{"id":1237,"date":"2017-06-20T14:37:36","date_gmt":"2017-06-20T12:37:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.firstcisl.it\/romaelazio\/?p=1237"},"modified":"2017-06-20T14:37:36","modified_gmt":"2017-06-20T12:37:36","slug":"fintech-una-nuova-sfida-per-le-banche-e-per-i-lavoratori-del-credito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\/2017\/06\/20\/fintech-una-nuova-sfida-per-le-banche-e-per-i-lavoratori-del-credito\/","title":{"rendered":"Fintech: una nuova sfida per le banche e per i lavoratori del credito"},"content":{"rendered":"<p>Sono oramai diversi anni che il sistema bancario internazionale, e quindi anche quello italiano, deve confrontarsi con gravosi problemi come le sofferenze patrimoniali, gli scandali delle obbligazioni subordinate, gli aumenti di capitale, i processi di fusione e la volatilit\u00e0 delle azioni.<\/p>\n<p>Se tutto ci\u00f2 per\u00f2 non bastasse a\u00a0complicare la vita di un settore gi\u00e0 in difficolt\u00e0, come appunto quello bancario, si sono inserite anche le\u00a0Fintech.<\/p>\n<p>Con tale termine si identificano le\u00a0aziende innovative che, usando le nuove tecnologie, offrono ogni tipo di servizio finanziario, in modo pi\u00f9 economico e pi\u00f9 snello rispetto al tradizionale modello di banca.<\/p>\n<p>Un\u2019interessante studio, realizzato dall\u2019Osservatorio Digital Finance della School of Management del Politecnico di Milano,\u00a0dal titolo \u201cDigital rethinking nel banking e finance\u201d, evidenzia come diverse centinaia di nuove aziende nate negli ultimissimi anni, a livello internazionale, hanno di fatto aperto la competizione con gli attori tradizionali, mettendo sul piatto oltre 26,5 miliardi di dollari di finanziamenti raccolti.<\/p>\n<p>Alcune di queste Fintech sono dei veri e propri colossi della tecnologia come\u00a0Google, Apple, Facebook e Amazon, che stanno cogliendo l\u2019opportunit\u00e0 di far fruttare i consolidati rapporti di fiducia costruiti negli anni con la propria clientela (centinaia di milioni di persone che gi\u00e0 utilizzano i servizi digitali da loro offerti).<\/p>\n<p>Basta fare una breve panoramica del settore finanziario per rendersi conto del dinamismo con cui questi big del mondo digitale stanno approcciando al mercato del Credito.<\/p>\n<p>Facebook ha da poco ottenuto in Irlanda una licenza per l&#8217;emissione di moneta elettronica e servizi di pagamenti, quindi potrebbe esportare in Europa il sistema di pagamenti tra utenti di Facebook gi\u00e0 attivo negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Paypal ottenne un&#8217;analoga licenza nel 2004 e, pochi anni dopo, ottenne una licenza bancaria in Inghilterra. L&#8217;abilitazione dalla banca centrale d&#8217;Irlanda potr\u00e0 permettere, in prospettiva, a Facebook di chiedere l&#8217;estensione di questo servizio all&#8217;intera Unione europea.<\/p>\n<p>Anche Alibaba, il colosso dell\u2019e-commerce asiatico, sta viaggiando a ritmi vertiginosi. Al suo debutto a Wall Street ha raccolto quasi 22 miliardi di dollari. Il fondatore, Jack Ma, ora punta con decisione a rafforzarsi nel ramo finanziario, in quanto tale percorso \u00e8 cruciale per Alibaba che, in questo modo, potr\u00e0 avere un maggior controllo sui numerosi servizi offerti, compresi quelli relativi al risparmio gestito (come Yu&#8217;ebao, fondo di investimento sottoscritto da oltre 100 milioni di clienti per una raccolta complessiva di 74 miliardi di euro) e ai sistemi di pagamento online (Alipay).<\/p>\n<p>Amazon ha, da tempo, una carta di credito, in partnership con Jp Morgan, riservata ai i suoi clienti \u201cprime\u201d con sconti del 5% su tutti prodotti acquistati sul sito di e-commerce, oltre ad altre agevolazioni.<\/p>\n<p>Sempre Amazon, ha di recente inaugurato Amazon Lending,\u00a0una piattaforma di erogazione di prestiti alle piccole e medie imprese presenti, in qualit\u00e0 di rivenditori, sulla propria piattaforma..<\/p>\n<p>Il meccanismo funziona \u201csu invito\u201d, i prestiti sono\u00a0a breve termine\u00a0(durata massima\u00a012 mesi) e vanno\u00a0da un minimo di 1.000 dollari a un massimo di 750mila, con\u00a0tassi di interesse che spaziano dal 6% al 17%. Nonostante\u00a0il range nella fascia alta si avvicini all\u2019usura, le aziende hanno finora risposto pi\u00f9 che positivamente: nei giorni scorsi\u00a0Amazon ha annunciato di aver toccato i 3 miliardi di dollari concessi in prestito\u00a0dalla data di fondazione, di cui 1 miliardo solo nell\u2019ultimo anno. Le aziende che ne hanno\u00a0beneficiato sono oltre 20mila, e pi\u00f9 della met\u00e0 hanno fatto ricorso a un secondo prestito una volta estinto il primo.<\/p>\n<p>Come se non bastasse, oltre ai nuovi competitor provenienti dal mondo delle Fintech, il tradizionale mondo bancario dovr\u00e0 fare i conti anche con un nuovo rivale, fin qui troppo spesso derubricato con troppo facilit\u00e0 a \u201cbolla\u201d oppure a moda passeggera: i Bitcoin. Si tratta di una moneta digitale completamente distribuita e generata da una rete decentralizzata \u00abpeer to peer\u00bb. Questo significa che non esiste alcuna banca o autorit\u00e0 centrale che stampa moneta e influenza il valore di un Bitcoin che \u00e8 invece affidato solo alle leggi della domanda e dell&#8217;offerta. Il progetto risale al 2009. Lo status di moneta deriva dal fatto che pi\u00f9 soggetti accettano di usarla come tale. I Bitcoin possono essere trasferiti con internet verso chiunque disponga di un \u201cindirizzo Bitcoin\u201d.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale il mercato delle criptovalute, le monete digitali scambiate in rete, ha gi\u00e0 sfondato per la prima volta il tetto dei 100 miliardi di dollari di capitalizzazione e viaggia oggi oltre i 110 miliardi. Un&#8217;ascesa vertiginosa, se si considera che solo a gennaio 2017 il market cap complessivo non superava i 20 miliardi. La crescita pi\u00f9 poderosa \u00e8 proprio quella del bitcoin, pilastro che incide sul 40% del mercato con prezzo intorno ai 2.800 dollari a unit\u00e0 e una capitalizzazione sopra i 45 miliardi.<\/p>\n<p>In questa immensa e inarrestabile rivoluzione digitale le banche italiane appaiano ancora in ritardo e ancora troppo legate ai fornitori esterni per l\u2019erogazione dei nuovi servizi, con il concreto rischio di essere spazzate via dal mercato nel giro di pochi anni.<\/p>\n<p>In particolare i settori in cui \u00e8 sicuramente necessario intervenire con estrema celerit\u00e0 riguarda i filoni della dematerializzazione, i percorsi di automazione dei processi operativi, le iniziative di modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche e le iniziative di Data Governance e Data Quality, nonch\u00e9 i processi di business intelligence. Vanno inoltre sicuramente potenziata la multicanalit\u00e0 i servizi di Internet Banking, mobile banking e identificazione da remoto del cliente. Nell\u2019ambito della sicurezza, le iniziative progettuali di maggiore attenzione riguardano la sicurezza dei canali remoti lato clientela e la gestione e mitigazione del rischio cyber.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non vuol dire che le nostre banche dovranno abbandonare il concetto di \u201cbanca del territorio\u201d, ma al contrario dovranno utilizzare le nuove tecnologie per poter meglio intercettare tutta quella clientela, in particolare quella pi\u00f9 giovane, che gi\u00e0 oggi non si rivolge alle banche tradizionale. I nuovi strumenti digitali possono inoltre essere fondamentali per fidelizzare la clientela gi\u00e0 acquisita, poggiandosi su un modello di banca sia fisica che digitale.<\/p>\n<p>In tal modo sar\u00e0 possibile anche salvaguardare l\u2019occupazione attuale del settore creditizio, ponendo al contempo anche le basi per poter sviluppare una nuova occupazione basate sulle numerose nuove professionalit\u00e0 necessarie. E\u2019 da evidenziare che, a oggi, troppi Gruppi bancari hanno deciso di affidarsi all\u2019esterno per poter erogare i nuovo servizi offerti da internet, ricorrendo a modelli di outsourcing o di external services. Questo sta comportando sia la perdita di skills interni, con una maggior difficolt\u00e0 nel controllare i servizi acquistati, che un aumento dei costi complessivi di gestione (una volta avviati i nuovi servizi, i fornitori esterni hanno una grossa leva contrattuale per gestire a loro favore i contratti commerciali).<\/p>\n<p>Assumere personale giovane e qualificato, valorizzando al contempo le importantissime professionalit\u00e0 ed esperienze gi\u00e0 presenti nel settore del Credito \u00e8 la chiave di volta per affrontare e vincere la sfida lanciata dalle Fintech.<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"in-primo-piano\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1497969456\"\r\n\t            data-title=\"Fintech: una nuova sfida per le banche e per i lavoratori del credito\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono oramai diversi anni che il sistema bancario internazionale, e quindi anche quello italiano, deve confrontarsi con gravosi problemi come le sofferenze patrimoniali, gli scandali delle obbligazioni subordinate, gli aumenti di capitale, i processi di fusione e la volatilit\u00e0 delle azioni. 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