{"id":641,"date":"2017-09-26T10:48:22","date_gmt":"2017-09-26T08:48:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\/?p=641"},"modified":"2017-09-26T10:48:22","modified_gmt":"2017-09-26T08:48:22","slug":"leggere-o-non-leggere-la-corrispondenza-del-proprio-dipendente-questo-e-il-dilemma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\/2017\/09\/26\/leggere-o-non-leggere-la-corrispondenza-del-proprio-dipendente-questo-e-il-dilemma\/","title":{"rendered":"Leggere o non leggere la corrispondenza del proprio dipendente: questo \u00e8 il dilemma"},"content":{"rendered":"<p>Una recente sentenza della Camera Grande della Corte Europea dei Diritti Umani (cd. CEDU) ha stimolato, se mai ce ne fosse stato ulteriore bisogno, l\u2019animato dibattito\u00a0sui limiti del Datore di lavoro alla lettura della corrispondenza del Dipendente.<\/p>\n<p>In estrema sintesi, in quanto occorrerebbero molte pagine per sviscerare tutti gli aspetti\u00a0della questione, si pu\u00f2 dire quanto segue.<\/p>\n<p>I temi in discussione sono, da un lato, la decisione di una Societ\u00e0 privata di licenziare un Dipendente dopo aver controllato le sue comunicazioni elettroniche ed aver acceduto<\/p>\n<p>ai relativi contenuti (nella fattispecie l\u2019utilizzo improprio di un programma di messaggistica, cd. Messenger, verso il fratello e verso la propria moglie), dall\u2019altro, la presunta carenza delle Corti nazionali (in questo caso rumene) nel proteggere il diritto del lavoratore al rispetto per la sua vita privata e la corrispondenza. Dopo (ben) tre decisioni favorevoli alla posizione aziendale (le due Corti rumene, Primo grado e Appello, e una Sezione della CEDU stessa), la Camera Grande (con 11 giudici favorevoli e 6 contrari) ha ribaltato tutto annullando le tre sentenze precedenti e sentenziando che le autorit\u00e0 rumene non avevano adeguatamente protetto il diritto del lavoratore ricorrente al rispetto della sua vita privata e della sua corrispondenza, diritto protetto dall\u2019art. 8 della Convenzione Europea sui Diritti Umani.<\/p>\n<p>A differenza delle Corti di merito, la CEDU ha condannato la Romania e non il Datore di lavoro, perch\u00e9 il suo compito \u00e8 di verificare che gli Stati firmatari della Convenzione emanino Leggi che rispettino tali diritti. Da ultimo, si segnala che la sentenza non d\u00e0 luogo ad un risarcimento (neanche nei confronti della Romania), ma \u201cil fatto stesso di aver riscontrato una violazione \u00e8 in s\u00e9 stessa una sufficiente soddisfazione per il danno non patrimoniale\u201d subito dal Dipendente.<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"legale\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1506422902\"\r\n\t            data-title=\"Leggere o non leggere la corrispondenza del proprio dipendente: questo \u00e8 il dilemma\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una recente sentenza della Camera Grande della Corte Europea dei Diritti Umani (cd. CEDU) ha stimolato, se mai ce ne fosse stato ulteriore bisogno, l\u2019animato dibattito\u00a0sui limiti del Datore di lavoro alla lettura della corrispondenza del Dipendente. 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