{"id":3348,"date":"2019-10-11T10:27:35","date_gmt":"2019-10-11T08:27:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/?p=3348"},"modified":"2019-10-11T10:35:15","modified_gmt":"2019-10-11T08:35:15","slug":"volti-cancellati-lucia-annibali-e-hatshepsut","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\/2019\/10\/11\/volti-cancellati-lucia-annibali-e-hatshepsut\/","title":{"rendered":"Volti cancellati: Lucia Annibali e Hatshepsut"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Una moderna disciplina nota come morfopsicologia afferma che \u00e8 possibile svelare l\u2019indole delle persone attraverso lo studio delle forme del volto. Secondo tale teoria ogni individuo manifesta nelle sue forme, dunque nel viso, il proprio vissuto temporale e spirituale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Il volto \u00e8 il nostro biglietto da visita, una mutevole fotografia per il mondo che ci circonda ed un riflesso sincero che ogni giorno, allo specchio, ci ricorda chi siamo, dove siamo e come siamo giunti a quel momento. Non a caso Cicerone definiva il volto \u201cl\u2019immagine dell\u2019anima e gli occhi i suoi interpreti\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">L\u2019anima. \u00c8 proprio l\u2019anima che si intende lacerare usando l\u2019acido come arma. Non un proiettile, non un coltello. Le aggressioni con l\u2019acido sono una forma premeditata di violenza volta a sfigurare, mutilare, bruciare, fino a mostrare le ossa di quelle vittime che, da quel momento in poi, cesseranno di esistere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Nessun volto familiare quando ti guardi allo specchio o quando incontri un amico d\u2019infanzia. L\u2019essere umano che eravamo sparisce dalla terra, lasciando al suo posto una vittima condannata a convivere con una persona estranea a s\u00e9 stessa che non si riconosce nella fotografia scattata la sera precedente, ma sar\u00e0 costretta a ricordarsi per sempre del suo carnefice anche solo passando tra le vetrine di un qualsiasi negozio del centro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Cancellare. \u00c8 questo l\u2019obiettivo degli aggressori. Far sparire senza uccidere, una condanna al dolore plateale e senza fine.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">\u00c8 questa la pena inflitta a Lucia Annibali, giovane avvocatessa marchigiana nota alle cronache per l\u2019aggressione subita il 16 aprile 2013.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Quella notte Lucia sta rincasando. Ha 36 anni e in una mano il borsone della palestra. Nell\u2019altra un sacchetto con la cena d\u2019asporto e i numerosi impegni quotidiani. Cos\u00ec, assorta nei suoi pensieri, giunge davanti alla porta del suo appartamento. Sono le 21.20. La serratura scatta immediatamente. Lucia rimane stupita poich\u00e9 \u00e8 solita chiudere con quattro mandate, ma senza badarci troppo entra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Improvvisamente un lampo nel buio. Qualcosa colpisce il volto di Lucia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">\u201cRicordo la mia faccia che friggeva, rantolavo. Ho fatto in tempo a specchiarmi un istante prima che gli occhi non vedessero pi\u00f9 niente. Ero grigia, c\u2019erano bollicine che si muovevano sulle mie guance. Urlavo, urlavo tantissimo\u2026\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Non ha il tempo di fuggire, sente solo l&#8217;atroce dolore del suo viso che lentamente si scioglie. Con la vista annebbiata si lancia contro la porta dei vicini e grida con tutto il fiato che ha in gola il nome di un uomo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Poi il buio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">L\u2019uomo \u00e8 un avvocato di Pesaro, suo coetaneo. Incontra per la prima volta Lucia nell\u2019aula di un Tribunale nel 2004. Nel 2009 si rincontrano ed inizia, un po\u2019 per caso e un po\u2019 per gioco, una relazione, ma Lucia ignora che quell\u2019uomo \u00e8 gi\u00e0 legato, da dieci anni, ad un\u2019altra donna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">La storia prosegue per un anno, finch\u00e9 un giorno Lucia scopre, da un\u2019amica in comune, la doppia vita dell\u2019uomo e lo smaschera, rivelando tutto all\u2019altra donna ed interrompendo immediatamente il rapporto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">L\u2019uomo si trasforma in uno stalker.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Tra suppliche e minacce, corteggiamenti e pressioni psicologiche, ancora innamorata, Lucia cede. Ricominciano a vedersi assiduamente, fino a quello che per Lucia rappresenta il punto di rottura. Un gesto imperdonabile: uno schiaffo tirato durante una scenata di gelosia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">La storia finisce e ricominciano le persecuzioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Lo stalker la segue, la controlla, si apposta in palestra per rubare, dallo spogliatoio, il cellulare, le chiavi dell\u2019auto e quelle di casa. Iniziano a verificarsi episodi strani: l\u2019impianto del gas viene manomesso e un giorno Lucia quasi prende fuoco utilizzando la cucina. L\u2019agguato non ha gli effetti desiderati e lo stalker decide di ingaggiare due losche figure per portare a termine il malefico piano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Mentre Lucia viene aggredita, lo stalker \u00e8 ad una partita di calcetto, ma bastano poche ore ai carabinieri per individuarlo come mandante e responsabile di quel tragico episodio. Lo stalker diventa cos\u00ec il carnefice.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">La condanna \u00e8 a venti anni di reclusione, pena riconfermata il 10 maggio 2016 dalla prima sezione penale della Cassazione per i reati di stalking e tentato omicidio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Negli anni Lucia \u00e8 stata sottoposta a diciassette interventi per la ricostruzione del viso. La sua vita \u00e8 cambiata, ma non si \u00e8 mai voluta nascondere. Il suo caso ha avuto una risonanza internazionale, anche per l&#8217;impegno che l&#8217;avvocatessa ha mostrato nel sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica contro ogni forma di violenza sulle donne, sia essa fisica o psicologica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">L\u20198 marzo 2014 l&#8217;allora capo di Stato Giorgio Napolitano l&#8217;ha insignita della carica di Cavaliere al merito della Repubblica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">L\u2019obiettivo del suo carnefice di eliminare, cancellare e distruggere per sempre Lucia \u00e8 dunque fallito, miseramente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Sebbene negli ultimi anni, soprattutto in Italia, i casi di aggressione con l\u2019acido sono frequentemente associati a violenze di tipo passionale, si tratta purtroppo di una pratica diffusa in tutto il mondo ed avente i pi\u00f9 svariati moventi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">In Bangladesh ad esempio, dove questa forma di aggressione \u00e8, purtroppo, molto comune, si tratta per lo pi\u00f9 di una forma di violenza domestica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">In India, considerato il quarto paese al mondo pi\u00f9 pericoloso per la sicurezza delle donne &#8211; secondo un&#8217;indagine condotta dalla fondazione Thomson Reuters &#8211; questi attacchi rappresentano per lo pi\u00f9 una forma di vendetta contro giovani donne che hanno avuto il coraggio di rifiutare una proposta di matrimonio o per aver osato chiedere il divorzio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">In Pakistan i casi di aggressione sono invece legati, soprattutto, a delitti d\u2019onore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">In ogni caso l\u2019obiettivo comune \u00e8 unico: distruggere la vittima, annientarla psicologicamente e renderla irriconoscibile. Farla scomparire.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Da sempre ci hanno provato, in ogni epoca e con mezzi diversi, come nel caso di Hatshepsut, una donna vissuta circa 3500 anni fa, che govern\u00f2 l\u2019Egitto sfidando il potere maschile del tempo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Figlia di Thutmose I, il grande Faraone che riusc\u00ec ad espandere il suo impero fino al fiume Eufrate, alla sua prematura morte, Hatshepsut gli succedette al trono.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Non si tratta della prima donna faraone: era gi\u00e0 accaduto durante l\u2019Antico Regno ed una seconda volta durante il Medio Regno, ma le due precedenti donne faraone avevano regnato in periodi di crisi. Hatshepsut, invece, \u00e8 a capo di un Egitto ricco e potente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Intelligente, abile, dotata di capacit\u00e0 amministrative e di uno spiccato senso politico, Hatshepsut decide di essere \u201cre\u201d (e non regina) assumendo caratteristiche maschili. All\u2019inizio, pur essendo rappresentata con attributi femminili, si afferma come faraone; poi adotta il costume maschile, il protocollo dei re, sopprime la desinenza femminile nei suoi nomi e nei suoi titoli e porta la barba posticcia e la doppia corona.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Grazie anche all\u2019opera dei suoi predecessori, Hatshepsut vive un\u2019epoca di pace e ne approfitta per dedicarsi alla gestione economica del paese e soprattutto ad un\u2019intensa attivit\u00e0 architettonica che avrebbe reso eterno il suo nome.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Da sempre l\u2019uomo ha cercato di lasciare una traccia di s\u00e9 nel mondo. In tal senso le piramidi di Egitto rappresentano sicuramente l\u2019esempio pi\u00f9 plateale: imponenti costruzioni architettoniche con lo scopo s\u00ec di accogliere le salme dei faraoni o dei nobili del tempo, ma al contempo con l\u2019obiettivo di ricordare, alle future generazioni, le eroiche imprese dei loro predecessori: Hatshepsut intraprende cos\u00ec la costruzione della propria tomba, edificando un nuovo complesso funerario nella Valle dei Re.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Inoltre, per legittimare il proprio diritto al trono, fa raffigurare sulle pareti del Tempio di Deir el-Bahari il mito della sua nascita, evocando la consacrazione del Dio egizio Amon, indicato come protettore della dinastia e vero padre di Hatshepsut.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Hatshepsut mor\u00ec in et\u00e0 matura, intorno al suo ventiduesimo anno di regno, anno in cui Thutmose III divenne nuovo faraone d&#8217;Egitto. Verso la fine del regno di Thutmose III e durante quello del figlio Amenofi II, ebbe inizio la graduale cancellazione dell\u2019iconografia raffigurante Hatshepsut dai monumenti e dalle cronache faraoniche nel modo pi\u00f9 &#8220;letterale&#8221; possibile: vennero raschiate le immagini, fu cancellato il nome su lastre, marmi e papiri e numerose sculture raffiguranti il suo volto furono ridotte in frantumi o sfigurate per poi essere sepolte in un pozzo. A Karnak si tent\u00f2 di nascondere con un muro un suo obelisco.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Alcuni egittologi lessero queste censure come un qualcosa di simile alla damnatio memoriae dell&#8217;antica Roma (letteralmente &#8220;condanna della memoria&#8221;).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Le nostre storie sono lontanissime nel tempo e apparentemente diverso \u00e8 il movente e lo scopo degli autori, in quanto diverso \u00e8 il periodo storico, la cultura e le persone coinvolte.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Tuttavia, da un\u2019analisi pi\u00f9 profonda \u00e8 evidente che, a prescindere dal movente politico o passionale, l\u2019obiettivo \u00e8 comune: cancellare un volto, un nome, una personalit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Ovunque nel mondo una donna su tre ha vissuto una forma di violenza fisica o sessuale, cui si aggiungono altre forme di violenza quali, ad esempio, quella psicologica ed economica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Malgrado le diffuse e moderne paure che le \u201condate migratorie\u201d creano nell\u2019immaginario collettivo, queste violenze il pi\u00f9 delle volte sono perpetrate, come nelle nostre due storie, da partner, ex o familiari.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Per fortuna non \u00e8 cos\u00ec facile distruggere donne dal calibro di Lucia Annibali o di Hatshepsut e di tutte le numerose vittime che riescono, nonostante il dolore e le ferite, a ritrovare la strada per lasciare una traccia di s\u00e9 come monito e testimonianza di forza e di coraggio per tutte noi donne, certo pi\u00f9 fortunate, ma mai completamente estranee alle pressioni di questa societ\u00e0 che, al netto di una diffusa e mai del tutto superata concezione patriarcale, ci considera inferiori e di esclusiva propriet\u00e0 dei nostri fidanzati, dei nostri mariti o dei nostri padri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Il 9 agosto 2019 \u00e8 entrato in vigore il c.d. \u201ccodice Rosso\u201d il quale ha introdotto, tra l\u2019altro, il nuovo reato \u201cdi deformazione dell\u2019aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, sanzionato con la reclusione da otto a quattordici anni. Quando, per effetto del delitto in questione, si provoca la morte della vittima, la pena \u00e8 l\u2019ergastolo\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Le leggi e le campagne di sensibilizzazione sono fondamentali, tuttavia \u00e8 necessario innanzitutto non lasciare sole le vittime e soprattutto condannare e denunciare qualunque atto discriminatorio e\/o violento in qualunque ambiente perpetrato: lavoro, scuola, famiglia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Ancora una volta l\u2019arma pi\u00f9 forte per combattere questo tipo di violenze \u00e8 rappresentata da un radicale cambiamento culturale. La strada \u00e8 lunga e c\u2019\u00e8 ancora tanto da fare, ma storie come quelle di Lucia Annibali e di Hatshepsut ci dimostrano che le donne forti si piegano, ma non si spezzano n\u00e9 cancellano mai!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><span style=\"font-size: 10pt\">Lucia Sacco, Dirigente Sindacale First Cisl Emilia Centrale.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">In copertina: \u201cLe lacrime di Freyja\u201d di Anne Marie Zilberman, particolare.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"lotto-mensilmente-lotto-mensimlmente\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1570789655\"\r\n\t            data-title=\"Volti cancellati: Lucia Annibali e Hatshepsut\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/emiliaromagna\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una moderna disciplina nota come morfopsicologia afferma che \u00e8 possibile svelare l\u2019indole delle persone attraverso lo studio delle forme del volto. 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