{"id":2443,"date":"2022-06-13T13:43:29","date_gmt":"2022-06-13T11:43:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/internazionale\/?p=2443"},"modified":"2022-06-15T11:45:18","modified_gmt":"2022-06-15T09:45:18","slug":"levoluzione-del-lavoro-nel-settore-assicurativo-europeo-minacce-ed-opportunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/internazionale\/2022\/06\/13\/levoluzione-del-lavoro-nel-settore-assicurativo-europeo-minacce-ed-opportunita\/","title":{"rendered":"L\u2019evoluzione del lavoro nel settore assicurativo europeo. Minacce ed opportunit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi, in occasione della riunione del gruppo di lavoro del Comitato per il dialogo sociale nel settore assicurativo Issdc (Insurance sectoral social dialogue committee), le organizzazioni sindacali aderenti a <a href=\"https:\/\/uniglobalunion.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Uni global union<\/strong><\/a> (per l\u2019Italia First Cisl, Fisac Cgil e Uilca), in rappresentanza di 11 paesi (Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Ungheria, Irlanda, Italia, Malta, Norvegia, Spagna e Svezia), si sono confrontate con le rappresentanze datoriali aderenti a Insurance Europe, Amice e Bipar (per l\u2019Italia Ania), in merito all\u2019evoluzione del comparto assicurativo europeo e ai potenziali rischi connessi alle nuove forme ibride di lavoro.<\/p>\n<p>Nello specifico, \u00e8 stato presentato il progetto finlandese (finanziato dal Governo) <strong>#InsuranceWork2030<\/strong> che, basandosi sulla complementariet\u00e0 sinergica tra formazione permanente, diversit\u00e0\/inclusione e digitalizzazione\/intelligenza artificiale, persegue una serie di sfidanti obiettivi per il settore.<\/p>\n<p>L\u2019incontro \u00e8 proseguito con la disamina dell\u2019assetto lavorativo venutosi a determinare nel contesto europeo post-pandemico, con particolare riguardo ai \u201cnuovi\u201d rischi che, responsabilmente, le parti sociali devono saper riconoscere ed affrontare.<\/p>\n<p>Come si evince dai dati Eurostat, infatti, in ambito europeo la percentuale di soggetti che hanno lavorato da remoto era del 5,4% ante pandemia, valore pi\u00f9 che raddoppiato nel 2020 attestatosi sul 12,3%. I nuovi rischi riguardano proprio il lavoro da remoto, e\u00a0 sono soprattutto di carattere ergonomico, \u00a0legati alla postazione di lavoro e alle relative posture del corpo. Il lavoro al computer comporta, infatti, movimenti ripetitivi che vengono eseguiti per lo pi\u00f9 in una posizione statica, prolungata e principalmente da seduti. Disturbi muscolo-scheletrici possono scaturire da una scarsa ergonomia e dalla mancanza di pause. Molti telelavoratori utilizzano ad esempio computer portatili e postazioni di lavoro improvvisate, che determinano posture non neutre del corpo e, di conseguenza, un aumento dei disturbi muscoloscheletrici.<\/p>\n<p>La posizione inadeguata dello schermo, della tastiera o del mouse, cos\u00ec come la mancanza di un supporto per gli avambracci, sono causa di disagio e carico muscolare eccessivo ai danni degli arti superiori e della schiena. L&#8217;abbagliamento dello schermo, la vibrazione delle immagini o il contrasto inadeguato tra lo schermo e l&#8217;area circostante comportano forme pi\u00f9 o meno gravi di affaticamento visivo, cos\u00ec come un\u2019impostazione inadeguata della postazione di lavoro, pu\u00f2 causare dolori al collo e ai tendini dei polsi e delle dita e sfociare in lesioni da sforzo ripetitivo.<\/p>\n<p>Last but not least, l\u2019home working presenta inoltre tutta una serie di rischi psicosociali decisamente nuovi rispetto al lavoro in ufficio, tra i quali: isolamento dovuto alla mancanza di contatto\/di sostegno da parte dei colleghi e dei responsabili;\u00a0 confini troppo sfumati tra lavoro e vita privata, a causa dell\u2019assenza di separazione spaziale e dei lunghi orari di lavoro; stress provocato dall&#8217;onnipresenza del lavoro e dalla sensazione di vivere in &#8220;ufficio&#8221; giorno e notte;\u00a0 intensificazione e maggiori carichi di lavoro (anche quando non si \u00e8 in buona salute);\u00a0 sovraccarico di informazioni e di comunicazioni dovuto all&#8217;uso prolungato di software per videoconferenze e di sistemi di comunicazione a distanza;\u00a0 dicotomia tra la disponibilit\u00e0 costante e il diritto alla disconnessione.<\/p>\n<p>Si inserisce in questo contesto l\u2019analisi condotta da <a href=\"https:\/\/osha.europa.eu\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Eu-Osha<\/strong><\/a>, l&#8217;agenzia d&#8217;informazione dell&#8217;Unione europea in materia di sicurezza e salute sul lavoro, che pur mettendo in evidenza i rischi correlati al lavoro da remoto, fornisce una serie di suggerimenti volti a prevenirli.<\/p>\n<p>In sintesi, il lavoratore\u00a0 dovr\u00e0 cercare di migliorare l&#8217;equilibrio tra il proprio lavoro e la sua vita privata. Ad esempio: predisponendo un ufficio \u201cdomestico\u201d in cui poter lavorare senza essere disturbato. Questo aspetto \u00e8 importante per mantenere una netta separazione tra le due dimensioni (lavoro e casa);\u00a0 programmando la giornata lavorativa (compresi il pranzo ed alcune brevi pause);\u00a0 rispettando il &#8220;normale&#8221; lavoro d&#8217;ufficio, seguendo una buona routine (alzarsi e iniziare alla stessa ora di una &#8220;normale&#8221; giornata di lavoro in presenza).<\/p>\n<p>Organizzare il proprio tempo dopo il lavoro permette infatti di disconnettersi e di smettere di lavorare, cos\u00ec come assicurarsi che le mansioni lavorative siano varie aiuta ad evitare la monotonia. E\u2019 importante rimanere in contatto con i colleghi e con il supervisore\/responsabile programmando telefonate regolari e riunioni virtuali, sia individuali che di team, cos\u00ec come trovare il tempo per colloqui informali. E\u2019 consigliabile riservare la prima parte di una riunione per discutere di come stanno andando le cose e parlare di questioni non legate al lavoro. E\u2019 utile pianificare delle pause caff\u00e8 virtuali con i colleghi ed avere compagni di telelavoro.<\/p>\n<p>Maggiori informazioni nella <strong><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/assicurazioni\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/06\/20220531-Internazionale-sintesi-ISSDC.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nota di sintesi<\/a><\/strong>, elaborata dal Coordinamento Internazionale di First Cisl \u2013 Dialogo sociale assicurativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"news\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1655127809\"\r\n\t            data-title=\"L\u2019evoluzione del lavoro nel settore assicurativo europeo. 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