{"id":3527,"date":"2020-01-27T01:51:34","date_gmt":"2020-01-27T00:51:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/?p=3527"},"modified":"2023-06-08T00:58:30","modified_gmt":"2023-06-07T22:58:30","slug":"dallaltra-parte-del-spinato-irma-grese-e-olga-lengyel-prima-seconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/2020\/01\/27\/dallaltra-parte-del-spinato-irma-grese-e-olga-lengyel-prima-seconda\/","title":{"rendered":"Dall&#8217;altra parte del spinato: Irma Grese e Olga Lengyel (seconda parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Il testo che pubblichiamo oggi \u00e8 volutamente diviso in due parti: la prima \u00e8 stata pubblicata il giorno\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/2020\/01\/08\/dallaltra-parte-del-filo-spinato-irma-grese-e-olga-lengyel-prima-parte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">8 gennaio 2020<\/a><\/strong><\/span>.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">\u00a0 \u00a0 Olga Lengyel aveva ripreso a lavorare in infermeria e questo l\u2019aiutava a far passare le giornate pi\u00f9 velocemente, perch\u00e9 non aveva tempo per fermarsi a guardare l\u2019orrore. Eppure, sentiva il peso della vita scivolare via. Una triste rassegnazione che la stava divorando l\u2019anima pi\u00f9 che la mente, tanto \u00e8 vero che aveva spesso pensato al suicidio. Anche i sassi del campo avevano ormai capito le sue intenzioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Un giorno un amico le aveva detto: &lt;&lt;Non hai il diritto di buttare via la tua vita! Se questa esistenza non ha pi\u00f9 attrazione per te, devi continuare a vivere se non altro per cercare di alleviare le sofferenze di chi ti sta accanto. La tua posizione come infermiera \u00e8 perfetta!&gt;&gt;. Le aveva lanciato un\u2019occhiata di intesa: &lt;&lt;Questa cosa sar\u00e0 molto pericolosa, ma non \u00e8 altrettanto pericoloso il nostro pane quotidiano qui?&gt;&gt;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">&lt;&lt;Puoi fare tre cose per noi. Primo: puoi diffondere attentamente tutte le notizie che ti do. Questa cosa \u00e8 della massima importanza per mantenere il morale dei prigionieri. Secondo: le persone ti porteranno lettere e pacchi. Li consegnerai di nascosto secondo le istruzioni che ti vengono fornite. E se mai verrai interrogata, mai una parola: pensi di essere abbastanza forte da sopportare le loro torture?&gt;&gt;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Olga Lengyel aveva accettato senza esitare: ora aveva una nuova ragione di vita che potesse alimentare la flebile fiammella della speranza. &lt;&lt;Terzo: dobbiamo osservare tutto ci\u00f2 che accade qui. Quando la guerra sar\u00e0 finita, scriveremo tutto ci\u00f2 che abbiamo visto. Il mondo deve sapere. Deve conoscere la verit\u00e0!&gt;&gt;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">L\u2019essenziale era avere un obiettivo: aveva quindi cominciato a lavorare segretamente con il movimento di resistenza, rischiando spesso di essere scoperta, torturata ed uccisa con spietatezza. L\u2019essenziale era anche che Irma Grese la tenesse in vita. Un giorno sarebbe stata libera e avrebbe potuto dire al mondo: &lt;&lt;Questo \u00e8 ci\u00f2 che ho visto con i miei occhi. Non deve mai essere permesso che accada di nuovo!&gt;&gt;.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">\u00a0 \u00a0 Irma Grese venne catturata quando gli inglesi entrarono nel lager per liberare i prigionieri. Per Olga Lengyel, per\u00f2, l\u2019incubo non era finito: i tedeschi avevano gi\u00e0 evacuato i detenuti per cancellare le prove dei campi di concentramento. Olga e altre migliaia di persone furono obbligate a camminare per decine e decine di chilometri senza acqua e cibo verso le navi ancorate nella baia di Lubecca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Durante la cosiddetta marcia della morte vennero uccisi un grande numero di prigionieri: quanti non tenevano il passo, i moribondi, i deboli, i malati o coloro che erano stremati dalla stanchezza venivano sistematicamente eliminati con un colpo di pistola in testa oppure semplicemente lasciati agonizzanti nel fango o nella neve. Come il marito di Olga.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Olga Lengyel riusc\u00ec per fortuna a fuggire dal convoglio e a rifugiarsi nella cittadina di Brze\u017ace in Polonia, grazie all\u2019aiuto della famiglia di Maria e Ludwik Paszek prima e di Augustyn e Zofia Godziek poi. Rimase qui nascosta fino alla fine della guerra, fingendo di essere una parente venuta per assistere la madre di Augustyn, perch\u00e9 malata. I militari nazisti di stanza a Brze\u017ace per fortuna credettero a quella versione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Poi un bel giorno di primavera la guerra fin\u00ec.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Olga Lengyel, dopo la liberazione, viaggi\u00f2 verso la Francia ed in seguito si stabil\u00ec definitivamente a New York. Irma Grese, accusata di crimini di guerra, di genocidio e di strage, fu condannata a morte tramite impiccagione dal tribunale delle Forze Alleate. Durante il processo non ebbe mai un attimo di pentimento, anzi rimase convinta delle sue azioni e del suo credo nazista: la notte prima della sua esecuzione inton\u00f2 canzoni naziste\u00a0<span style=\"font-size: 13.3333px\">sino alle prime luce dell&#8217;alba<\/span>.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 10pt\">Sul patibolo, con un&#8217;espressione sprezzante, disse solo: &lt;&lt;Fate presto!&gt;&gt;.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">\u00a0 \u00a0 Oggi \u00e8 la <span style=\"text-decoration: underline\"><strong><a href=\"https:\/\/www.cisl.it\/primo-piano\/4641-giorno-memoria-furlan-trasmettiamo-ai-giovani-i-valori-di-liberta-integrazione-rispetto-per-la-vita.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Giornata della Memoria<\/a><\/strong><\/span>, ma non basta. Affinch\u00e9 sia ancorata in tutti noi la volont\u00e0 di non ripetere questi orrori, dobbiamo capire che ogni giorno \u00e8 il giorno giusto per non dimenticare, ogni minuto \u00e8 il minuto giusto per evitare che altre porte vengano marchiate dalla svastica nazista e ogni secondo \u00e8 il secondo giusto per evitare che i pi\u00f9 deboli subiscano azioni di violenza: perch\u00e9 l\u2019odio \u00e8 l\u00ec, nascosto nell\u2019ombra, pronto a sfruttare il momento giusto per uscire fuori e scatenarsi. Ed \u00e8 tanto vicino che quasi non ce ne accorgiamo. Allora non se ne era accorta l\u2019Europa perch\u00e9, come Olga Lengyel, non aveva avuto tempo per fermarsi e guardarsi attorno. E oggi dove guardano i nostri occhi?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Olga Lengyel tuttavia ha scoperto il nascondiglio del male quando quel suo amico le ha dato una speranza per cui continuare a vivere. In quel momento Olga ha capito e ha agito di conseguenza. Ha rischiato la propria vita per gli altri, partecipando ad attivit\u00e0 di resistenza clandestina, contrabbandando esplosivi e medicinali e collaborando alla distruzione di uno dei forni crematori. Ha salvato diverse persone da morte certa inventando diagnosi cliniche in modo tale che i detenuti malati potessero essere ritenuti idonei per lavorare, anzich\u00e9 finire direttamente nelle camere a gas. E l\u2019ha fatto per denunciare ci\u00f2 che aveva visto, permettendo a noi ora di sentirci liberi di manifestare idee e opinioni, di credere in un dio diverso da quello del nostro compagno di banco, ma anche di continuare la sua battaglia, senza mai abbassare la guardia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1em\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">\u00a0 \u00a0\u00a0<span style=\"font-size: 13.3333px\">E dall\u2019altra parte del filo spinato ci sono molte donne che combattono con molte armi e senza resa. Non sono pistole, ma parole. Non sono minacciose, ma riparatrici. Non sono portatrici di guerra, ma di pace. E hanno il compito crudele di raccontare nei minimi dettagli le atrocit\u00e0 che il genere umano ha commesso, affinch\u00e9 lo stomaco delle persone si apra in due, il cuore si spezzi a met\u00e0 e la mente rifletta il presente sulle scorie del passato.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Dall\u2019altra parte del filo spinato ancora oggi troppe persone, soprattutto donne, sono vittime di odio sociale, etnico e religioso. Volgiamo lo sguardo per esempio in Pakistan dove quasi il 75 percento degli uomini non accetta che le donne abbiano un lavoro retribuito, in Turchia dove le minoranze curde sono costrette a nascondersi, oppure in Israele dove la legge ebraica impedisce alle donne di chiedere il divorzio. Possibile che ancora una volta il mondo non si accorga di nulla?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Questa nostra battaglia culturale deve proseguire, perch\u00e9 troppe persone fanno finta che sia tutta una messa in scena della stampa, delle associazioni o delle donne stesse. Troppe persone sono indifferenti a questi problemi, semplicemente perch\u00e9 sono questioni che si ritengono essere esclusivamente di dominio femminile, oppure di uno stato minore, lontano e magari anche troppo povero da ricavarci qualcosa in cambio.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">\u00a0 \u00a0 Olga Lengyel \u00e8 morta il 15 aprile 2001 all&#8217;et\u00e0 di 92 anni. Ci ha lasciato oltre a libri, una biblioteca e a diverse interviste, un\u2019eredit\u00e0 importantissima: insegnare il rispetto alle generazioni future.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">E quindi, tu, da quale parte del filo spinato stai?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">In copertina: \u201cMassacro in Corea\u201d di Pablo Picasso, particolare.<\/span><\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"lotto-mensilmente-lotto-mensimlmente\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1580089894\"\r\n\t            data-title=\"Dall&#8217;altra parte del spinato: Irma Grese e Olga Lengyel (seconda parte)\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il testo che pubblichiamo oggi \u00e8 volutamente diviso in due parti: la prima \u00e8 stata pubblicata il giorno\u00a08 gennaio 2020. &nbsp; \u00a0 \u00a0 Olga Lengyel aveva ripreso a lavorare in infermeria e questo l\u2019aiutava a far passare le giornate pi\u00f9 velocemente, perch\u00e9 non aveva tempo per fermarsi a guardare l\u2019orrore. 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