{"id":3882,"date":"2020-12-08T07:00:30","date_gmt":"2020-12-08T06:00:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/?p=3882"},"modified":"2020-12-08T09:36:08","modified_gmt":"2020-12-08T08:36:08","slug":"parla-con-me-e-con-silvia-pucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/2020\/12\/08\/parla-con-me-e-con-silvia-pucci\/","title":{"rendered":"Parla con me e con Silvia Pucci"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Si rinnova l\u2019impegno de L\u2019otto mensilmente con un\u2019altra intervista che prosegue il monografico\u00a0<strong>Parla con me<\/strong>, iniziato il\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/2020\/11\/25\/parla-con-me-e-con-roberta-stifano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">25 novembre scorso<\/a><\/strong><\/span>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><strong>Silvia Pucci<\/strong> \u00e8 una donna che, proprio come una fenice, \u00e8 risorta dalle ceneri, psicologiche e fisiche, ritrovando quelle parti di s\u00e9 che le erano state portate via: l\u2019autostima e una nuova visione di s\u00e9 stessa, forte, caparbia e con un innato coraggio che la anima per ogni nuovo passo nel percorso della vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Ciao\u00a0<strong>Silvia<\/strong>, benvenuta in questo nostro piccolo spazio de L\u2019otto mensilmente, da anni promosso e sostenuto da First Cisl Emilia Romagna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-align: justify;color: #ff0000;font-size: 10pt\">Ti abbiamo invitata perch\u00e9 tu ci possa raccontare un\u00a0po\u2019 di te attraverso una brevissima intervista; tuttavia, prima di iniziare con le domande vere e proprie,\u00a0<\/span><span style=\"text-align: justify;color: #ff0000;font-size: 10pt\">vogliamo che ti presenti al pubblico attraverso un piccolo riassunto sulla tua vita:\u00a0<strong>raccontaci chi sei, che\u00a0studi hai fatto e di cosa di occupi oggi<\/strong>.<\/span><br style=\"text-align: justify\" \/><span style=\"text-align: justify;font-size: 10pt\">Mi\u00a0chiamo Silvia, sono nata a Varese, ho frequentato il Liceo Classico e successivamente mi sono laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche (laurea triennale) e in Psicologia Clinica: relazioni familiari ed interventi di comunit\u00e0 (laurea magistrale). Sono sempre stata convinta che avrei fatto la psicologa un giorno, ma la vita ti porta sempre ad incrociare strade e percorsi che mai avresti pensato di imboccare, e alla fine, mi accontento di sentirmi una psicologa senza per\u00f2 esercitare questa professione. Almeno per ora, perch\u00e9 i conti si fanno sempre e solo alla fine dei giochi. Per tanti anni ho gareggiato come velocista in atletica leggera, sport che mi ha insegnato la caparbiet\u00e0 nel raggiungere i propri obiettivi, caratteristica che mi riconosco ancora adesso. Ho un carattere sfaccettato, sono molto decisa e risoluta, ma chi mi conosce bene vede anche la mia parte morbida e bisognosa di presenza e conferme. Posso essere tutto ed il contrario di tutto, sono completamente incapace di mentire, il mio viso \u00e8 un libro aperto per chi ha voglia di leggerlo, ma pretendo lo stesso da chi mi sta attorno. Posso darti ogni singola goccia delle mie energie, fisiche e psicologiche, ma se scopro di essere presa in giro o usata, sparisco senza lasciare tracce. Non torno mai indietro se sono convinta delle mie scelte, e se lo faccio significa che dentro di me sapevo fin dall\u2019inizio che quella scelta non sarebbe stata quella giusta. Nessun compromesso, miro solo alla felicit\u00e0, mia e delle persone a cui voglio bene. Bisogna essere felici qui ed ora, perch\u00e9 il tempo scorre, e non si fermer\u00e0 ad aspettarci.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt;color: #ff0000\">Passiamo ora allo specifico di questa monografia: l\u2019intervista. Ti faremo alcune essenziali domande affinch\u00e9 attraverso le tue risposte si possa continuare a tracciare un solco positivo all\u2019interno della societ\u00e0, grazie al quale poter proseguire la nostra semina di buone intenzioni e di azioni efficaci per la costruzione di una cultura fondata sul rispetto di genere e priva di qualsiasi forma di violenza, soprattutto nei confronti delle donne.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;color: #ff0000\">1) Quale \u00e8 stata la gioia pi\u00f9 grande che hai provato nella tua vita?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">La gioia pi\u00f9 grande che io abbia mai provato, per ora, nella mia vita, \u00e8 stata quando sono riuscita faticosamente a ricominciare a camminare, anche se piegata su me stessa e molto molto lentamente, dopo settimane di immobilit\u00e0 totale passate in ospedale. Ad ogni passo, mentre assaporavo la vittoria personale insita in ogni mio movimento apparentemente semplice, ho pensato che da quel momento in poi avrei potuto raggiungere qualsiasi obiettivo nella mia vita, se solo avessi voluto e se solo avessi avuto il coraggio di cominciare a camminare. Quella specifica sensazione, \u00e8 stato il mio assoluto momento di gioia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;color: #ff0000\">2) E invece quale \u00e8 stato il dolore che pi\u00f9 ti ha segnato profondamente l\u2019animo?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">Il dolore che mi ha segnato maggiormente, l\u2019ho provato quando all\u2019et\u00e0 di 26 anni mi sono svegliata dalla seconda operazione e i medici mi hanno detto che sarebbe stato impossibile per me avere dei figli. La sensazione di solitudine, ingiustizia e senso di inutilit\u00e0 che ho provato in quel momento e da quel momento, lo rendono senza ombra di dubbio il mio momento pi\u00f9 doloroso, pi\u00f9 ancora di quando mi sono svegliata la prima volta in terapia intensiva in fin di vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;color: #ff0000\">3) Questo dolore come ha condizionato la tua vita? Come sei riuscita a trasformare questo dolore in voglia di farcela?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">Ritengo che questo dolore, per parecchi anni, abbia condizionato in modo importante la mia esistenza. La modalit\u00e0 con cui mi sono approcciata agli altri in generale, agli uomini e a me stessa, \u00e8 cambiata radicalmente. La mia autostima ed il mio senso di generativit\u00e0 hanno subito una battuta d\u2019arresto non indifferente, e purtroppo spesso mi sono circondata di persone che, per assonanza cognitiva, potessero purtroppo in qualche modo confermare la mia ormai fragile visione di me stessa e del mio senso nel mondo. Pian piano, poi, ho realizzato il fatto che ci possono essere tanti altri modi per avere un senso nel mondo, che ci sono mille altre strade per raggiungere i propri obiettivi e la propria personale felicit\u00e0. Mi sono quindi rimessa in modo focalizzandomi maggiormente su ci\u00f2 che potevo ancora essere, e non so ci\u00f2 che non sarei potuta mai diventare, ricordandomi sempre che posso potenzialmente raggiungere qualsiasi obiettivo, se solo ho il coraggio di cominciare a camminare, e in fondo ogni volta che lo penso davvero, mi sento ancora nel momento pi\u00f9 felice della mia vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;color: #ff0000\">4) Quanti sacrifici hai dovuto fare per essere la donna che sei ora? E per ricoprire il ruolo che oggi hai nella societ\u00e0 (civile&#8230; lavorativa&#8230;)?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">Una donna ha decisamente pi\u00f9 difficolt\u00e0, in qualsiasi ambito e a maggior ragione in quello lavorativo, a farsi ascoltare o comunque ad ottenere la fiducia da parte di responsabili, subalterni o anche pari grado. E questo non perch\u00e9 consciamente la maggior parte delle persone sia maschilista o misogina, ma perch\u00e9 a mio parere viene spesso attribuita alla donna una dose di emotivit\u00e0 e di sensibilit\u00e0 che, invece di essere vista come una risorsa, viene in realt\u00e0 percepita come fragilit\u00e0, con accezione negativa. Lo sforzo, in qualsiasi ambito \u00e8 quindi quello di dimostrare con i fatti di non essere vittima di se stessa, che \u00e8 un concetto che ne racchiude tanti altri. Mi impegno ogni giorno per dimostrare che la dolcezza non \u00e8 un disvalore, che si pu\u00f2 essere assertive senza per forza essere aggressive e che l\u2019empatia unita all\u2019intelligenza e alla determinazione pu\u00f2 essere la chiave di volta per trovare il proprio posto nel mondo, sia a livello lavorativo che personale. Non si finisce mai di avere il dovere di dimostrare non solo agli altri, ma soprattutto a se stesse, quanto si possa raggiungere senza bisogno di sabotare nessuno, ma al contrario cercando di migliorare sempre di pi\u00f9 la propria persona ed il proprio modo di relazionarsi agli altri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;color: #ff0000\">5) Se volessi con una parola definire la situazione della donna oggi nel mondo, quale useresti? E per quale motivo useresti questa parola?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">In linea generale, la donna oggi \u00e8 ancora purtroppo SFIDUCIATA nei confronti di se stessa. Questo per colpa di pi\u00f9 o meno antichi retaggi che la costringono a sentirsi eccessiva, a fronte della propria sicurezza, assertivit\u00e0 e del desiderio di raggiungere dei risultati. Questo sottile preconcetto, porta molte donne a pensare di non essere in grado di mostrare ci\u00f2 che in realt\u00e0 sono, ci\u00f2 che vogliono, ci\u00f2 che pensano. Questo succede sul lavoro ma non solo, anche nei rapporti interpersonali. Le vittime di abusi fisici e psicologici sono prevalentemente donne non certo perch\u00e9 esistano solo uomini abusanti, tutt\u2019altro. Questo accade a mio parere perch\u00e9 la donna in determinati contesti si sente meno \u201cautorizzata\u201d a reagire, ad imporsi, e spesso anche a pensare di poter meritare qualcosa di pi\u00f9. Per questi motivi, penso che a monte di tutto ci sia una sottile sfiducia di base (nelle proprie possibilit\u00e0 e nei propri diritti) che alimenta un circolo vizioso poco edificante.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;color: #ff0000\">6) In che modo la societ\u00e0 deve cambiare, affinch\u00e9 si concretizzi un pensiero collettivo di progresso civile e culturale in relazione grazie al quale la donna sia finalmente libera, emancipata e mai pi\u00f9 soggiogata al potere e alle volont\u00e0 maschili?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">Perch\u00e9 la societ\u00e0 cambi, ognuno di noi nel suo piccolo deve cambiare. La Societ\u00e0 non \u00e8 un\u2019entit\u00e0 astratta dotata di una sua forma mentis, \u00e8 semplicemente la somma di tutto ci\u00f2 che ogni individuo decide di essere (e quindi anche di cambiare) ogni giorno. Ognuno di noi dovrebbe cominciare a cercare nell\u2019altro la risorsa e non l\u2019errore, in un clima reale di cooperazione e non di continua competizione intesa come arrivismo sterile. La cooperazione riconosce le qualit\u00e0 di tutti gli altri componenti e del soggetto stesso, che mette a disposizione della societ\u00e0 ci\u00f2 che egli \u00e8, con i suoi limiti ed i suoi punti di forza. La donna, come qualsiasi altro individuo, dovrebbe vedersi ed essere vista cos\u00ec: come una risorsa, che pu\u00f2 mettersi a disposizione della societ\u00e0 e che pu\u00f2 a sua volta imparare dalla societ\u00e0 stessa nuovi strumenti per poter arrivare agli obiettivi personali e comunitari.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;color: #ff0000\">7) Quale consiglio vorresti dare ad una donna che sta vivendo una situazione di difficolt\u00e0?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">Forse l\u2019unico consiglio da dare \u00e8 quello che sembra il pi\u00f9 banale, anche se non lo \u00e8: ovvero di <strong>ricordarsi sempre chi si \u00e8 e cosa si vuole essere<\/strong>. Non importa se la risposta implichi diventare una manager, o fare la casalinga, o avere figli, o viaggiare tutta la vita, o stare per sempre con l\u2019uomo conosciuto alle superiori o non fermarsi fino a quando fino a quando non si prova la sensazione di aver trovato il posto giusto. Non importa se qualcuno giudicher\u00e0, o non sar\u00e0 d\u2019accordo con qualche nostra scelta. E non importa se lasciare un lavoro, un uomo violento che o che semplicemente non si ama pi\u00f9, o qualsiasi altra cosa, dar\u00e0 inizialmente una sensazione di fallimento. Perch\u00e9 l\u2019unico vero fallimento \u00e8 rassegnarsi ad essere ci\u00f2 non si \u00e8.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt;color: #ff0000\">Silvia, ti ringraziamo per il prezioso tempo che ci hai dedicato. Ti auguriamo che tutti i tuoi sogni si possano realizzare sia in ambito personale che lavorativo. Prima di lasciarci per\u00f2, a chiosa finale di questo nostro incontro virtuale,\u00a0<strong>vorremmo che tu facessi un appello contro la violenza sulle donne<\/strong>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">In realt\u00e0 non dovrebbe avere ragion d\u2019essere una chiosa, una giornata, una manifestazione contro la violenza sulle donne, perch\u00e9 le donne sono semplicemente esseri umani, come gli uomini, come chiunque. La violenza non conosce discriminazione, \u00e8 un qualcosa che non dovrebbe esistere di per s\u00e9, a prescindere dell\u2019identit\u00e0 di genere del soggetto che la subisce. Forse, raggiungere la pari dignit\u00e0 per una donna, significher\u00e0 arrivare ad essere semplicemente trattata alla stregua di qualsiasi altro essere umano, uomo o donna che sia, che per il solo fatto di esistere merita il rispetto e la dignit\u00e0 senza i quali non possono esistere progresso e crescita sociale e personale.<\/span><\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"lotto-mensilmente-lotto-mensimlmente\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1607410830\"\r\n\t            data-title=\"Parla con me e con Silvia Pucci\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si rinnova l\u2019impegno de L\u2019otto mensilmente con un\u2019altra intervista che prosegue il monografico\u00a0Parla con me, iniziato il\u00a025 novembre scorso. 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