{"id":3087,"date":"2020-11-16T17:28:50","date_gmt":"2020-11-16T16:28:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\/?p=3087"},"modified":"2020-11-16T20:25:10","modified_gmt":"2020-11-16T19:25:10","slug":"deutsche-bank-propone-di-tassare-lo-smart-working-maurizio-gemell-semplicemente-assurdo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\/2020\/11\/16\/deutsche-bank-propone-di-tassare-lo-smart-working-maurizio-gemell-semplicemente-assurdo\/","title":{"rendered":"Deutsche Bank propone di tassare lo smart working. Maurizio Gemelli, semplicemente assurdo"},"content":{"rendered":"<p><em>l gruppo tedesco ha proposto una tassa del 5% a carico dei lavoratori per finanziare un sussidio in favore di chi non ha la possibilit\u00e0 di ricorrere al lavoro da remoto. Ma per i bancari della Cisl la prospettiva andrebbe ribaltata<\/em><\/p>\n<p>\u201cLo smart working non \u00e8 un privilegio e proporre di tassarlo \u00e8 semplicemente assurdo. Tra l\u2019altro da un punto di vista economico il lavoro da remoto comporta certamente un vantaggio per le imprese. Se passasse l\u2019idea contraria andremmo incontro ad uno scenario da incubo\u201d. A dichiararlo \u00e8\u00a0<strong>Maurizio Gemelli<\/strong>, segretario responsabile First Cisl del Gruppo Deutsche; \u00e8 quanto si legge sul <a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sito nazionale First Cisl<\/a>.<\/p>\n<p>Il colosso tedesco ha proposto di istituire una tassa del 5% del salario a carico dei lavoratori che scelgono liberamente lo smart working, quindi non costretti dal lockdown, con il cui ricavato finanziare sussidi a favore di coloro che percepiscono redditi bassi e non hanno la possibilit\u00e0 di lavorare da casa.<\/p>\n<p>\u201cDeutsche Bank \u2013 prosegue Gemelli \u2013 dovrebbe invece cercare il confronto con i sindacati su questo tema. E farlo anche in Italia, dove nei giorni scorsi \u00e8 iniziata la trattativa sull\u2019ennesima riorganizzazione aziendale, basandosi sulle previsioni dell\u2019ultimo contratto nazionale e ricordando che, semmai, a pagare eventuali costi fiscali dovrebbero essere le aziende che beneficiano delle normative sul lavoro da remoto e non certo i lavoratori\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPeraltro, sarebbe interessante capire come gli analisti di Deutsche Bank hanno calcolato i supposti vantaggi per i lavoratori, da sottoporre a tassazione \u2013 sottolinea la segretaria nazionale di First Cisl\u00a0<strong>Sara Barberotti<\/strong>\u00a0\u2013 e se i vantaggi sono gli stessi nelle grandi citt\u00e0 e in provincia, nelle periferie o nelle zone centrali. Di sicuro, i lavoratori devono sopportare dei costi per l\u2019allestimento di un ufficio a casa. Insomma, il vantaggio economico per i lavoratori, non \u00e8 affatto certo. A fronte di ci\u00f2, i risparmi per le aziende sono enormi: meno consumi energetici, meno immobili, meno servizi di gestione e manutenzione. La verit\u00e0 \u00e8 che la logica di Deutsche Bank andrebbe ribaltata: perch\u00e9 non tassare i grandi gruppi per ogni postazione di lavoro smaterializzata?\u201d.<\/p>\n<p>Comunicazione First Cisl Milano Metropoli<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"in-primo-piano\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1605547730\"\r\n\t            data-title=\"Deutsche Bank propone di tassare lo smart working. Maurizio Gemelli, semplicemente assurdo\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>l gruppo tedesco ha proposto una tassa del 5% a carico dei lavoratori per finanziare un sussidio in favore di chi non ha la possibilit\u00e0 di ricorrere al lavoro da remoto. 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