{"id":3262,"date":"2020-04-20T13:44:11","date_gmt":"2020-04-20T11:44:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/lombardia\/?p=3262"},"modified":"2020-04-20T13:44:11","modified_gmt":"2020-04-20T11:44:11","slug":"covid-19-ma-quale-fase2-battistini-salute-valore-fondamentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/lombardia\/2020\/04\/20\/covid-19-ma-quale-fase2-battistini-salute-valore-fondamentale\/","title":{"rendered":"Covid-19: ma quale Fase2? Battistini, salute valore fondamentale"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;L\u2019attenzione dei policy makers e dell\u2019opinione pubblica si sta progressivamente spostando dalle preoccupazioni per la diffusione del virus, alla riapertura delle attivit\u00e0 commerciali dopo il lungo lockdown. Le associazioni datoriali, da diverse settimane, hanno messo in campo azioni volte a sensibilizzare sui rischi di una chiusura prolungata per la sopravvivenza delle imprese e sulla necessit\u00e0 di ripartire il prima possibile.&#8221;; \u00e8 quanto si legge in un <a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/lombardia\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/04\/MA-QUALE-FASE-2-_DOC.pdf-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">documento a firma First Cisl Lombardia.<\/a><\/p>\n<p>&#8220;A fronte di queste pressioni le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessit\u00e0 di garantire la massima sicurezza per i lavoratori e per la popolazione a fronte di una rimodulazione delle restrizioni attualmente in atto. In questo periodo c\u2019\u00e8 stato un radicale cambiamento nella vita di ciascuno di noi, sia per chi ha continuato a lavorare in prima linea, sia per chi ha operato in smart working, sia per chi ha interrotto la propria attivit\u00e0 e ha richiesto un sostegno al reddito ricorrendo agli ammortizzatori sociali, sia per chi non ha i requisiti per ricevere alcun sostegno pubblico. Questo sacrificio sta lentamente producendo i primi risultati, le previsioni da parte degli esperti sono prudentemente ottimistiche, ma ci ricordano che non possiamo illuderci o abbassare la guardia, altrimenti il rischio \u00e8 di assistere a un\u2019ondata di ritorno del virus, e ancora a migliaia di vite umane perse e intere comunit\u00e0 distrutte. Il Governo ha recentemente incaricato un team di esperti di individuare gli step per ridurre i rischi delle riaperture, che non potranno essere azzerati finch\u00e9 non sar\u00e0 disponibile un vaccino, e che saranno oggetto di un confronto con le parti sociali, per garantire la massima sicurezza possibile per tutta la popolazione. Questa fase di riapertura \u00e8 stata denominata \u201cFase 2\u201d, un termine molto ambiguo, se non correttamente declinato. In primis occorrerebbe chiederci se effettivamente la \u201cFase 1\u201d sia terminata su tutto il territorio nazionale. La diffusione del virus non \u00e8 uniforme tra le regioni e, nell\u2019ambito delle stesse, tra i territori. La Lombardia \u00e8 stata fortemente colpita dalla diffusione del virus, in particolare (attualmente) alcune province (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi). Quasi nessuno parla della Valle d\u2019Aosta, il cui dato di persone positive al tampone, in rapporto agli abitanti, \u00e8 decisamente superiore a quello lombardo, seppure a fronte di un numero di tamponi per abitante superiore, e della provincia autonoma di Trento, che presenta un dato analogo a quello della Lombardia. Anche il Piemonte \u00e8 in preoccupante crescita, in particolare Torino. Bisognerebbe poi chiederci se l\u2019introduzione di misure differenziate nella prima fase, per contrastare i primi focolai, avrebbe creato uno scudo verso il resto del Paese e limitato il sacrificio di tante vite umane. Non vogliamo fare congetture, o polemica fine a se stessa, ma occorre imparare dagli errori passati per evitare di ripeterli, come probabilmente sta accadendo ora con questa frenesia. Per collocare correttamente la \u201cFase 2\u201d e fare una valutazione della sua sostenibilit\u00e0 e adeguatezza, occorrerebbe capire di quante fasi parliamo complessivamente.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Sarebbe necessario &#8211; <a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/lombardia\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/04\/MA-QUALE-FASE-2-_DOC.pdf-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">continua il documento<\/a> &#8211; per ponderare gli entusiasmi di alcuni, o limitare le preoccupazioni di altri. Non vogliamo entrare nel dibattito politico e nel vergognoso &#8220;scaricabarile\u201d delle responsabilit\u00e0 tra istituzioni, ai diversi livelli, ma valutare gli effetti delle scelte che verranno fatte, la loro opportunit\u00e0 e i rischi per i lavoratori e le persone. C\u2019\u00e8 la consapevolezza dei rischi connessi ad una chiusura prolungata delle imprese e una preoccupazione diffusa sui rischi sociali ed economici che questa potrebbe determinare per molte famiglie, in particolare in alcuni settori, ma la sicurezza va garantita, la salute ha un valore fondamentale e prioritario. Anche per quanto riguarda le banche, i recenti provvedimenti stanno mettendo a dura prova la categoria dei BANCARI, troppo spesso confusa con quella dei banchieri, e non adeguatamente valorizzata dall\u2019opinione pubblica anche in questa fase in cui \u00e8 stato garantito un servizio pubblico essenziale, insieme ai lavoratori di altre categorie, in prima linea, spesso tra disfunzioni organizzative e indicazioni poco chiare. Ci riferiamo, per citarne alcuni, al pagamento delle pensioni agli sportelli bancari, alle modalit\u00e0 di accesso agli stessi, all\u2019anticipo della Cassa Integrazione, alla sospensione del pagamento delle rate dei mutui, alle misure di sicurezza, al recente \u201cDecreto Imprese\u201d, per garantire liquidit\u00e0, in particolare, alle piccole e medie imprese. Nella prima fase abbiamo riconosciuto l\u2019impegno di alcune aziende a favorire lo smart working attraverso una profonda riorganizzazione interna in tempi brevissimi, impensabile in altri momenti, ma realizzabile, come i fatti hanno dimostrato, e abbiamo criticato l\u2019insufficienza degli standard di sicurezza che venivano garantiti. Il Protocollo confederale sulla prevenzione e sicurezza dei lavoratori, quello nazionale di categoria, e gli accordi aziendali hanno permesso di rafforzare i presidi sulla sicurezza.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Purtroppo i recenti provvedimenti stanno inducendo alcune aziende ad adottare misure organizzative diverse, in Lombardia, limitando il ricorso allo smart working e revocando scelte di turnazioni adottate per evitare concentrazioni di colleghi aumentando cos\u00ec significativamente i rischi per i lavoratori, anche a fronte di un disagio sociale che aumenta. Ricordiamo infatti che sicuramente le scuole rimarranno chiuse almeno fino a settembre, l\u2019introduzione di un numero significativo di lavoratori in smart working e di sistemi di turnazione hanno finora contribuito ad \u201calleggerire\u201d non solo i luoghi di lavoro ma anche le difficolt\u00e0 incontrate da lavoratori e lavoratrici che sono anche genitori, Riteniamo inaccettabile abbassare la guardia adesso, in particolare nei territori pi\u00f9 colpiti dalla pandemia, e chiediamo alle aziende la massima prudenza nelle scelte che verranno fatte. Richiamiamo ciascuno a valutare le pesanti ripercussioni sulla salute 2 della collettivit\u00e0 delle scelte aziendali, le responsabilit\u00e0 individuali, oltre a quella amministrativa in capo all\u2019azienda, in un contesto come quello attuale. Non dimentichiamoci come collocare correttamente impresa e persona, come ci ricorda Papa Francesco: la centralit\u00e0 dell&#8217;impresa nell&#8217;economia trova un suo equilibrio solo nel riconoscimento della centralit\u00e0 della persona nella societ\u00e0. Citando M. Thatcher e la sua visione politica del lavoro e della societ\u00e0, pi\u00f9 in generale, \u201cLa societ\u00e0 non esiste, esistono solo gli individui\u201d possiamo testimoniare che, oggi pi\u00f9 che mai, LA SOCIETA\u2019 ESISTE, ne sta dando una grande dimostrazione. E\u2019 il momento di tradurre, anche in ambito aziendale, la RESPONSABILITA\u2019 SOCIALE D\u2019IMPRESA, in fatti, azioni, scelte, per cercare di iniziare a costruire, INSIEME, una \u201cnuova normalit\u00e0\u201d.&#8221;<\/p>\n<p>First Cisl Lombardia<\/p>\n<p><strong>Allegto.\u00a0 \u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/lombardia\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/04\/MA-QUALE-FASE-2-_DOC.pdf-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">.documento &#8220;Covid-19: ma quale fase 2?&#8221;<\/a><\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"il-valore-delle-idee\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1587390251\"\r\n\t            data-title=\"Covid-19: ma quale Fase2? 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