{"id":7894,"date":"2026-09-15T15:49:20","date_gmt":"2026-09-15T13:49:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/?p=7894"},"modified":"2026-09-18T15:52:37","modified_gmt":"2026-09-18T13:52:37","slug":"ricchezza-negli-ultimi-dieci-anni-in-italia-crescita-piu-bassa-delleurozona-il-5-delle-famiglie-detiene-oltre-il-50","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/2026\/09\/15\/ricchezza-negli-ultimi-dieci-anni-in-italia-crescita-piu-bassa-delleurozona-il-5-delle-famiglie-detiene-oltre-il-50\/","title":{"rendered":"Ricchezza, negli ultimi dieci anni in Italia crescita pi\u00f9 bassa dell\u2019eurozona. Il 5% delle famiglie detiene oltre il 50%"},"content":{"rendered":"<p><em>Al via l\u2019<a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-ricchezza-famiglie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Osservatorio della Fondazione Fiba di First Cisl sulla ricchezza delle famiglie<\/strong><\/a>. Dal 2015 al 2025 il nostro Paese registra l\u2019incremento minore nell\u2019eurozona, maturato in larga parte dal 2020. A incidere \u00e8 il livello del tasso di risparmio, nettamente inferiore alla media dell\u2019area dell\u2019euro. \u00c8 una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 polarizzata: il 5% delle famiglie detiene oltre il 50% della ricchezza netta complessiva, mentre il 50% meno abbiente ne possiede appena il 7,3%. Colombani: va incentivata la canalizzazione del risparmio verso l&#8217;economia reale, senza investimenti le disuguaglianze aumenteranno<\/em><\/p>\n<p>La crescita della ricchezza netta delle famiglie italiane \u00e8 la pi\u00f9 bassa soprattutto nel confronto con le principali economie europee. Al 31 dicembre 2025 il suo ammontare \u00e8 infatti di 11.333 miliardi di euro, contro i 19.867 della Germania, i 14.054 della Francia e gli 8.484 della Spagna. La ricchezza netta dell&#8217;area euro ha raggiunto nel 2025 i 68.521 miliardi di euro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-ricchezza-famiglie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-60980 size-large\" src=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Orf_20260915_01-1024x420.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"420\" \/><\/a><\/p>\n<p>Rispetto al 2015 l&#8217;incremento italiano \u00e8 stato del 22,8%, a fronte dell\u201987,3% della Germania, del 42% della Francia e del 56,6% della Spagna. Di conseguenza il peso della ricchezza delle famiglie italiane sul totale di quelle dell\u2019area dell\u2019euro \u00e8 calato dal 21,7% al 16,5%.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-ricchezza-famiglie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-60981 size-large\" src=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Orf_20260915_02-1024x418.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"418\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-ricchezza-famiglie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-60982 size-large\" src=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Orf_20260915_03-1024x417.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"417\" \/><\/a><\/p>\n<p>In particolare, dal 2015 la crescita totale dell\u2019Italia, pari a 2.107 miliardi, \u00e8 stata determinata per il 45% circa (937 miliardi) da azioni non quotate e da altri titoli di capitale (+ 102,7%) detenuti per la quasi totalit\u00e0 (98,3%) dal decile delle famiglie pi\u00f9 abbienti. \u00c8 stata anche una crescita a due velocit\u00e0, nettamente pi\u00f9 marcata nel secondo quinquennio: dal 2020 al 2025 l\u2019aumento della ricchezza \u00e8 stato di 1.829,6 miliardi, contro i soli 277,4 miliardi del periodo dal 2015 al 2020.<\/p>\n<p>Il divario emerge anche guardando alla ricchezza netta per famiglia. Nel 2015 le famiglie italiane disponevano mediamente di 366.790 euro, pi\u00f9 delle famiglie tedesche (263.390) e spagnole (291.480) e anche delle francesi (330.980). Nel 2025 il valore italiano sale a 452.300 euro, sempre al di sopra di Spagna (436.900) e Francia (441.080), ma al di sotto della Germania (480.390).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-ricchezza-famiglie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-60983 size-large\" src=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Orf_20260915_04-1024x418.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"418\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-ricchezza-famiglie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-60984 size-large\" src=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Orf_20260915_06-1024x420.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"420\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00c8 quanto emerge dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-ricchezza-famiglie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Osservatorio sulla ricchezza delle famiglie<\/strong><\/a>, il nuovo progetto della Fondazione Fiba di First Cisl presentato oggi a Roma nel corso della tavola rotonda \u201cLa ricchezza delle famiglie e lo sviluppo del Paese\u201d. L\u2019Osservatorio, che sar\u00e0 online da oggi con grafiche ed elaborazioni, utilizza principalmente i dati forniti dalla Bce sui conti distributivi della ricchezza (Distributional wealth accounts \u2013 Dwa) e quelli di Eurostat.<\/p>\n<h3>Una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 polarizzata<\/h3>\n<p>La ricchezza delle famiglie italiane \u00e8 sempre pi\u00f9 concentrata nelle mani della fascia pi\u00f9 abbiente della popolazione. Nel 2010 il 10% pi\u00f9 ricco deteneva il 52% della ricchezza netta complessiva; al 31 dicembre 2025 la quota \u00e8 salita al 60,6%. Ancora pi\u00f9 marcata la crescita della concentrazione al vertice: il 5% pi\u00f9 ricco \u00e8 passato dal 39,9% della ricchezza nel 2010 al 50,2% nel 2025. In quindici anni la sua quota \u00e8 quindi aumentata di oltre 10 punti percentuali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-ricchezza-famiglie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-60985 size-large\" src=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Orf_20260915_07-1024x582.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"582\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da evidenziare \u00e8 anche la distribuzione delle passivit\u00e0. I cinque decili pi\u00f9 poveri devono fare fronte al 37,9% dell\u2019indebitamento complessivo. Se poi si guarda al rapporto tra passivit\u00e0 e ricchezza lorda il decile pi\u00f9 povero \u00e8 al 95,6%, un dato pi\u00f9 basso di quello che si registra nella maggioranza dei Paesi dell\u2019area dell\u2019euro, nei quali per lo stesso decile la ricchezza \u00e8 negativa.<\/p>\n<p>L\u2019indebitamento complessivo delle famiglie italiane \u00e8 pari invece a circa il 10,2% dell\u2019area dell\u2019euro (804,7 miliardi su 7.927,7), contro il 27,4% della Germania, il 22,2% della Francia e il 9,1% della Spagna. L\u2019incidenza del debito italiano sul totale \u00e8 in diminuzione: era l\u201911,1% nel 2015.<\/p>\n<h3>Attivit\u00e0 finanziarie solo per pochi<\/h3>\n<p>La distribuzione delle singole attivit\u00e0 finanziarie \u00e8 fortemente sbilanciata verso il decile pi\u00f9 ricco. Il 10% pi\u00f9 abbiente detiene il 43,4% dei depositi, il 76,7% dei titoli di debito, il 93,3% delle azioni quotate, l&#8217;82,5% delle quote di fondi comuni, il 76,9% delle assicurazioni ramo vita e il 98,3% delle azioni non quotate e delle altre partecipazioni. La concentrazione \u00e8 quindi particolarmente elevata proprio nelle forme di ricchezza finanziaria pi\u00f9 direttamente collegate all&#8217;investimento e alla partecipazione ai mercati dei capitali.<\/p>\n<p>Altra caratteristica della composizione della ricchezza degli italiani \u00e8 la quota elevata di titoli di debito posseduti, che rappresentano il 54,8% del totale di quanto hanno in portafoglio le famiglie europee (515 miliardi di euro su 939,4).<\/p>\n<h3>Il peso degli immobili<\/h3>\n<p>Gli immobili hanno ancora un ruolo rilevante nella struttura del patrimonio delle famiglie italiane: il loro peso sulla composizione della ricchezza lorda \u00e8 infatti del 46%, anche se nell\u2019eurozona \u00e8 pari al 56,9%.<\/p>\n<p>Questo nonostante l\u2019andamento tutt\u2019altro che brillante del mercato immobiliare. Ponendo pari a 100 il valore del 2015, i prezzi delle abitazioni italiane (calcolati sulla base delle compravendite \u2013 fonte Eurostat) salgono nel 2025 a 116,1, mentre nell&#8217;area euro raggiungono 153,7. Germania e Francia si collocano rispettivamente a 152,7 e 127,3 mentre la Spagna arriva a 180,6. L&#8217;aumento del valore degli immobili italiani \u00e8 dunque molto pi\u00f9 contenuto rispetto a quello registrato nelle principali economie dell&#8217;area dell\u2019euro.<\/p>\n<h3>Redditi e risparmio: l\u2019Italia perde terreno<\/h3>\n<p>La debole dinamica della ricchezza si spiega con una crescita modesta dei redditi rispetto alle principali economie europee. Tra il 2015 e il 2025 il reddito disponibile lordo delle famiglie italiane \u00e8 passato da 1.132,8 a 1.455 miliardi di euro, con un incremento del 28,4%. Nello stesso periodo la crescita \u00e8 stata del 48,3% in Germania, del 41,1% in Francia e del 53,8% in Spagna. Come per la ricchezza, anche l\u2019incremento dei redditi in Italia \u00e8 maturato in gran parte dal 2020.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il risparmio lordo delle famiglie italiane, si passa dai 125,7 miliardi del 2015 ai 161,1 miliardi del 2025, con una crescita di appena il 28,2%. Germania e Francia registrano rispettivamente incrementi del 64,4% e dell\u201980,7%, mentre la Spagna arriva al 134,2%.<\/p>\n<p>Nel 2025 il tasso di risparmio lordo italiano \u00e8 pari al 10,7%, il pi\u00f9 basso tra i principali Paesi e nettamente inferiore alla media dell&#8217;area euro, pari al 14,32%. Germania e Francia si collocano rispettivamente al 19,2% e al 17,2%, mentre la Spagna raggiunge l\u201911,9%.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-ricchezza-famiglie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-60986 size-large\" src=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Orf_20260915_08-1024x371.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"371\" \/><\/a><\/p>\n<h3>Colombani: va incentivata la canalizzazione del risparmio verso l&#8217;economia reale, senza investimenti le disuguaglianze aumenteranno<\/h3>\n<p>\u201cSenza un significativo e duraturo aumento del prodotto interno lordo e un forte rialzo delle retribuzioni \u2013 sottolinea il Segretario generale nazionale First Cisl <strong>Riccardo Colombani<\/strong> \u2013 con ragionevole certezza aumenter\u00e0 ancora la quota della ricchezza netta italiana detenuta dal 5% delle famiglie pi\u00f9 ricche, gi\u00e0 passata negli ultimi 15 anni dal 39,9% al 50,2%, il livello pi\u00f9 alto nell\u2019eurozona ad eccezione di Austria e Lettonia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCi troviamo per\u00f2 di fronte ad un nodo gordiano: servono ingenti investimenti ma non possiamo fare affidamento sulla finanza pubblica. \u00c8 un problema che riguarda la gran parte dei Paesi europei. Con questa consapevolezza, lo scorso anno la Commissione europea ha elaborato l\u2019evoluzione dell\u2019Unione dei mercati dei capitali in Unione del risparmio e degli investimenti. Pi\u00f9 in dettaglio \u2013 prosegue Colombani \u2013 per stimolare la canalizzazione delle ricchezze delle famiglie nell\u2019economia reale europea, la Commissione ha proposto ai Paesi dell\u2019Unione l\u2019utilizzo dei conti di risparmio e di investimento. L\u2019obiettivo \u00e8 strategico e irrinunciabile, considerato che ogni anno centinaia di miliardi di euro, attraverso prodotti di risparmio gestito, vengono investiti in societ\u00e0 non europee quotate in gran parte negli Usa, anche a causa della ridotta dimensione e della frammentazione dei mercati finanziari europei\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSiamo convinti che la mobilitazione della ricchezza delle famiglie verso l\u2019economia reale possa essere decisiva. Siamo per\u00f2 scettici riguardo a soluzioni che puntino solo alle agevolazioni fiscali sugli eventuali benefici economici rivenienti dagli investimenti, perch\u00e9 temiamo che non si rivelino efficaci. L\u2019esperienza dei piani individuali di risparmio \u2013 osserva \u2013 corrobora il nostro dubbio: a qualche anno dal varo e dopo i tentativi di rilanciare lo strumento, le masse gestite non sono considerevoli, non sempre divengono capitale di rischio e soprattutto manca un approccio olistico\u201d.<\/p>\n<p>\u201cRiteniamo debbano essere praticate scelte pi\u00f9 nette. La sfida deve consistere nella valorizzazione delle milioni di micro, piccole e medie imprese italiane non quotate che incidono molto sul Pil e occupano la gran parte delle persone. A tal fine abbiamo avanzato insieme alla Cisl la proposta di costituire <a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/2026\/05\/risparmio-fumarola-e-colombani-su-corriere-economia-dopo-il-pnrr-serve-un-fondo-di-investimento-nazionale-nelleconomia-reale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>un fondo nazionale a sostegno dell\u2019economia reale<\/strong><\/a> che preveda: garanzie pubbliche integrali sulla ricchezza che gli italiani volontariamente destineranno a tale progetto, con limiti di ammontare e temporali per evitare speculazioni; un governo della ricchezza raccolta affidato alla regia di CdP, con l\u2019attivit\u00e0 indispensabile di banche, assicurazioni e altri intermediari finanziari; un\u2019architettura articolata di allocazione che, facendo leva su consorzi di filiera, magari con prerogative potenziate da una legislazione di sostegno, crei quelle condizioni di fiducia negli imprenditori, necessarie ad aprire le porte delle loro imprese. \u00c8 opportuno evidenziare che, dai conti distributivi della ricchezza forniti da Bce, emerge che proprio le partecipazioni delle famiglie nelle societ\u00e0 non quotate ha registrato un incremento di ben il 102,7%, il maggior tra tutte le componenti della ricchezza\u201d.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 poi necessario elaborare e attuare un\u2019efficace politica dei redditi che si ponga l\u2019obiettivo dell\u2019elevazione economica del lavoro. Il robusto rafforzamento delle retribuzioni, attraverso la contrattazione collettiva, non pu\u00f2 limitarsi alla tutela del potere d\u2019acquisto, ma deve fare leva soprattutto sulla partecipazione agli utili d\u2019impresa. Servono incentivi efficaci e strutturali. Diversamente \u2013 conclude Colombani \u2013 senza investimenti, senza una crescita forte e duratura e soprattutto senza retribuzioni significativamente pi\u00f9 alte, si amplieranno ancora le diseguaglianze economiche\u201d.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/FirstCisl_20260915_Analisi_ricchezza_famiglie_settembre2026.pdf\">L&#8217;analisi<\/a><\/strong> sulla ricchezza delle famiglie (dati al 31 dicembre 2025)<\/p>\n<p>Vai all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-ricchezza-famiglie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Osservatorio sulla ricchezza delle famiglie<\/strong><\/a>, a cura della Fondazione Fiba di First Cisl<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"osservatorio-sulla-ricchezza-delle-famiglie\" \r\n\t            data-modified=\"76\"\r\n\t            data-created=\"1789487360\"\r\n\t            data-title=\"Ricchezza, negli ultimi dieci anni in Italia crescita pi\u00f9 bassa dell\u2019eurozona. 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