{"id":2963,"date":"2020-10-19T21:07:23","date_gmt":"2020-10-19T19:07:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\/?p=2963"},"modified":"2020-10-19T21:07:23","modified_gmt":"2020-10-19T19:07:23","slug":"a-proposito-di-smart-working","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\/2020\/10\/19\/a-proposito-di-smart-working\/","title":{"rendered":"\u2026 a proposito di smart working"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Negli anni come First Cisl &#8211; si legge nel documento a firma Maddalena Acquaviti, segretaria First Cisl Milano Metropoli &#8211; abbiamo promosso nelle aziende lo sviluppo dello smart working come strumento di flessibilit\u00e0 incontrando spesso resistenze culturali celate dietro motivazioni organizzative.<\/p>\n<p>Quando poi \u00e8 arrivata la pandemia le aziende si sono dovute attrezzare per introdurre il lavoro da remoto forzato che di flessibile ha ben poco.<\/p>\n<p>Inizialmente per chi ha potuto utilizzarlo \u00e8 stata una vera manna. Molti, anche nel nostro settore, sono costretti a lavorare in presenza per garantire la continuit\u00e0 del servizio. Chi di noi pu\u00f2 lavorare da casa, invece, lo fa in assoluta sicurezza.<\/p>\n<p>\u00c8 stata un\u2019ottima occasione per mostrare alle aziende che si pu\u00f2 lavorare e bene anche fuori sede. Dopo i primi tempi, per\u00f2, qualcosa stava cambiando.<\/p>\n<p>Qualche collega ha lamentato la mancanza del buono pasto quale elemento seppur indiretto della retribuzione, qualcun altro ha segnalato l\u2019aumento dei costi delle utenze domestiche, altri ci hanno detto di lavorare di pi\u00f9, ben oltre il proprio orario, e di non avere pi\u00f9 un momento di stacco (anche la pausa pranzo si consuma rapidamente e spesso davanti al monitor), altri ancora ci hanno raccontato di controlli pressanti sugli stati degli applicativi chiedendone poi conto, i genitori, soprattutto le madri, hanno riferito la difficolt\u00e0 di gestire i figli a casa in concomitanza con lo smartworking e di non avere pi\u00f9 uno spazio proprio n\u00e9 fisico n\u00e9 mentale, qualcun altro si \u00e8 lamentato di avere pochi o inesistenti contatti con i colleghi e con il proprio responsabile, di far fatica a gestire le call continue e infine di iniziare ad avvertire problemi frequenti alla schiena e agli occhi.<\/p>\n<p>In pratica sono emerse con forza problematiche relative ai costi ma anche alla salute fisica, psichica e relazionale anche in funzione del vissuto e dell\u2019et\u00e0 o della condizione familiare.<\/p>\n<p>In direzione opposta &#8211; continua Acquaviti &#8211; sono andate le aziende: se prima erano decisamente reticenti rispetto allo smart working dopo l\u2019esperienza forzata sembravano aver completamente cambiato opinione. Improvvisamente sembravano esserne non solo le sostenitrici ma addirittura quasi le promotrici dimentiche di tutte le resistenze e le discussioni affrontate negli anni.<\/p>\n<p>Le aziende si sono rese conto che i bancari continuavano a lavorare con la consueta professionalit\u00e0 da casa come dall\u2019ufficio ma soprattutto hanno visto una nuova occasione di riduzione dei costi che, per\u00f2, sono stati scaricati sui lavoratori.<\/p>\n<p>Alcuni colleghi hanno, di conseguenza, iniziato a manifestare il timore di perdere la propria sede di lavoro se non il lavoro stesso.<\/p>\n<p>Se lo smartworking pu\u00f2 essere l\u2019occasione per rivedere l\u2019organizzazione del lavoro in termini di maggiore flessibilit\u00e0, l\u2019impressione, invece, \u00e8 che le aziende non abbiano affatto intenzione di rinunciare a tutte le loro rigidit\u00e0.<\/p>\n<p>Assistiamo, infatti, a gestioni discutibili di luoghi e tempi di lavoro: in pratica la flessibilit\u00e0 oraria viene accolta positivamente se pu\u00f2 far sforare l\u2019orario contrattuale ma non altrettanto se a richiedere flessibilit\u00e0 su ore e giorni \u00e8 il collega che ha necessit\u00e0 familiari, va bene la flessibilit\u00e0 degli spazi se pu\u00f2 tagliare postazioni ma non se il collega ha necessit\u00e0 di lavorare presso il domicilio dei genitori anziani.<\/p>\n<p>Naturalmente in questa fase non si pu\u00f2 prescindere dall\u2019emergenza in cui siamo e che richiede massima prudenza ma \u00e8 necessario iniziare a pensare al prossimo futuro.<\/p>\n<p>A Milano, cuore della pandemia in Italia, stiamo vivendo sulla nostra pelle il dramma della forza distruttrice del virus e quella paura la sentiamo ancora addosso. Stiamo raccogliendo anche le preoccupazioni e le difficolt\u00e0 dei colleghi fragili\/disabili, dei malati oncologici e immunodepressi o dei loro familiari conviventi, le difficolt\u00e0 dei chi ha problemi di deambulazione a raggiungere la sede di lavoro con una mobilit\u00e0 complicata.<\/p>\n<p>Sindacalmente \u00e8 una vera sfida.<\/p>\n<p>L\u2019interlocuzione con le aziende soprattutto a inizio della pandemia \u00e8 stata frequente. In quel frangente abbiamo lavorato insieme per individuare le soluzioni migliori in un contesto emergenziale. Dove si erano costruite delle relazioni sindacali evolute e partecipate si \u00e8 stati maggiormente in grado di contrastare l\u2019emergenza.<\/p>\n<p>Non dobbiamo disperdere questa interlocuzione che abbiamo costruito pur sapendo che non \u00e8 e non sar\u00e0 sempre facile. Anzi gi\u00e0 vediamo le aziende intestarsi ogni miglioramento e prendere le distanze. Ma \u00e8 fondamentale continuare a confrontarsi su temi che hanno un impatto cos\u00ec forte sulla nostra vita anche come lavoratori e cittadini.<\/p>\n<p>Non possiamo negare la difficolt\u00e0 di entrare in contatto con i colleghi, di organizzare momenti collettivi come le assemblee ma, nonostante questo &#8211; conclude Acquaviti &#8211; molti iscritti spesso ci hanno detto \u201cmeno male che ci siete voi\u201d.<\/p>\n<p>Questo ci fa sentire vicini nonostante la lontananza e l\u2019isolamento e ci d\u00e0 la conferma di essere sulla strada giusta ma dobbiamo trovare modi nuovi per incontrare le persone e per contattare i colleghi soprattutto quelli che ancora non ci conoscono&#8221;.<\/p>\n<p><strong>All.:<\/strong>\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\/wp-content\/uploads\/sites\/19\/2020\/10\/2020_10_19_acquaviti_smartworking.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">&#8220;&#8230; a proposito di smart working&#8221;<\/a><\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"in-primo-piano\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1603141643\"\r\n\t            data-title=\"\u2026 a proposito di smart working\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/milanometropoli\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Negli anni come First Cisl &#8211; si legge nel documento a firma Maddalena Acquaviti, segretaria First Cisl Milano Metropoli &#8211; abbiamo promosso nelle aziende lo sviluppo dello smart working come strumento di flessibilit\u00e0 incontrando spesso resistenze culturali celate dietro motivazioni organizzative. 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