{"id":1158,"date":"2017-06-01T12:53:29","date_gmt":"2017-06-01T10:53:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.firstcisl.it\/romaelazio\/?p=1158"},"modified":"2017-06-01T15:54:50","modified_gmt":"2017-06-01T13:54:50","slug":"quale-futuro-per-le-banche-del-territorio-laziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\/2017\/06\/01\/quale-futuro-per-le-banche-del-territorio-laziale\/","title":{"rendered":"Quale futuro per le banche del territorio laziale?"},"content":{"rendered":"<p>Fino a pochi anni fa il settore del Credito rappresentava, per la regione Lazio e in particolare per la citt\u00e0 di Roma, un importante sostegno all\u2019occupazione e allo sviluppo del territorio.<br \/>\nDa sempre infatti la Capitale ha rivestito un ruolo fondamentale del sistema creditizio e finanziario italiano, grazie agli importanti Istituti di credito radicati nel proprio territorio, rappresentando un valore di eccellenza e costituendo uno dei poli di riferimento per il settore finanziario del Paese.<br \/>\nIn tale contesto l\u2019occupazione nel settore del credito, grazie anche alla fondamentale presenza delle Direzioni centrali degli istituti, ha permesso la crescita di una classe impiegatizia e direttiva che ha portato un sensibile benessere, sia in termini economici che sociali, su un territorio privo, storicamente, di grandi imprese e industrie private. Ci\u00f2 ha rappresentato, per molti anni, un importante elemento di sostegno sociale e un fondamentale cuscinetto tra le diverse realt\u00e0 economiche del nostro paese.<br \/>\nOggi cosa accade? I dati occupazionali del settore del credito parlano chiaro: il livello occupazionale delle banche del Lazio \u00e8 sceso di oltre il 40%, passando dai circa 50 mila impiegati del 2000 ai circa 27 mila di fine 2016.<br \/>\nIl motivo di un tale decrescita, che ha riguardato non solo il numero di unit\u00e0 impiegate ma anche i livelli professionali presenti negli Istituti della regione, \u00e8 da ricercare in una molteplicit\u00e0 di cause.<br \/>\nSenza voler qui analizzare i processi di fusione tra i maggiori gruppi bancari italiani, che hanno visto la Capitale perdere la totalit\u00e0 delle sedi direzionali e dei centri decisionali, o le conseguenze della crisi economica che ha impattato sia direttamente che indirettamente sulle Banche, \u00e8 inevitabile prospettare, un futuro estremamente difficile per il territorio romano e laziale se non si cercheranno delle soluzioni concrete atte a rilanciare, nella sua complessit\u00e0, il settore bancario in termini occupazionali, professionali e di interazione, anche sociale, con il territorio.<br \/>\nDa un lato, il territorio sta assistendo ad una costante emorragia di posti di lavoro. Dopo i 1666 di Almaviva, i 200 di Sky, i possibili 140 di Mediaset, anche la Esso decide di spostarsi in Liguria. Dall\u2019altro, le grandi Banche annunciano, con i prossimi piani industriali, ulteriori chiusure di sportelli (1.000 di Intesa Sanpaolo, 800 di Unicredit, 335 di Banco BPM, 280 di UBI, 500 di MPS, per parlare solo delle Banche di maggior dimensione) e relativi posti di lavoro. Ovviamente, il Lazio avr\u00e0 la suo quota di chiusure di sportelli con relativa ulteriore perdita di posti di lavoro.<br \/>\nI livelli di servizio saranno garantiti facendo ricorso alla sempre maggiore digitalizzazione, obbligando tutti noi a ricercare, nella qualit\u00e0 e nella massima coesione sociale, nuovi modelli imprenditoriali che ci possano portare nuovamente, come tante volte \u00e8 stato nel passato, a \u00abreinventare\u00bb e primeggiare nel pi\u00f9 importante settore economico di un paese: quello creditizio.<br \/>\nIl rilancio del settore \u00e8 per\u00f2 difficilmente immaginabile se non ricomprender\u00e0 anche la Capitale del Paese, e pi\u00f9 in generale il meridione. Rilancio che non pu\u00f2 essere fatto senza le dovute autonomie funzionali, finalizzate alla valorizzazione della componente occupazionale e professionale delle popolazioni residenti.<br \/>\nUn autonomia che deve essere anche in grado di porsi soprattutto al servizio del territorio, coniugando la capacit\u00e0 di sviluppare sinergie con le universit\u00e0, gli enti locali e le rappresentanze imprenditoriali votate all\u2019innovazione al fine di poter avviare processi virtuosi per la promozione di incubatori e startup, finalizzate all\u2019occupazione e alla valorizzazione dei giovani della nostra Regione.<br \/>\nUn processo, quest\u2019ultimo, che se opportunamente coniugato con l\u2019avanzare della automazione tecnologica all\u2019interno del sistema tradizionale bancario, pu\u00f2 creare anche delle opportunit\u00e0 per una nuova occupazione basata su contenuti professionali fortemente innovati.<br \/>\nQuindi, se oggi le banche della nostra Regione Lazio non possono pi\u00f9 contare sulla presenza di numerosi Direzioni centrali di grandi Gruppi Bancari, come nel passato, \u00e8 indispensabile tentare di assumere un ruolo primario nell\u2019ambito dell\u2019innovazione tecnologia dei servizi bancari.<br \/>\nPotrebbe risultare interessante, infine, anche verificare l\u2019opportunit\u00e0 di avviare un processo di sinergia, tra banche, organizzazioni sindacali, universit\u00e0 e aziende del settore tecnologico, nell\u2019ambito del progetto \u201cHub Generazioni\u201d, lo spazio polifunzionale che racchiude tutti i servizi offerti dalla Regione Lazio per il lavoro, la formazione, lo sviluppo d\u2019impresa, la cultura e il diritto allo studio, con un\u2019attenzione particolare ai giovani.<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"in-primo-piano\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1496321609\"\r\n\t            data-title=\"Quale futuro per le banche del territorio laziale?\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino a pochi anni fa il settore del Credito rappresentava, per la regione Lazio e in particolare per la citt\u00e0 di Roma, un importante sostegno all\u2019occupazione e allo sviluppo del territorio. Da sempre infatti la Capitale ha rivestito un ruolo fondamentale del sistema creditizio e finanziario italiano, grazie agli importanti Istituti di credito radicati nel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1174,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-1158","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1158","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1158"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1158\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1160,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1158\/revisions\/1160"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1174"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/romarieti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}