{"id":1791,"date":"2020-02-21T10:54:35","date_gmt":"2020-02-21T09:54:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/parmaepiacenza\/?p=1791"},"modified":"2020-02-21T10:56:26","modified_gmt":"2020-02-21T09:56:26","slug":"la-riforma-del-mes-meccanismo-europeo-di-stabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/parmaepiacenza\/2020\/02\/21\/la-riforma-del-mes-meccanismo-europeo-di-stabilita\/","title":{"rendered":"LA RIFORMA DEL MES (Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>(Articolo scritto da Gianpaolo La Porta, dirigente sindacale First Cisl Parma Piacenza)<\/p>\n<p>L\u2019argomento \u00e8 tra i pi\u00f9 trattati di questi ultimi mesi, dai telegiornali ai blog pi\u00f9 disparati sulla rete si perde il conto dei pareri, pi\u00f9 politici che tecnici, attorno a una riforma che si prefigura come una delle pi\u00f9 importanti all\u2019interno dell\u2019Unione Europea dall\u2019entrata in vigore della moneta unica, se non dai tempi di Maastricht.<\/p>\n<p>Il tema si pu\u00f2 ramificare sotto innumerevoli aspetti, nonostante ci\u00f2 vedremo di affrontarlo in maniera semplice e analitica per rendere un quadro avulso da qualsiasi retorica ma anzi contestualizzandolo a pieno nella realt\u00e0 economica e sociale in cui viviamo.<\/p>\n<p>Partiamo con la cosa pi\u00f9 semplice: MES \u2013 di cosa stiamo parlando e come funziona?<\/p>\n<p>Il MES (Meccanismo europeo di stabilit\u00e0) \u00e8 un\u2019istituzione finanziaria intergovernativa, operante per i Paesi all\u2019interno dell\u2019Unione Europea adottanti l\u2019euro, istituita nel 2012 attraverso apposita modifica all\u2019art. 136 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell\u2019Ue).<\/p>\n<p>Il suo controllo \u00e8 affidato a due organi principali: il consiglio dei Governatori e il consiglio degli Amministratori, ciascuno composto da un rappresentante di ogni Paese membro, i quali lavorano collegialmente e costantemente con tensione al principale obiettivo: la stabilit\u00e0 finanziaria.<\/p>\n<p>Difatti il trattato recita: \u201c\u2026 <em>mobilizzare risorse finanziarie e fornire sostegno alla stabilit\u00e0, secondo condizioni rigorose commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto, a beneficio dei membri del MES\u2026<\/em>\u201d, ovvero prevede interventi di sostegno a favore di Paesi all\u2019interno dell\u2019Unione (che ne facciano richiesta) in caso di crisi finanziarie.<\/p>\n<p>Questi interventi possono avvenire per il tramite di fondi che si raccolgono attraverso una ripartizione di contributi tra gli stati membri sulla base della partecipazione degli stessi al capitale versato della BCE e ulteriori fondi raccolti sui mercati.<\/p>\n<p>L\u2019entit\u00e0 contributiva del nostro Paese ci colloca al terzo posto di questa specifica \u201cclassifica\u201d dietro a Germania e Francia.<\/p>\n<p>Ogni stato adottante l\u2019euro all\u2019interno dell\u2019Ue pu\u00f2 avanzare richiesta di assistenza finanziaria al MES in caso di difficolt\u00e0 finanziarie che potrebbero ripercuotersi negativamente sulla stabilit\u00e0 dell\u2019eurozona; come detto sopra la richiesta viene accolta sulla base di rigorose condizionalit\u00e0 di politica macro economica oltre che approfondite analisi sulla sostenibilit\u00e0 del debito pubblico (queste ultime effettuate di concerto da Commissione Europea, FMI e BCE).<\/p>\n<p>Deduciamo da ci\u00f2 che la sua funzione non \u00e8 poi cos\u00ec lontana da quella dell\u2019FMI ( Fondo Monetario Internazionale), anche se nel caso del MES il compito esplicito \u00e8 quello di preservare la stabilit\u00e0 di una specifica area economica, ovvero l\u2019Eurozona. Possiamo quindi asserire che il MES \u00e8 il pi\u00f9 elaborato strumento creato contro una possibile dissoluzione della moneta unica.<\/p>\n<p>VENIAMO AL DUNQUE, LA PARTI SALIENTI DELLA RIFORMA<\/p>\n<p>Entro il primo trimestre 2020 o al pi\u00f9 tardi entro il mese di giugno (solo il tempo ci dar\u00e0 piena conferma) dovrebbe essere stretto l\u2019accordo finale sulla riforma del Meccanismo Europeo di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>In questo ultimo mese di dicembre i leader europei si sono incontrati discutendo ultimi dettagli e conclusioni sui punti pi\u00f9 focali di questa riforma gi\u00e0 approvata in Italia da Senato e Camera dei Deputati nonostante le forti discussioni che hanno animato e coinvolto parti politiche e sociali del Paese.<\/p>\n<p>Anche se ad oggi non si dispone di un testo definitivo possiamo gi\u00e0 farci un\u2019idea, a livello macro, di quello che sar\u00e0 l\u2019impatto della riforma sull\u2019Italia e il resto dei paesi membri.<\/p>\n<p>Il \u201cnuovo\u201d MES, in primis, prevede un importante ampliamento del budget previsto per le crisi bancarie, ovvero il\u00a0 FRBE (Fondi di Risoluzione Bancario Europeo) e non \u00e8 difficile capire il perch\u00e9:<\/p>\n<p>con particolare riferimento alla crisi del 2008 abbiamo visto soffrire il sistema bancario mondiale, sia a causa di persistenti politiche di gestione errata, sia per le forti ondate speculative che si sono create attorno ad esso.<\/p>\n<p>In particolare nel nord Europa il sistema bancario ha subito, a seguito delle suddette, ricapitalizzazioni statali per diverse centinaia di miliardi di euro (basti pensare alla sola Germania che ha immesso nelle casse del proprio sistema bancario oltre 500mld di euro dal 2008 \u2013 fonte Sole24ore, e per i prossimi anni attendiamoci la bolla dei derivati \u2013 fonte dello scrivente) mentre in Italia abbiamo assistito a varie vicende, da MPS, le Venete e per ultima in ordine cronologico la Banca Popolare di Bari.<\/p>\n<p>Non esiste una singola e precisa causa che lega i misfatti sopra riportati e non approfondiamo i singoli episodi per non disperderci (volentieri in un successivo articolo) ma sicuramente tutto ci\u00f2 ci attenziona sull\u2019esigenza di intraprendere una serie di riforme che porti a prevenire anzich\u00e9 curare (compito di cui vuole farsi carico il MES) simili situazioni, che ricadono su risparmiatori e conti pubblici, con l\u2019abilit\u00e0 di individuare le reali cause alla fonte.<\/p>\n<p>In secondo luogo (non per importanza) si intende riformare l\u2019architettura che si applica alla contribuzione e alla concessione delle linee di credito dedicate ai conti pubblici dei Paesi membri (perennemente sotto il controllo e il giudizio dei mercati, per via della particolare architettura della moneta unica), da una parte rendendo pi\u00f9 potente e pronta la risposta del MES in caso di improvvise e urgenti richieste, dall\u2019altra come naturale conseguenza, rendendo pi\u00f9 impegnativo per i conti pubblici dei Paesi (e pi\u00f9 difficoltoso per quelli ad elevato rapporto debito\/pil) la contribuzione stessa.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la contribuzione viene infatti riportato nel testo della riforma: \u201c<em>i membri del MES si impegnano a pagare irrevocabilmente e incondizionatamente a semplice richiesta qualsiasi somma a loro demandata dal Managing Director <\/em>(l\u2019attuale direttore \u00e8 Klaus Regling) <em>entro sette giorni dalla ricezione della richiesta stessa<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Alla luce di quanto sopra si sono espressi i primi indirizzi critici sulle conseguenze che possano portare richieste di una certa entit\u00e0 sulle casse di Paesi come l\u2019Italia (ovvero Paesi con alto rapporto debito\/pil all\u2019interno dell\u2019Unione). Infatti il nostro Paese (prendiamo l\u2019Italia per esemplificare un\u2019ipotesi ma in realt\u00e0 parliamo dell\u2019avverarsi di una determinata situazione su un determinato Paese X con determinati parametri di finanza pubblica), come da Trattato, pu\u00f2 essere chiamato a contribuire nello specifico fino a un ammontare pari a 125 miliardi di Euro.<\/p>\n<p>Quali le conseguenze per una tale o simile impegno? Un immediato sbalzo del denominatore del rapporto sopra incriminato (debito\/pil) con conseguente, diciamolo subito, preoccupazione dei mercati e criticit\u00e0 nel collocamento di titoli pubblici.<\/p>\n<p>Proprio il Governatore della Banca d\u2019Italia, Ignazio Visco e il Presidente dell\u2019Abi, Antonio Patuelli sono stati i primi a suonare l\u2019allarme sulle conseguenze suddette sui gi\u00e0 precari equilibri di finanza pubblica italiani (dichiarazioni a seguire).<\/p>\n<p>Oltre che sul tema della contribuzione, abbiamo detto prima, verr\u00e0 diversificata anche la modalit\u00e0 di accesso al fondo attraverso la creazione di due linee di credito, che di seguito chiameremo A e B.<\/p>\n<p>Le linea di credito A, che viene concessa senza alcuna condizionalit\u00e0 se non i tempi di rimborso, sar\u00e0 riservata ai Paesi che soddisfano determinati parametri di finanza pubblica, essenzialmente riferiti a quelli contenuti nel Trattato di Maastricht, Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita e Fiscal Compact (allegato 3 del testo della riforma; esempio rapporto deficit\/pil entro il 3% nei due anni precedenti la richiesta, rapporto debito\/pil inferiore al 60% o in ultima analisi riduzione negli ultimi due anni di un ventesimo all\u2019anno della differenza con il 60%).<\/p>\n<p>Per i Paesi che non soddisfano questi criteri viene riservata invece la linea di credito B (ovvero dove attualmente rientrerebbe l\u2019Italia), alla quale diversamente dalla linea A, vengono applicate rigorose condizionalit\u00e0 di accesso non contrattabili, ovvero la ristrutturazione del debito (all\u2019interno della riforma \u00e8 prevista per l\u2019appunto anche una modifica al regolamento sulle CAC per agevolare\/velocizzare eventuali autorizzazioni alla ristrutturazione stessa).<\/p>\n<p>Se il nostro Paese o altri rientranti negli stessi parametri avanzassero richiesta di aiuto al MES potrebbero accedere alla suddetta linea di credito \u201crafforzata\u201d dietro questa preventiva azione oltre che la necessit\u00e0 di firmare un Memorandum dove vengono prescritte al Paese beneficiario degli aiuti le politiche di bilancio e le riforme da effettuare successivamente all\u2019erogazione degli aiuti.<\/p>\n<p>Il testo della riforma, come detto all\u2019inizio dell\u2019articolo, ha suscitato diversi e contrastanti pareri.<\/p>\n<p>Il nostro Paese al momento non avrebbe alcun bisogno di chiedere accesso al fondo (dichiarazione ministro Gualtieri) e non graverebbe su di noi quindi alcun rischio conseguente a una ristrutturazione del debito sulla quale si \u00e8 esposto in maniera inequivocabile il governatore della Banca d\u2019Italia:<\/p>\n<p>\u201c<em>I piccoli e incerti benefici di una ristrutturazione del debito devono essere bilanciati con il rischio enorme che il semplice annuncio della sua introduzione possa innescare una spirale perversa di aspettative di default, le quali potrebbero rivelarsi auto-avverantesi<\/em>\u201d. Gov. Bankitalia Ignazio Visco.<\/p>\n<p>Da un punto di vista puramente tecnico quindi al momento non ci sarebbero ragioni dirette di allarme anche se invece da un punto di vista finanziario l\u2019esistenza di una struttura che cataloga preventivamente i Paesi membri nelle due diverse linee di credito sopra descritte potrebbe condizionare i mercati finanziari dove gli operatori dovranno per forza di cose, anzi si potrebbe proprio dire per deontologia professionale, tenere maggiormente conto della classificazione dei singoli Paesi.<\/p>\n<p>In definitiva possiamo dire che solo alla pubblicazione del testo definitivo e alla sua entrata in vigore si potr\u00e0 esprimere un giudizio pi\u00f9 preciso su questa riforma che sicuramente ha per\u00f2 gi\u00e0 mostrato lati sia positivi che negativi e per i quali auspichiamo si riesca, alla fine, a trovare un buon punto d\u2019incontro tra gli interessi di stabilit\u00e0 finanziaria e le ripercussioni sull\u2019economia reale in cui si muove gi\u00e0 zoppicando il nostro mondo del lavoro.<\/p>\n<p>Ulteriori punti interessanti ma poco discussi sono gli articoli 32, 34, 35 e 36 della riforma, di cui vi rilascio brevi pillole:<\/p>\n<p><strong><em>Art.32<\/em><\/strong><em> Immunit\u00e0 dei rappresentanti del MES davanti a tutti gli organi di giustizia degli Stati membri, immunit\u00e0 dei documenti dei rappresentati del MES; immunit\u00e0 sui beni del MES da ogni forma giurisdizionale (no perquisizioni, sequestro, confisca, esproprio, pignoramenti); locali e documenti del MES inviolabili (segreto d\u2019ufficio).<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Art.34<\/em><\/strong><em> I membri del MES devono tenere le informazioni protette dal segreto professionale anche dopo la cessazione dei propri incarichi (possibili conseguenze sulla trasparenza con i governi e parlamenti nazionali)<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Art. 35<\/em><\/strong><em> Immunit\u00e0 dei membri del MES per gli atti da loro compiuti nell\u2019esercizio delle proprie funzioni. La suddetta immunit\u00e0 pu\u00f2 essere revocata solamente dal Direttore Generale.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Art. 36<\/em><\/strong><em> Esenzione da qualsiasi imposta diretta dei beni, delle entrate e degli attivi del Mes.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"news\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1582282475\"\r\n\t            data-title=\"LA RIFORMA DEL MES (Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0)\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/parmaepiacenza\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Articolo scritto da Gianpaolo La Porta, dirigente sindacale First Cisl Parma Piacenza) L\u2019argomento \u00e8 tra i pi\u00f9 trattati di questi ultimi mesi, dai telegiornali ai blog pi\u00f9 disparati sulla rete si perde il conto dei pareri, pi\u00f9 politici che tecnici, attorno a una riforma che si prefigura come una delle pi\u00f9 importanti all\u2019interno dell\u2019Unione Europea [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":67,"featured_media":1790,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-1791","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/parmaepiacenza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1791","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/parmaepiacenza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/parmaepiacenza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/parmaepiacenza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/67"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/parmaepiacenza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1791"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/parmaepiacenza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1791\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1794,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/parmaepiacenza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1791\/revisions\/1794"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/parmaepiacenza\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1790"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/parmaepiacenza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/parmaepiacenza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/parmaepiacenza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}