{"id":5170,"date":"2025-02-17T10:58:38","date_gmt":"2025-02-17T09:58:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\/?p=5170"},"modified":"2025-02-17T12:29:28","modified_gmt":"2025-02-17T11:29:28","slug":"maddalena-acquaviti-smart-working-sostenibilita-e-politiche-di-genere-un-brusco-rallentamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\/2025\/02\/17\/maddalena-acquaviti-smart-working-sostenibilita-e-politiche-di-genere-un-brusco-rallentamento\/","title":{"rendered":"Maddalena Acquaviti, smart working, sostenibilit\u00e0 e politiche di genere, un brusco rallentamento"},"content":{"rendered":"<p>Smart working, sostenibilit\u00e0, politiche di genere. Cos\u2019hanno in comune questi e altri temi?<\/p>\n<p>Oltre ad avere un forte impatto sulle persone e la loro qualit\u00e0 di vita, sono tutte questioni per cui le aziende hanno avuto intensi e spesso passeggeri colpi di fulmine.<\/p>\n<p>Che sia stato perch\u00e9 conveniente (perch\u00e9 piaceva alla possibile clientela, perch\u00e9 era attrattivo per i talenti, perch\u00e9 lo chiedeva il mercato e lo facevano i competitor, per la presenza di incentivi fiscali) o perch\u00e9 obbligati dalle normative, tutti si riconoscono da un marcato dietrofront o almeno da un brusco rallentamento.<\/p>\n<p>Sullo smart working \u00e8 stato evidente: inviso prima della pandemia, indispensabile durante, ora resiste per quelli che hanno ridotto le sedi e i costi ad essi connessi. Per tutti gli altri sorgono dubbi e perplessit\u00e0 e poi comunque \u201cok la conciliazione ma i lavoratori prima come facevano?\u201d. Prima speravano di cavarsela facendo salti mortali (in termini di tempo e soldi) o erano costretti a lasciare il lavoro perch\u00e9 impossibilitati a conciliare (\u00e8 quello che succede a molte giovani madri). Dimentichi degli impatti non solo sulla conciliazione vita-lavoro delle proprie persone ma anche sull\u2019ambiente a cui si dichiarano molto attenti quando stilano i bilanci di sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ed ecco che vacilla l&#8217;impegno sulla sostenibilit\u00e0 (o quanto meno risulta pesantemente subordinato a questioni che nulla hanno a che vedere con la responsabilit\u00e0 sociale) come anche sulle politiche di genere: veniamo da anni in cui sembravano volere essere tutti pi\u00f9 inclusivi, attenti al pianeta e alle nuove generazioni.<\/p>\n<p>Le campagne pubblicitarie cos\u00ec come le iniziative nei confronti dei dipendenti sembravano vertere tutte in quella direzione: welfare, mobilit\u00e0, attenzione alle persone. Eppure, gi\u00e0 allora c\u2019erano chiari elementi di incoerenza, qualcosa che scricchiolava.<\/p>\n<p>La sensazione che si trattasse di operazioni di facciata e di puro marketing ora diventa sempre pi\u00f9 netta.<\/p>\n<p>Oltre oceano qualcuno sta iniziando a sollevare dubbi sull\u2019opportunit\u00e0\/necessit\u00e0\/utilit\u00e0 di politiche di questo tipo: non servono, sono nocive, non piacciono.<\/p>\n<p>Se dovessimo guardare i recenti dati ISTAT la risposta sembrerebbe univoca; infatti, il differenziale retributivo di genere (<strong>Gender Pay Gap<\/strong>\u00a0o GPG), calcolato come differenza percentuale tra la retribuzione oraria media di uomini e donne rapportata alla retribuzione oraria degli uomini, nel 2022 \u00e8\u00a0<strong>pari al 5,6%<\/strong>.<\/p>\n<p>Il dato che sconvolge di pi\u00f9, per\u00f2, riguarda la differenza sul livello di istruzione.<\/p>\n<p>Ci si aspetterebbe che man mano che si sale nella formazione scolastica, il divario possa ridursi e, invece, accade esattamente il contrario: a<strong>\u00a0parit\u00e0 di livello di istruzione, i dipendenti uomini hanno retribuzioni medie annue sempre superiori alle donne<\/strong>, con un divario\u00a0<strong>che aumenta al crescere del livello di istruzione<\/strong>; si ferma al <strong>19,9% tra i dipendenti con al massimo la licenza media, sale al 20,5% per l\u2019istruzione secondaria superiore e addirittura raddoppia, raggiungendo il 39,9% fra i laureati<\/strong>. Alle donne non basta pi\u00f9 nemmeno essere preparate, anzi, pi\u00f9 si \u00e8 formate pi\u00f9 il divario pare aumentare.<\/p>\n<p>Cos\u2019hanno fatto, quindi, in questi anni le aziende perch\u00e9 la tanto sbandierata attenzione alla parit\u00e0 di genere avesse un reale riscontro? Si direbbe davvero ben poco.<\/p>\n<p>Questi dati paiono dirci chiaramente che qualcosa non ha funzionato n\u00e9 nel processo di selezione, n\u00e9 in quello di crescita professionale.<\/p>\n<p>E oggi che l\u2019interesse su questi temi sembra calare \u00e8 legittimo chiedersi: cosa faranno le nostre aziende? Seguiranno l\u2019onda, le tendenze del momento o ci mostreranno che ci hanno sempre creduto e continueranno a crederci?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Maddalena Acquaviti<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Segretaria First Cisl Milano Metropoli<\/strong><\/em><\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"leditoriale\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1739789918\"\r\n\t            data-title=\"Maddalena Acquaviti, smart working, sostenibilit\u00e0 e politiche di genere, un brusco rallentamento\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Smart working, sostenibilit\u00e0, politiche di genere. Cos\u2019hanno in comune questi e altri temi? 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