{"id":4265,"date":"2026-08-16T13:36:32","date_gmt":"2026-08-16T11:36:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/sicilia\/?p=4265"},"modified":"2026-08-17T12:12:36","modified_gmt":"2026-08-17T10:12:36","slug":"milano-finanza-rilancia-il-report-first-cisl-sulla-desertificazione-bancaria-un-deserto-che-avanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/sicilia\/2026\/08\/milano-finanza-rilancia-il-report-first-cisl-sulla-desertificazione-bancaria-un-deserto-che-avanza\/","title":{"rendered":"Milano Finanza rilancia il report First Cisl sulla desertificazione bancaria in Sicilia: &#8220;Un deserto che avanza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>A dieci giorni della pubblicazione del report sulla desertificazione bancaria, elaborato\u00a0 dalla <a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/FirstCisl_20260731_Osservatorio_desertificazione_bancaria_dati_al_30giugno2026.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Fondazione Fiba di First Cisl<\/strong><\/a> con dati Banca d&#8217;Italia e Istat al 30 giugno, non scema l\u2019interesse sulla tematica. Il quotidiano<a href=\"https:\/\/www.milanofinanza.it\/news\/un-deserto-che-avanza-2608945\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> Milano Finanza<\/strong><\/a> rilancia i dati cislini pubblicando un articolato servizio dal titolo \u201c380 mila siciliani vivono in comuni senza sportelli bancari. Un deserto pi\u00f9 veloce\u201d.<\/p>\n<p>Il giornalista <strong>Antonio Giordano<\/strong> scrive: \u201c<a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-desertificazione-bancaria\/regione-sicilia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La desertificazione bancaria in Sicilia<\/a> non riguarda pi\u00f9 soltanto i piccoli centri dell&#8217;interno. Il fenomeno si \u00e8 progressivamente allargato fino a coinvolgere quasi un milione di residenti che vivono in territori nei quali l&#8217;accesso fisico ai servizi bancari \u00e8 ormai assente o affidato a un solo presidio. Al 30 giugno 2026 sono circa 380 mila i siciliani residenti in Comuni completamente privi di sportelli, mentre altri 535mila vivono in centri nei quali \u00e8 rimasta una sola filiale. A mettere in fila i numeri \u00e8 l&#8217;ultimo aggiornamento dell&#8217;Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, elaborato sulla base dei dati di Banca d&#8217;Italia e Istat e rilanciato da First Cisl Sicilia\u201d.<\/p>\n<p>Per Milano Finanza \u201cIl dato pi\u00f9 significativo riguarda la velocit\u00e0 con cui si \u00e8 ridotta la presenza delle banche sul territorio. Dei circa 380 mila abitanti che oggi vivono in Comuni senza alcuno sportello, 281.411 risiedono in centri dai quali le banche si sono ritirate dal 2015 in poi. Altri 98.168 abitavano invece gi\u00e0 allora in Comuni privi di filiali. In poco pi\u00f9 di un decennio, dunque, circa tre quarti della popolazione oggi interessata dalla desertificazione assoluta ha perso il proprio presidio bancario. La stessa dinamica emerge osservando la geografia amministrativa dell&#8217;Isola. Oggi il 39% dei Comuni siciliani non dispone di alcuno sportello bancario: 70 erano gi\u00e0 in questa situazione nel 2015, mentre altri 83 sono stati progressivamente abbandonati. A questi si aggiungono 98 Comuni, il 25% del totale, nei quali opera una sola filiale. Rimane cos\u00ec appena il 36% dei centri siciliani con pi\u00f9 di uno sportello. In termini territoriali, il 7% della superficie regionale appartiene a Comuni gi\u00e0 privi di filiali nel 2015, un ulteriore 13% \u00e8 stato desertificato negli anni successivi e un altro 20% dispone ormai di una sola banca. Complessivamente il 40% del territorio regionale presenta quindi una presenza bancaria estremamente ridotta\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl problema &#8211; evidenzia Antonio Giordano &#8211; non riguarda soltanto le famiglie. Quasi 20 mila imprese siciliane hanno sede in Comuni privi di banche: 4.712 erano gi\u00e0 collocate in territori senza sportelli nel 2015, mentre altre 15.080 hanno assistito da allora all&#8217;uscita degli istituti di credito dal proprio Comune. Altre 28.884 imprese possono contare su una sola filiale. E un elemento particolarmente rilevante in un sistema produttivo caratterizzato da una forte presenza di micro e piccole imprese, per le quali il rapporto con il territorio e l&#8217;accesso diretto al credito continuano ad avere un peso significativo. La riduzione degli sportelli non \u00e8 inoltre compensata dalla diffusione dei servizi digitali. Nel 2025 in Sicilia utilizza l&#8217;internet banking soltanto il 44% della popolazione, contro una media italiana del 56%. Nell&#8217; Isola la percentuale \u00e8 superiore soltanto a Basilicata, Campania e Calabria e resta molto lontana dal 70% della Provincia autonoma di Trento e dal 67% della Lombardia. Contemporaneamente la Sicilia dispone di appena 21 sportelli ogni 100 mila abitanti, contro una media nazionale di 32: peggio fanno soltanto Campania, con 17, e Calabria, con 16. La combinazione tra una rete fisica pi\u00f9 rarefatta e un utilizzo ancora limitato dei canali online accentua dunque il rischio di esclusione finanziaria soprattutto per anziani, soggetti fragili e territori meno connessi. Anche all&#8217;interno dell&#8217;Isola le differenze sono marcate. L&#8217;indice elaborato dalla Fondazione Fiba misura separatamente la desertificazione assoluta, riferita ai Comuni senza banche, e quella parziale, legata ai centri nei quali \u00e8 rimasto un solo sportello. Sul primo indicatore Messina \u00e8 la provincia siciliana con la situazione pi\u00f9 critica, con un valore di 349 e il 92esimo posto su 110 province italiane. Seguono Enna, Palermo e Agrigento. All&#8217;estremo opposto si trova Ragusa, prima nella graduatoria nazionale per minore desertificazione assoluta secondo l&#8217;indicatore Fiba. Per la desertificazione parziale il quadro cambia: Palermo \u00e8 la provincia siciliana maggiormente esposta, con un indicatore pari a 302 e l&#8217;85esima posizione nazionale, davanti a Enna, Catania, Messina, Caltanissetta e Agrigento. Anche in questo caso Ragusa presenta la situazione migliore nell&#8217;Isola. La graduatoria dei Comuni rende evidente come il fenomeno non sia confinato ai centri minori. Tra quelli privi di sportelli figurano Aci Sant&#8217;Antonio, con oltre 18 mila abitanti, Santa Flavia con quasi 11 mila e Altavilla Milicia con 8.500, oltre a Misiliscemi, San Pietro Clarenza, Valverde, Solarino e Torregrotta. Tra i centri rimasti con un&#8217;unica filiale spiccano Aci Catena, oltre 28 mila residenti, Tremestieri Etneo e Villabate, entrambi intorno ai 20 mila abitanti, seguiti da Pedara, Mascali, Melilli, Ficarazzi, Motta Sant&#8217;Anastasia e Barrafranca. Non si tratta quindi esclusivamente di piccoli Comuni delle aree interne, ma anche di centri demograficamente rilevanti inseriti nelle cinture metropolitane&#8221;.<\/p>\n<p>Milano Finanza rilancia le preoccupazioni di <a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/sicilia\/2026\/08\/in-sicilia-allarmano-i-dati-sulla-desertificazione-bancarie-sportelli-chiudono-sopprimendo-i-servizi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>First Cisl Sicilia<\/strong><\/a> che parla di allarme sociale e \u201ctorna a chiedere alla Regione l&#8217;istituzione di un <strong>Osservatorio regionale sull&#8217;attivit\u00e0 bancaria<\/strong>. \u00abAssistiamo ad un progressivo scivolamento che mette in difficolt\u00e0 intere comunit\u00e0 &#8211; afferma il segretario generale regionale <strong>Fabio Sidoti<\/strong> -. Il disimpegno delle banche genera spopolamento, rinuncia agli investimenti, chiusura di attivit\u00e0, riduzione del reddito complicando la vita di famiglie e imprese\u00bb. Sul tema interviene anche il segretario generale nazionale di First Cisl <strong>Riccardo Colombani<\/strong>, che collega la desertificazione alle trasformazioni in corso nel sistema del credito e al <a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/2026\/08\/risiko-e-desertificazione-bancaria-lintervista-di-colombani-a-litalia-in-diretta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>risiko bancario<\/strong><\/a>. Secondo Colombani le operazioni di aggregazione rappresentano \u00abtra le cause principali di desertificazione bancaria\u00bb e, proprio per questo, nel processo di concentrazione del settore dovrebbe essere salvaguardato il presidio territoriale. In questo quadro, sostiene il sindacato, cresce anche il ruolo delle banche di minori dimensioni e del credito cooperativo, pi\u00f9 legati alle economie locali.<\/p>\n<p>\u201cIl nodo, per la Sicilia \u2013 rimarca Milano Finanza &#8211; \u00e8 economico prima ancora che bancario. La chiusura di una filiale non elimina soltanto uno sportello: riduce un punto di contatto tra credito, famiglie e sistema produttivo proprio nelle aree nelle quali infrastrutture, distanza dai mercati e debolezza demografica rendono gi\u00e0 pi\u00f9 difficile fare impresa. E i numeri del 2026 mostrano che quella che fino a pochi anni fa poteva apparire come una riorganizzazione della rete bancaria sta assumendo sempre pi\u00f9 le caratteristiche di un problema strutturale di accesso ai servizi e di tenuta economica dei territori\u201d.<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"in-primo-piano\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1786887392\"\r\n\t            data-title=\"Milano Finanza rilancia il report First Cisl sulla desertificazione bancaria in Sicilia: &#8220;Un deserto che avanza&#8221;\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/sicilia\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A dieci giorni della pubblicazione del report sulla desertificazione bancaria, elaborato\u00a0 dalla Fondazione Fiba di First Cisl con dati Banca d&#8217;Italia e Istat al 30 giugno, non scema l\u2019interesse sulla tematica. 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