità che l’RLS sia liberato dal ghetto in cui è confinato all’interno della cornice dell’81/08 per acquisire un profilo più ampio e adatto alla gestione di questi accadimenti, è un’esigenza che oggi acquisisce il carattere di necessità.
Per i RLS First Cisl Lazio il messaggio che lascia questa importante giornata, ricca di temi su cui concentrarsi e lavorare, è chiaro: va costruita e difesa una sostenibilità digitale che non sacrifichi l’essere umano sull’altare dell’efficienza algoritmica; adattare il lavoro alle persone significa configurare i sistemi affinché rispettino l’autonomia e i limiti cognitivi di chi lavora.
Il cantiere RLS è aperto, seguiranno aggiornamenti.
