“Nel sistema bancario italiano aumentano gli utili ma cala il costo del lavoro. I dati riportati nella Relazione annuale della Banca d’Italia parlano chiaro: nel 2025 si è registrata una riduzione rispetto all’anno precedente. È significativo che il rapporto tra costo del lavoro e proventi operativi sia in costante calo dal dicembre 2022, un dato che rivela con chiarezza come della redistribuzione del valore prodotto da lavoratrici e lavoratori stiano beneficiando gli azionisti. Il rialzo dei tassi deciso dalla Bce consente alle banche di ampliare la forbice tra tassi sui prestiti e tassi sui depositi. Invece, col rialzo dell’inflazione si continua a erodere il potere d’acquisto di lavoratrici e lavoratori bancari, il cui contratto è scaduto nel marzo scorso. Per questo non va affatto trascurata l’importanza del fattore tempo nella trattativa”. Lo ha dichiarato il Segretario generale nazionale First Cisl Riccardo Colombani nel corso dell’incontro che si è svolto oggi con Abi.
“Il risiko bancario, inoltre, non può diventare un alibi per rallentare il negoziato e non può essere pagato dalle lavoratrici e dai lavoratori. Infine, l’obiettivo da sempre perseguito dalle banche di ridurre il costo del lavoro attraverso la riduzione del numero di persone occupate, ci porta oggi ad affrontare l’epocale trasformazione dovuta all’intelligenza artificiale con gli organici ridotti all’osso. È necessario partire dal principio cardine del sostegno al lavoro umano: l’IA non deve essere un fattore di sostituzione. La sua introduzione – ha concluso Colombani – deve quindi essere accompagnata da un disegno complessivo condiviso che metta al centro la qualità del lavoro, la tutela delle persone e un forte investimento nella formazione”.
I prossimi incontri tra sindacati e Abi si terranno il 13 e il 26 ottobre.
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