{"id":3336,"date":"2021-04-18T20:08:40","date_gmt":"2021-04-18T18:08:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\/?p=3336"},"modified":"2021-04-18T20:08:40","modified_gmt":"2021-04-18T18:08:40","slug":"digitalizzazione-serve-il-coinvolgimento-dei-lavoratori-e-del-sindacato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\/2021\/04\/18\/digitalizzazione-serve-il-coinvolgimento-dei-lavoratori-e-del-sindacato\/","title":{"rendered":"Digitalizzazione, serve il coinvolgimento dei lavoratori e del sindacato"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;L\u2019introduzione di nuove tecnologie porta sempre sconvolgimenti nel mondo del lavoro. \u00c8 stato cos\u00ec con l\u2019introduzione dell\u2019aratro nel campo dell\u2019agricoltura, delle macchine nel campo dell\u2019industria e della produzione, dell\u2019informatica in ogni settore.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima rivoluzione a cui stiamo assistendo da decenni ha avuto una rapidissima accelerazione in tempi recenti, in particolare in quest\u2019ultimo anno di pandemia in cui, costretti dagli eventi, abbiamo dovuto tutti far ricorso agli strumenti digitali senza i quali, dobbiamo riconoscerlo, non sarebbero state possibili molte delle cose che abbiamo fatto, incluso lavorare da casa nell\u2019interesse della salute pubblica.<\/p>\n<p>La forte digitalizzazione a cui stiamo assistendo, quindi, come accaduto in passato, pu\u00f2 migliorare le nostre vite, anche lavorative, spostando sulle macchine i lavori pi\u00f9 ripetitivi e a basso valore aggiunto.<\/p>\n<p>Inoltre, pu\u00f2 favorire l\u2019internalizzazione di processi e attivit\u00e0 che in passato erano stati esternalizzati.<\/p>\n<p>Le macchine e, quindi, anche i computer posso essere strumenti utili se sono al servizio delle persone e del loro lavoro per facilitarne la vita e alleggerire i carichi di lavoro. Le macchine devono essere lo strumento, non il mezzo.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 quello a cui assistiamo nelle aziende dove le persone rischiano di essere trasformate solo in ingranaggi della macchina stessa perdendo la visibilit\u00e0 sull\u2019intero processo e il senso stesso dell\u2019attivit\u00e0 che svolgono.<\/p>\n<p>I processi sono frutto di analisi realizzate dal lavoro di uomini che producono input da dare in pasto alle macchine. Cosa accade, per\u00f2, quando le cose non vanno come dovrebbero? Di chi sono e su chi si scaricano gli errori se ciascuno di noi non sa pi\u00f9 come e da chi viene svolta l\u2019attivit\u00e0? Spesso, purtroppo, si scaricano sull\u2019operatore finale che non ha alcuna responsabilit\u00e0 su quello che accade a monte. Con la digitalizzazione si presentano, quindi, nuovi rischi professionali che devono essere riconosciuti e monitorati perch\u00e9 non ricadano sui lavoratori.<\/p>\n<p>Si stanno modificando le figure professionali: ne scompaiono alcune, ne nascono altre. Basti vedere il peso in continua crescita del settore informatico nelle nostre aziende a discapito dei backoffice e della rete fisica.<\/p>\n<p>Il senso di smarrimento e alienazione, soprattutto ma non solo, fra le persone con una maggiore anzianit\u00e0 \u00e8 inevitabile.<\/p>\n<p>Abbiamo le competenze richieste dal mondo del lavoro che cambia? Siamo pronti per queste trasformazioni? Potremmo esserlo se i lavoratori venissero adeguatamente formati ma non con un rapido corso online (anche questo digitale) di 1,5 ore in cui si d\u00e0 un\u2019infarinatura generale e poi, che ci si arrangi. Si deve tornare a fare formazione vera perch\u00e9 la formazione non \u00e8 uno spreco di soldi e tempo ma \u00e8 un investimento sui lavoratori e sul lavoro.<\/p>\n<p>Il tempo delle macchine, inoltre, non \u00e8 quello delle persone. Le macchine sono pi\u00f9 rapide e non richiedono riposo ma solo un\u2019opportuna manutenzione. Quello che si verifica \u00e8 che si chieda alle persone di adattarsi al tempo macchina facendone gli stessi orari (h 24) in maniera spesso invasiva introducendosi nella vita personale, senza riposo (o riposandosi il meno possibile) e utilizzando il tempo risparmiato per lavorare di pi\u00f9, basti vedere cosa sta accadendo con i tempi degli spostamenti per chi lavora smartworking. Il tempo di lavoro deve essere salvaguardato e il diritto alla disconnessione non deve essere un vuoto principio ma essere concretamente declinato nell\u2019individuazione di procedure e strumenti che ne consentano il reale esercizio.<\/p>\n<p>\u00c8 necessaria una nuova progettazione del lavoro e questo pu\u00f2 essere fatto solo tramite il coinvolgimento del sindacato e dei lavoratori che devono essere parte integrante e attiva del processo trasformativo. Vanno condivisi non solo gli obiettivi in merito a formazione e competenze, rischi professionali, carichi di lavoro, diritto alla disconnessione, costi ma anche i percorsi da seguire per realizzarli. Infine, servono degli spazi di verifica che non devono assolutamente essere elusi&#8221;.<\/p>\n<p>Maddalena Acquaviti &#8211; Segretaria First Cisl Milano Metropoli<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"formazione-e-lavoro\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1618776520\"\r\n\t            data-title=\"Digitalizzazione, serve il coinvolgimento dei lavoratori e del sindacato\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;L\u2019introduzione di nuove tecnologie porta sempre sconvolgimenti nel mondo del lavoro. \u00c8 stato cos\u00ec con l\u2019introduzione dell\u2019aratro nel campo dell\u2019agricoltura, delle macchine nel campo dell\u2019industria e della produzione, dell\u2019informatica in ogni settore. 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