{"id":3953,"date":"2021-03-08T09:40:33","date_gmt":"2021-03-08T08:40:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/?p=3953"},"modified":"2021-03-08T09:45:56","modified_gmt":"2021-03-08T08:45:56","slug":"parla-con-me-e-con-laura-cadoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/2021\/03\/08\/parla-con-me-e-con-laura-cadoni\/","title":{"rendered":"Parla con me e con Laura Cadoni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Quando pensiamo che le donne siano fragili, ci dobbiamo, prima o poi, sempre ricredere. \u00c8 un pregiudizio che ci abbaglia, frutto di una falsa ideologia prettamente patriarcale, ingiustamente radicata ancora oggi all\u2019interno della nostra societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">In secoli e secoli di storia non siamo riusciti a carpire il senso profondo dell\u2019espressone \u201cpartorirai con dolore\u201d: ecco, la forza delle donne, non risiede semplicemente nella sofferenza dell\u2019atto materno, perch\u00e9 quel coraggio risuona dentro di loro in ogni momento avverso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Quando per esempio denunciano un sopruso, quando scelgono un vestito noncuranti dei giudizi maschili o quando rivendicano quella parit\u00e0 e quelle uguaglianze troppo spesso negate.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3954 alignleft\" src=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2021\/03\/8marzo2021-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2021\/03\/8marzo2021-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2021\/03\/8marzo2021.jpg 453w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/>E in questa meravigliosa occasione della\u00a0<a href=\"http:\/\/firster.it\/emiro-2\/417-8-marzo-locandina\/file.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>giornata internazionale dei diritti della donna<\/strong>\u00a0<\/a>\u00e8 doveroso ricordare che le donne partoriscono non solo figli e figlie, ma anche messaggi di speranza, affinch\u00e9 giunga presto il momento in cui il rispetto sia preponderante e stabile base della nostra cultura.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">E le tenere parole di\u00a0<strong>Laura Cadoni<\/strong>\u00a0contengono una grande determinazione nel perseverare in questo obiettivo: non arrendersi di fronte alle avversit\u00e0 e continuare a credere nella cosa pi\u00f9 importante di tutte: la vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Laura lo ha fatto e continua a farlo con armi efficaci e non convenzionali: la dolcezza del suo sorriso, la ricerca di un senso positivo e profondo in tutte le esperienze vissute e trasformando la sofferenza provata nella forte volont\u00e0 di unirsi e restare insieme per cambiare anche solo una piccola parte del mondo in cui viviamo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Ciao\u00a0<strong>Laura<\/strong>\u00a0benvenuta in questo nostro piccolo spazio de L\u2019otto mensilmente, da anni promosso e sostenuto da First Cisl Emilia Romagna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-align: justify;color: #ff0000;font-size: 13.3333px\">Ti abbiamo invitata perch\u00e9 tu ci possa raccontare un po\u2019 di te attraverso una brevissima intervista; tuttavia, prima di iniziare con le domande vere e proprie, vogliamo che ti presenti al pubblico attraverso un piccolo riassunto sulla tua vita:\u00a0<\/span><strong style=\"text-align: justify;color: #ff0000;font-size: 13.3333px\">raccontaci chi sei, che studi hai fatto e di cosa di occupi oggi<\/strong><span style=\"text-align: justify;color: #ff0000;font-size: 13.3333px\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">Mi chiamo Laura, sono nata e vissuta in Sardegna fino ai miei 19 anni, poi mi sono trasferita a Bologna per studio. Mi sono laureata al Dams nel 2004, e da allora ho avuto diverse esperienze lavorative, tutte purtroppo in qualche modo caratterizzate dalla precariet\u00e0 che oggi \u00e8 diventata un elemento peculiare del mondo del lavoro. Credo di essermi impegnata molto e di continuare a farlo, ma il mondo del lavoro \u00e8 cambiato e prenderne atto \u00e8 importante se si vogliono raggiungere obiettivi di miglioramento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ff0000;font-size: 13.3333px;text-align: justify\">Passiamo ora allo specifico di questa monografia: l\u2019intervista. Ti faremo alcune essenziali domande affinch\u00e9 attraverso le tue risposte si possa continuare a tracciare un solco positivo all\u2019interno della societ\u00e0, grazie al quale poter proseguire la nostra semina di buone intenzioni e di azioni efficaci per la costruzione di una cultura fondata sul rispetto di genere e priva di qualsiasi forma di violenza, soprattutto nei confronti delle donne.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong style=\"text-align: justify;font-size: 13.3333px\"><span style=\"color: #ff0000\">1) Quale \u00e8 stata la gioia pi\u00f9 grande che hai provato nella tua vita?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">Sicuramente l\u2019esperienza della maternit\u00e0 \u00e8 stata per me una gioia immensa, entrambe le volte in cui l\u2019ho vissuta e \u2013 posso dirlo oggi con assoluta certezza \u2013 senza distinzione, nonostante il mio secondo bambino, Stefano, alla nascita abbia immediatamente presentato i sintomi di una malattia senza cura, una malattia mitocondriale. Non riusciva a respirare ed \u00e8 stato subito intubato, strappato dalle mie braccia prima ancora di poterlo accarezzare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Superata la sensazione di smarrimento iniziale, l\u2019esperienza della mia seconda maternit\u00e0 \u00e8 stata senza dubbio un\u2019esperienza fortissima e bellissima e, come la prima, una gioia senza pari.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Con esperienza della maternit\u00e0 non intendo naturalmente la maternit\u00e0 in s\u00e9, ma tutte quelle piccole cose della quotidianit\u00e0 nella crescita dei figli, vivere i loro progressi, ascoltare i loro bisogni e i loro desideri, sentire il loro calore e il loro affetto incondizionato, vedere ogni giorno i loro sorrisi, \u00e8 un\u2019esperienza insostituibile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong style=\"text-align: justify;font-size: 13.3333px\"><span style=\"color: #ff0000\">2) E invece quale \u00e8 stato il dolore che pi\u00f9 ti ha segnato profondamente l\u2019animo?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">L\u2019iniziale dolore intenso e la difficolt\u00e0 nell\u2019accettare la diagnosi della malattia di mio figlio, una malattia che non gli avrebbe sicuramente lasciato nessuna possibilit\u00e0 di sopravvivenza, ma neppure, e questo poteva sembrarmi all\u2019inizio ancora pi\u00f9 drammatico, nessuna possibilit\u00e0 di vivere una vita \u201cnormale\u201d per come oggi viene considerata nella nostra societ\u00e0. Questa sensazione di impotenza, di smarrimento e sfinimento di fronte a qualcosa che sicuramente \u00e8 pi\u00f9 grande di noi ed \u00e8 ovviamente indecifrabile come la malattia di un bambino e il toccare con mano la possibilit\u00e0 della sua morte, penso possa essere il dolore pi\u00f9 grande per una madre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">La scoperta che la nostra societ\u00e0 \u00e8 in qualche modo ostile alla disabilit\u00e0, mi ha accompagnata durante tutti i due anni della vita di Stefano. Probabilmente chi non lo vive in prima persona, tende in qualche modo ad evitarlo, rifiutandosi a volte persino di parlarne. Durante questi anni ci sono state persone che mi sono venute incontro, tante nuove persone che ho conosciuto e che si sono affezionate a noi, entrando in punta di piedi nella nostra quotidianit\u00e0, garantendoci sempre un aiuto prezioso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">In queste situazioni spesso c\u2019\u00e8 anche qualcuno che si allontana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Grazie ai due anni passati con Stefano, e sicuramente vivendo anche l\u2019esperienza della sua perdita, che, nonostante la malattia e nonostante fossi stata preparata dai medici, \u00e8 stata quasi improvvisa (non si \u00e8 mai pronti a perdere un figlio) questo dolore mi ha insegnato che accettare ed accogliere la disabilit\u00e0 \u00e8 un dono immenso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong style=\"text-align: justify;font-size: 13.3333px\"><span style=\"color: #ff0000\">3) Questo dolore come ha condizionato la tua vita? Come sei riuscita a trasformare questo dolore in voglia di farcela?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">Quando, dopo pi\u00f9 di quattro mesi passati in terapia intensiva neonatale, ho finalmente potuto portare Stefano a casa, \u00e8 stato come vedere gradualmente sgretolarsi i miei dubbi di non farcela.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Mi \u00e8 sembrato che finch\u00e9 io continuavo ad aver paura, Stefano inevitabilmente poteva solo continuare a vivere momenti critici in ospedale, come fosse una condanna, come sapesse che la sua mamma non era pronta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Eppure, ad un certo punto, non potevo pi\u00f9 fare a meno di volerlo con me in casa, lontano da quelle mura protette, protetto solo dalle mie braccia, proprio come tutti i bambini del mondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Sapevo che avrei vissuto momenti molto drammatici e che ci sarebbero stati giorni di paura e di sconforto, e infatti ci sono stati, ma sapevo anche che potevo e dovevo farcela. Lo dovevo a me, a mia figlia, al mio compagno, ma soprattutto lo dovevo a Stefano, che cos\u00ec piccolo si aggrappava alla vita in un modo che mi lasciava esterrefatta e senza fiato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Ho contattato una associazione, che si chiama Mitocon \u2013 insieme per lo studio e la cura delle malattie mitocondriali, che \u00e8 l\u2019associazione di riferimento in Italia per i malati di queste patologie e per i loro familiari e mi sono subito resa conto di non essere sola ad affrontare una situazione cos\u00ec difficile, tanti genitori vivevano il mio stesso dramma, condividevano i miei dolori, ma anche le mie gioie, mi sono sempre potuta confrontare con altre mamme e altri pap\u00e0, persone straordinarie che mi hanno sempre teso una mano e sostenuta, e insieme a loro \u00e8 stato molto pi\u00f9 facile. \u00c8 sempre una grande cosa avere la volont\u00e0 unirsi e restare uniti per amore di una causa, per quanto possa sembrare difficile, come in questo caso per le malattie mitocondriali, ottenere risultati tangibili in poco tempo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Nel mio percorso di accettazione e voglia di farcela, Stefano mi ha aiutata molto, perch\u00e9 da quando \u00e8 tornato a casa, ha iniziato a stare meglio, e vivere le giornate con lui, pur se piene di impegni, terapie, visite a casa da parte di medici e infermieri, era straordinaria, piena di dolcezza, di serenit\u00e0, di vita vera. Anche mia madre in questo mi ha aiutata tantissimo, \u00e8 una donna straordinariamente piena di risorse, una nonna eccezionale per mia figlia, e allo stesso modo lo \u00e8 stata per Stefano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Portare Stefano a casa e farlo stare bene insieme a noi, \u00e8 stato un traguardo importante, di cui sono orgogliosa. Mi rivedo ancora con lui in braccio a cercare di insegnargli la parola \u201cMAMMA\u201d, lui cercava di imitare il movimento delle labbra ma non riusciva a parlare, eppure per me \u00e8 stato come sentirlo chiamarmi mamma migliaia di volte.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong style=\"text-align: justify;font-size: 13.3333px\"><span style=\"color: #ff0000\">4) Quanti sacrifici hai dovuto fare per essere la donna che sei ora? E per ricoprire il ruolo che oggi hai nella societ\u00e0 (civile&#8230; lavorativa&#8230;)?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">Sicuramente ho fatto molti sacrifici e ancora ne sto facendo e so che ne far\u00f2. Ho cercato per quanto ho potuto di anteporre la mia vita familiare alla mia vita lavorativa, con Stefano \u00e8 stato quasi automatico, lui non poteva fare a meno di me e io non potevo fare a meno di seguirlo ogni minuto. L\u2019esperienza con lui mi ha insegnato quanto il tempo sia potente e prezioso e quanto sia importante godere di ogni minuto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Credo che essere donna nella societ\u00e0 civile e lavorativa di oggi non sia affatto facile, e non \u00e8 un luogo comune dire che il pensiero quasi assurdo della societ\u00e0 \u00e8 che una donna debba essere \u201cperfetta\u201d in ogni cosa che fa, altrimenti corre il rischio di essere giudicata e condannata. Cosa che puntualmente accade proprio perch\u00e9 la perfezione non esiste, ognuno ha un concetto diverso di cosa sia ad esempio una buona madre, e tutte le madri finiscono sempre per subire critiche o sono costrette ad ascoltare spesso giudizi non richiesti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Ma questo si applica anche alla vita domestica, alla situazione lavorativa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong style=\"text-align: justify;color: #ff0000;font-size: 13.3333px\">5) Se volessi con una parola definire la situazione della donna oggi nel mondo, quale useresti? E per quale motivo useresti questa parola?<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">Sicuramente, come dicevo prima,\u00a0<strong>ipercriticata<\/strong>. Una donna, e questo non accade agli uomini, o sicuramente non accade a loro nella stessa misura, \u00e8 costretta, anche nella societ\u00e0 di oggi, che si ritiene in un certo senso moderna, ad essere continuamente sottoposta al giudizio altrui, nella vita personale e familiare come nella vita lavorativa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong style=\"text-align: justify;font-size: 13.3333px\"><span style=\"color: #ff0000\">6) In che modo la societ\u00e0 deve cambiare, affinch\u00e9 si concretizzi un pensiero collettivo di progresso civile e culturale grazie al quale la donna sia finalmente libera, emancipata e mai pi\u00f9 soggiogata al potere e alle volont\u00e0 maschili?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">Io credo che siano in primo luogo gli uomini a dover cambiare. L\u2019abbiamo visto con alcune recenti manifestazioni in Polonia in cui le donne sono state pressoch\u00e9 lasciate sole a manifestare contro una legge ingiusta. Questo non succede solo all\u2019Estero, anche in Italia la donna \u00e8 frequentemente abbandonata a s\u00e9 stessa. Lo vediamo ogni volta in cui qualcuno dice che una donna ha subito violenza perch\u00e9 magari si era vestita in un qualche modo provocatorio. E spesso ci accorgiamo, inorridendo, che non sono solo gli uomini a pensarlo. Si condanna la vittima anzich\u00e9 il carnefice. E questo accade sempre pi\u00f9 spesso. E c\u2019\u00e8 ancora qualcuno che considera una donna \u201cdebole\u201d perch\u00e9 magari si trova in una relazione di violenza e non riesce a uscirne.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Si deve risolvere questo enorme problema culturale ma non \u00e8 semplice, dovrebbe cambiare il pensiero comune, e dovrebbe cambiare in modo radicale e rivoluzionario per uscirne. Di fatto non credo che ci sia nulla di sbagliato in un uomo che si considera femminista, credo anzi che gli uomini possano essi stessi trarre vantaggio da una societ\u00e0 equa e giusta, dove non esistano differenze di genere ad esempio negli stipendi, o nel modo in cui si viene trattati in certi contesti lavorativi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong style=\"text-align: justify;font-size: 13.3333px\"><span style=\"color: #ff0000\">7) Quale consiglio vorresti dare ad una donna che sta vivendo una situazione di difficolt\u00e0?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">Parlarne sempre con qualcuno, non cercare mai di sottovalutare il problema, cosa che purtroppo accade ancora oggi troppo spesso, pensare che certe situazioni possano risolversi da sole \u00e8 sempre sbagliato perch\u00e9 non fa che aumentare il numero degli episodi tragici e accrescere la difficolt\u00e0 di andare oltre, denunciando. Consiglio di aprirsi all\u2019ascolto di s\u00e9 stessa, ascoltare ed accogliere le voci di altre donne che hanno vissuto le medesime difficolt\u00e0 e che hanno avuto la volont\u00e0 e la forza di superarle. Perch\u00e9 deve essere chiaro che si pu\u00f2 uscirne e che nessuna deve essere lasciata sola.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ff0000;font-size: 13.3333px;text-align: justify\">Laura,<\/span><span style=\"color: #ff0000;text-align: justify;font-size: 10pt\">\u00a0ti ringraziamo per il prezioso tempo che ci hai dedicato. Ti auguriamo che tutti i tuoi sogni si possano realizzare sia in ambito personale che lavorativo. Prima di lasciarci per\u00f2, a chiosa finale di questo nostro incontro virtuale,\u00a0<strong>vorremmo che tu facessi un appello contro la violenza sulle donne<\/strong>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\"><strong>Denunciare sempre<\/strong>! Mai chiudersi in s\u00e9 stesse o lasciarsi intimidire da certi atteggiamenti, mai lasciarsi travolgere da situazioni di violenza fisica o psicologica evitando di reagire, nella speranza che si risolvano da s\u00e9 perch\u00e9 questo non accade mai.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"lotto-mensilmente-lotto-mensimlmente\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1615196433\"\r\n\t            data-title=\"Parla con me e con Laura Cadoni\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando pensiamo che le donne siano fragili, ci dobbiamo, prima o poi, sempre ricredere. \u00c8 un pregiudizio che ci abbaglia, frutto di una falsa ideologia prettamente patriarcale, ingiustamente radicata ancora oggi all\u2019interno della nostra societ\u00e0. 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