La Basilicata sta vivendo una fase delicatissima sul piano del credito e della presenza bancaria nei territori. Il fenomeno della desertificazione bancaria, ormai sotto gli occhi di tutti e rilanciato anche sulle colonne del Quotidiano del Sud, non è più una tendenza astratta ma una realtà concreta che colpisce comunità, imprese e lavoratori. In questo contesto, la First Cisl Basilicata e la Cisl tornano a ribadire con forza un punto essenziale l’Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria, istituito a luglio, deve diventare operativo immediatamente, senza ulteriori rinvii.
L’Osservatorio non è un semplice organismo formale. È stato pensato come uno strumento di analisi, confronto e proposta per arginare – almeno parzialmente – gli effetti di un processo che sta impoverendo il tessuto sociale ed economico lucano. L’assenza del decreto attuativo, a distanza di mesi dalla sua istituzione, rischia di trasformare una misura necessaria in un contenitore vuoto. E mentre si attende, le chiusure degli sportelli continuano, i servizi si allontanano, i territori restano scoperti.
Secondo i dati disponibili, in Basilicata decine di migliaia di cittadini risiedono in comuni privi di sportelli bancari, con una crescita costante delle aree completamente scoperte. I numeri impietosi hanno un impatto elevato sulla cittadinanza perché esprimono maggiori difficoltà per l’accesso al credito per famiglie e imprese, disservizi per anziani e fasce fragili poco usi ai canali digitali, perdita di attrattività dell’intero territorio lucano ed anche un maggiore carico organizzativo sui lavoratori nelle filiali attive. Le attività bancarie, infatti, non scompaiono e gestire il quotidiano diventa sempre più complicato tra carenze di organico ed una crescente complessità operativa
L’Osservatorio non rappresenta la soluzione definitiva ma può rappresentare un argine ad un fenomeno comunque strutturale, legato a dinamiche nazionali ed europee, alla digitalizzazione e alle strategie industriali dei maggiori gruppi bancari. Tuttavia, uno strumento regionale attivo può costituire un argine importante, perché permette di monitorare in modo sistematico le chiusure, valutare l’impatto sociale ed economico delle dismissioni, coinvolgere istituzioni, ABI, aziende e parti sociali ed anche difendere occupazione e qualità del lavoro nel settore
Ogni sportello che chiude non è solo una serranda abbassata: è un servizio che scompare, un territorio che arretra, un lavoratore che vive nuove incertezze. Per queste ragioni la First Cisl Basilicata chiede con determinazione che la Regione adotti immediatamente il decreto attuativo e renda pienamente operativo l’Osservatorio ma continuerà, in ogni caso, a vigilare e a mobilitarsi affinché la desertificazione bancaria non diventi un destino inevitabile.
Qui l’articolo completo sul Quotidiano del Sud
Qui i dati sul fenomeno della desertificazione bancaria in Basilicata
