{"id":4854,"date":"2024-01-27T08:47:45","date_gmt":"2024-01-27T07:47:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/deutschebank\/?p=4854"},"modified":"2025-01-20T18:35:47","modified_gmt":"2025-01-20T17:35:47","slug":"il-treno-per-la-memoria-viaggio-nel-dolore-di-auschwitz-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/deutschebank\/2024\/01\/27\/il-treno-per-la-memoria-viaggio-nel-dolore-di-auschwitz-2\/","title":{"rendered":"Il Treno per la Memoria: Viaggio nel dolore di Auschwitz."},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: center\">Nel giorno della memoria ripercorriamo le emozioni vissute dal nostro compianto Segretario Maurizio Gemelli nel suo viaggio ad Auschwitz.<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center\"><em><strong>Il Treno per la Memoria: Viaggio nel dolore di Auschwitz.\u00a0<\/strong><\/em><\/h3>\n<p><em>Il viaggio inizia in una giornata di sole caldo. Ci troviamo tutti alla Stazione Centrale di Milano e gi\u00e0\u00a0<\/em><em>appare evidente a tutti che c\u2019\u00e8 un qualcosa di unico. Siamo in tanti, tantissimi sul Binario 21,\u00a0<\/em><em>l\u2019atmosfera somiglia a quella di una gita qualunque ma\u2026qualcosa ti dice che non \u00e8 cos\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><em>Si, l\u2019inizio \u00e8 quello classico: assegnazione dei posti, cestino (con panini ), foto di ragazzi che ridono\u00a0<\/em><em>e si spintonano\u2026ma non \u00e8 solo questo. Ti accorgi che stai per partire per un viaggio diverso, unico.<\/em><\/p>\n<p><em>Saliamo sul treno e ci guardiamo intorno. Tanti ragazzi e tanti adulti (ci chiamano \u201cdiversamente\u00a0<\/em><em>giovani\u201d ed \u00e8 un epiteto che in fondo ci piace). Qualcuno legge, qualcuno intona un canto (non\u00a0<\/em><em>manca qualche inno calcistico) ma poi\u2026un po\u2019 alla volta cominciamo a sfogliare il materiale che \u00e8\u00a0<\/em><em>stato inserito nelle buste consegnateci insieme ai panini e allora ci fermiamo tutti: sono brevi note\u00a0<\/em><em>sui posti che andremo a visitare ma soprattutto sono racconti di quello che sono (e soprattutto\u00a0<\/em><em>sono stati) i Campi di Concentramento e di Sterminio.<\/em><\/p>\n<p><em>Ed \u00e8 allora che sentiamo che non stiamo partendo per la solita gita di gruppo. I pensieri si\u00a0<\/em><em>accalcano nella mente e un velo di tristezza ti attacca alla gola.<\/em><em>Poi il treno parte e ricominciamo a sentire i cori e gli sfott\u00f2 tra i ragazzi e in fondo un po\u2019 ti fa\u00a0<\/em><em>piacere ascoltarli, ti aiutano a distrarti un attimo da quelle pagine di dolore.<\/em><\/p>\n<p><em>Il viaggio \u00e8 lungo, lunghissimo\u2026sembra non finire mai. Alterniamo qualche chiacchiera tra noi al\u00a0<\/em><em>primo morso sul panino che ti ricorda le gite della scuola e ti sembra anche quello un modo per\u00a0<\/em><em>ricordare che eravamo giovani anche noi non molto tempo fa.<\/em><\/p>\n<p><em>La notte passa dormendo (o cercando di farlo) nelle cuccette e al mattino\u2026l\u2019odore del caff\u00e8 dallo\u00a0<\/em><em>scompartimento accanto ci d\u00e0 la scossa per alzarci nella nebbia fredda che bacia i finestrini del\u00a0<\/em><em>treno e ci dice che siamo gi\u00e0 quasi arrivati. Quasi per\u00f2\u2026siamo ancora nella Repubblica ceca e\u00a0<\/em><em>quell\u2019ultimo tratto che ci separa da Cracovia sembra davvero interminabile e non vedi l\u2019ora di\u00a0<\/em><em>scendere dal treno. E ti senti in colpa pensando che in fondo stiamo viaggiando al caldo e che\u00a0<\/em><em>nulla\u2026NULLA \u00e8 paragonabile al viaggio che altri hanno fatto proprio l\u00ec 60 anni fa. Ma l\u2019uomo \u00e8\u00a0<\/em><em>cos\u00ec: in quel momento le gambe fanno male e pensi solo a te e al fatto che ti meriti un riposo.<\/em><\/p>\n<p><em>Cracovia infine emerge dalla nebbiolina e si scende. Ci portano in visita al centro e al pomeriggio\u00a0<\/em><em>ai luoghi che hai visto in tanti film. La Fabbrica di Schindler, il Quartiere Ebraico, il Ghetto e ci\u00a0<\/em><em>sembra che in quei posti in fondo ci sei gi\u00e0 stato. Potere evocativo dei Film, dei Documentari e dei\u00a0<\/em><em>libri che hai letto. Qualcosa appare addirittura cos\u00ec familiare da lasciarti nel dubbio di aver anche\u00a0<\/em><em>vissuto in quei posti, ma poi ti scuoti e pensi che \u00e8 solo a causa della \u201cforza\u201d dei fatti qui accaduti.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019indomani \u00e8 la volta dei Campi e partiamo col bus pensando di sapere gi\u00e0 quello che vedremo. Ma\u00a0<\/em><em>non \u00e8 cos\u00ec. Quei luoghi (a differenza dei luoghi di Cracovia) non riesci neanche ad immaginarteli.\u00a0<\/em><em>Anche se li hai visti decine di volte in Tv o al cinema\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>La scritta all\u2019ingresso forse si. Quella almeno a me fa l\u2019effetto di un qualcosa gi\u00e0 tante volte visto e\u00a0<\/em><em>confesso che non mi colpisce pi\u00f9 di tanto (in quel momento odio la Tv e il fatto che rende quasi\u00a0<\/em><em>\u201cnormale\u201d anche il pi\u00f9 brutale dei crimini, anestetizzandoti in un certo senso verso il dolore e i <\/em><em>drammi collettivi).<\/em><\/p>\n<p><em>Ma bastano pochi minuti: la vista delle celle, della camera a gas e quei poveri resti di abiti, occhiali,\u00a0<\/em><em>capelli strappati alla vittime prima di inviarli ai forni\u2026 tutto questo ti fa bloccare il respiro. E ti\u00a0<\/em><em>accorgi che, per quanto naturale, sono le immagini dei bambini che ti colpiscono di pi\u00f9: la foto di\u00a0<\/em><em>una bambina che piange senza lacrime si stampa nella mente e non riesci a dimenticarla pi\u00f9 (ma\u00a0<\/em><em>in fondo non vuoi dimenticarla perch\u00e9 NON DEVI dimenticarla).\u00a0<\/em><em>E la nostra Guida rievoca pagine di orrore che non possono e non devono essere dimenticate.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel desolato piazzale di Birkenau-Auschwitz 2, circondato dal filo spinato, poi assistiamo\u00a0<\/em><em>ammutoliti ad una celebrazione di alcuni ragazzi che vengono da Israele e poi ci siamo noi, con la\u00a0<\/em><em>corona di fiori di CISL e CGIL e il racconto toccante di alcuni ragazzi.<\/em><\/p>\n<p><em>La Cerimonia si svolge in un clima irreale, in un silenzio che fa quasi male alle orecchie sferzate\u00a0<\/em><em>anche da un vento gelido.\u00a0<\/em><em>Poi, ci incamminiamo per tornare verso il Portone, quel Portone che in tutto il mondo \u00e8 il simbolo\u00a0<\/em><em>di Birkenau-Auschwitz 2 e costeggiamo i binari. Lo facciamo lentamente, a dispetto del vento che\u00a0<\/em><em>quasi ci spinge indietro.<\/em><\/p>\n<p><em>I ragazzi, anche i ragazzi che il giorno prima avevano negli occhi la luce della vita e la gioia della\u00a0<\/em><em>loro et\u00e0 avevano, in quel tratto di strada lungo quei binari, una cupezza mai vista. Incredulit\u00e0,\u00a0<\/em><em>dolore, stupore dipinti sulla faccia di ognuno di noi e nessuno osa parlare. Nessuna parola pu\u00f2\u00a0<\/em><em>rappresentare quello che abbiamo visto, solo vengono in mente le parole di Primo Levi:<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Maurizio Gemelli<\/em><\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"filo-diretto,in-primo-piano\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1706345265\"\r\n\t            data-title=\"Il Treno per la Memoria: Viaggio nel dolore di Auschwitz.\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/deutschebank\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel giorno della memoria ripercorriamo le emozioni vissute dal nostro compianto Segretario Maurizio Gemelli nel suo viaggio ad Auschwitz. Il Treno per la Memoria: Viaggio nel dolore di Auschwitz.\u00a0 Il viaggio inizia in una giornata di sole caldo. 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