{"id":4201,"date":"2025-05-23T15:06:18","date_gmt":"2025-05-23T13:06:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/gruppointesa\/?p=4201"},"modified":"2025-05-23T15:06:18","modified_gmt":"2025-05-23T13:06:18","slug":"osservazioni-su-disabilita-e-ragionevole-accomodamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/gruppointesa\/2025\/05\/23\/osservazioni-su-disabilita-e-ragionevole-accomodamento\/","title":{"rendered":"Osservazioni su disabilit\u00e0 e ragionevole accomodamento"},"content":{"rendered":"<p>Durante le riunioni di consultazione intervenute fra azienda e RLS il 18 ottobre 2024 ed il 31\/3\/2025 \u00e8 stata presentata ai RLS la posizione aziendale circa le cosiddette \u201cVulnerabilit\u00e0 soggettive\u201d.<\/p>\n<p>Consci della centralit\u00e0 dell\u2019argomento, e dei suoi corposi riflessi sulla vita delle persone del gruppo, osserviamo quanto segue.<\/p>\n<p>E\u2019 senz\u2019altro un fatto importante che il tema sia entrato con tutto il rilievo dovuto nella valutazione del rischio, per\u00f2 occorre rimarcare che il trattare le vulnerabilit\u00e0 soggettive affidando l\u2019osservazione del fenomeno e delle sue conseguenze esclusivamente a partire dal momento in cui la condizione di disabilit\u00e0 sia gi\u00e0 conclamata, e quindi sia possibile classificarla come \u201cduratura\u201d, ed iniziare solo da quel momento a valutare degli accomodamenti, pone le basi per lasciare non affrontato un <strong>grande problema<\/strong>, e cos\u00ec perseverare in quella che a nostro avviso \u00e8 una insufficiente valutazione di un rischio importante.<\/p>\n<p>Ad avviso degli scriventi, esiste uno stretto nesso fra condizioni stressorie sul posto di lavoro e tali generi di manifestazioni di disturbi mentali. Riteniamo quindi che occorra concentrare l\u2019attenzione molto di pi\u00f9 sul tema della prevenzione di tali tipi di disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Un intervento tempestivo, messo in atto da persone adeguatamente formate, potrebbe consentire adeguate azioni di mitigazione, dando piena attuazione al precetto secondo il quale occorre dispiegare ogni tutela affinch\u00e9 una condizione patologica non insorga o peggiori (anche) per causa di lavoro.<\/p>\n<p>Ricollegandosi all\u2019ultima indagine epidemiologica, che riportava i risultati delle visite mediche del solo personale all\u2019epoca classificato come videoterminalista, \u00e8 evidente che i dati come consumo di psicofarmaci, presenza di sintomi riconducibili a SLC, importanti disturbi del sonno, e lo stesso esito del questionario General Health Questionnaire \u2013 GHQ, non possono non fare accendere dei <strong>campanelli d\u2019allarme, che a nostro avviso al momento non sono sufficientemente attenzionati<\/strong>.<\/p>\n<p>Per esperienza diretta di tutti noi RLS, abbiamo infatti certezza che <strong>la salute psicologica dei dipendenti del Gruppo, cos\u00ec costantemente soggetti a tutta una serie di sollecitazioni, versa in uno stato molto pi\u00f9 critico di quanto sia finora emerso dalle valutazioni aziendali.<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo contezza che buona parte delle persone del Gruppo che sperimentano sul luogo di lavoro dei disturbi psicologici abbia la tendenza a non mostrarli, per paura dello stigma e di conseguenze negative. Tale dato di fatto, oltre a compromettere l\u2019affidabilit\u00e0 delle valutazioni statistiche, contribuisce all\u2019aggravamento della situazione, che rimane cos\u00ec non affrontata in modo idoneo, con la possibilit\u00e0 di sfociare, in un numero crescente di situazioni, in non riconosciuti burn-out.<\/p>\n<p>Abbiamo ascoltato le presentazioni della Dottoressa Gorra circa gli esiti del primo campione dell\u2019indagine effettuata (su pochissime persone, per ora) tramite il questionario WHODAS 2.0, che pare essere uno strumento interessante. Tale indagine, per quanto assai poco significativa da un punto di vista statistico per i numeri bassissimi, ha generato un esito che non ci sorprende, ma che anzi ha dato conferma alle convinzioni pi\u00f9 e pi\u00f9 volte espresse dai RLS.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 della met\u00e0 delle persone che hanno risposto al questionario hanno in sostanza asserito che al lavoro si vive male da un punto di vista dell\u2019equilibrio psicofisico: e sappiamo bene che si tratta di un dato reale, non di una distorsione statistica. Una parte rilevante delle persone non ha risposto al questionario, che ovviamente veniva erogato su base volontaria; tuttavia, la strada intrapresa \u00e8 quella giusta e da rafforzare implementando elementi maggiormente virtuosi: \u00e8 necessario che il datore di lavoro ponga rimedi efficaci, sin dal nascere delle difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Riteniamo quindi che:<\/p>\n<ul>\n<li>sia stata una buona idea implementare la visita periodica di domande circa la salute psicofisica e che sia buona cosa allargare il numero delle persone in sorveglianza sanitaria;<\/li>\n<li>possano essere molto utili anche le visite sanitarie volontarie, senz\u2019altro da implementare;<\/li>\n<li>sia una ottima idea l\u2019utilizzo del questionario WHODAS 2.0 (ma da proporre all\u2019intera popolazione del gruppo);<\/li>\n<li>sia necessario progettare ed erogare a chi gestisce i gruppi di persone una formazione costante su come relazionarsi positivamente coi propri sottoposti in modo da limitare il pi\u00f9 possibile il rischio psicosociale, dando elementi di conoscenza che consentano di aumentare la capacit\u00e0 predittiva dei segnali di allarme, in modo da provvedere per tempo adeguando la relazione alla diversa sensibilit\u00e0 dell\u2019individuo in difficolt\u00e0;<\/li>\n<li>sia utile provare a propiziare comportamenti virtuosi trovando modo di consentire ai proprio dipendenti collaboratori di fornire dei feedback anonimi, positivi o negativi, rispetto all&#8217;operato del proprio superiore ed al suo stile di leadership, in modo da favorire comportamenti che mai degenerino in atteggiamenti impositivi o autocratici.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si ritiene che l\u2019intero impianto della valutazione del rischio SLC e le strategie messe in atto dall\u2019azienda siano al momento ancora poco capaci di generare risposte soddisfacenti sul versante della mitigazione del rischio, per cui si richiede senz\u2019altro una <strong>maggiore focalizzazione sulla prevenzione. <\/strong><\/p>\n<p>Oltre a ridisegnare le strategie organizzative e commerciali del Gruppo, al fine di operare una virtuosa riduzione degli elementi stressori alla fonte, riteniamo altres\u00ec che al fine della prevenzione sia fondamentale e non rinviabile introdurre specifici moduli formativi verso tutti coloro che occupino posizioni di comando, per dare loro strumenti utili per riuscire a riconoscere per tempo quando si abbia a che fare con persone che abbiano imboccato la pericolosissima strada dell\u2019esaurimento delle risorse mentali.<\/p>\n<p><strong>Si richiede di aggiungere la presente lettera alle osservazioni RLS a latere del DVR in corso di revisione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Gli RLS di Gruppo Intesa Sanpaolo<\/em><\/strong><\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"sanita\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1748012778\"\r\n\t            data-title=\"Osservazioni su disabilit\u00e0 e ragionevole accomodamento\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/gruppointesa\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante le riunioni di consultazione intervenute fra azienda e RLS il 18 ottobre 2024 ed il 31\/3\/2025 \u00e8 stata presentata ai RLS la posizione aziendale circa le cosiddette \u201cVulnerabilit\u00e0 soggettive\u201d. 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