{"id":4686,"date":"2023-09-27T18:51:57","date_gmt":"2023-09-27T16:51:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/deutschebank\/?p=4686"},"modified":"2023-09-27T18:51:57","modified_gmt":"2023-09-27T16:51:57","slug":"dati-first-cisl-su-italiaoggi-colombani-la-desertificazione-bancaria-non-e-causata-dalla-digitalizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/deutschebank\/2023\/09\/27\/dati-first-cisl-su-italiaoggi-colombani-la-desertificazione-bancaria-non-e-causata-dalla-digitalizzazione\/","title":{"rendered":"Dati First Cisl su ItaliaOggi. Colombani: la desertificazione bancaria non \u00e8 causata dalla digitalizzazione"},"content":{"rendered":"<p>Prosegue l\u2019interesse sul tema della\u00a0<strong>desertificazione bancaria<\/strong>\u00a0rilanciato dallo studio \u201c<strong><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/2023\/09\/banche-un-percorso-lungo-30-anni-ora-sono-meno-della-meta-e-fuga-dai-territori-ma-la-digitalizzazione-non-decolla\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Banche 1993-2023: un cammino lungo 30 anni tra territorio, economia e societ\u00e0<\/a><\/strong>\u201d elaborato per First Cisl dalla Fondazione Fiba.\u00a0Ad occuparsi della riorganizzazione sul territorio delle banche italiane \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.italiaoggi.it\/news\/banche-in-fuga-ma-non-e-colpa-della-digitalizzazione-2613496\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ItaliaOggi<\/strong><\/a>\u00a0che pubblica un articolo di\u00a0<strong>Roxy Tomasicchio<\/strong>\u00a0dal titolo \u201cBanche in fuga (ma non \u00e8 colpa della digitalizzazione)\u201d.<\/p>\n<p>Per il quotidiano finanziario la digitalizzazione bancaria in Italia non decolla. Rapportata ad altri paesi europei si segnalano \u201cgravi ritardi nella diffusione dell\u2019internet banking, soprattutto nella popolazione pi\u00f9 matura\u201d. Eppure, \u201crispetto agli oltre mille (1.037) istituti di credito presenti in Italia nel 1993, ad oggi se ne contano 434. Non solo: il numero di sportelli ha raggiunto il picco nel 2008 (34.139) per poi iniziare una rapida discesa che non si \u00e8 ancora arrestata (20.909 a fine 2022 e nella prima parte del 2023 ne sono stati chiusi altri 593)\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQuesto l\u2019allarme \u2013 si legge ancora su Italia Oggi \u2013 contenuto nello studio \u201cBanche 1993 \u2013 2023: un cammino lungo 30 anni tra territorio, economia e societ\u00e0\u201d, realizzato dalla Fondazione Fiba e presentato nel corso del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/2023\/09\/banche-un-percorso-lungo-30-anni-ora-sono-meno-della-meta-e-fuga-dai-territori-ma-la-digitalizzazione-non-decolla\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Consiglio generale di First Cisl<\/a>. Stando ai dati, per numero di banche siamo in posizione migliore rispetto alla Francia (394), ma dietro a Polonia (573) e Austria (443). Ben distanziata c\u2019\u00e8 la Germania, dove hanno risposto all\u2019appello 1.381 banche. Ma attenzione: se non tenessimo in conto le 184 banche di credito cooperativo affiliate alle due capogruppo del credito cooperativo, saremmo sotto all\u2019Irlanda nella graduatoria dei Ventisette. Tutto ci\u00f2 \u2013 rimarca la giornalista Roxy Tomasicchio \u2013 considerando che, invece, il sistema bancario italiano storicamente \u00e8 stato molto \u201cpopoloso\u201d e caratterizzato da una forte connotazione territoriale, per ragioni geopolitiche (morfologia del territorio e la storia politica) ed economico-sociali (una grande quantit\u00e0 di micro imprese familiari, artigiane e di imprese piccole e medie nel settore industriale e dei servizi). Basti pensare che, secondo i dati Eba (l\u2019Autorit\u00e0 bancaria europea) riportati nello studio, nel 1998 l\u2019Italia era il terzo paese europeo per numero di banche (dopo Germania e Francia)\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_38860\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ItaliaOggi_20230925_FirstCisl_desertificazione_bancaria.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38860\" src=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ItaliaOggi_20230925_FirstCisl_desertificazione_bancaria-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"315\" height=\"446\" aria-describedby=\"caption-attachment-38860\" \/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-38860\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019articolo di ItaliaOggi<\/p>\n<\/div>\n<p>Nell\u2019evidenziare che la soppressione degli sportelli ha radici lontane che rimontano agli anni \u201990, nell\u2019articolo viene rimarcato come \u201c(\u2026) dagli ultimi dati dell\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-desertificazione-bancaria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl<\/a><\/strong>\u00a0risulta che a giugno 2023 in Italia ci sono circa 4,3 milioni di persone e 249 mila imprese che risiedono in comuni nei quali non \u00e8 presente nessuna banca. Ma soprattutto risulta che altri 6 milioni di persone e 387 mila imprese risiedono in comuni con un solo sportello bancario. In percentuale, poi, si rilevano disparit\u00e0 elevate tra Nord e Sud: per le persone residenti in comuni senza sportelli si va dallo 0,78% dell\u2019Emilia Romagna al 36,45% del Molise. Per quelle residenti in comuni con un solo sportello dal 2,67% della Toscana al 31,72% della Sardegna\u201d.<\/p>\n<p>La riorganizzazione ha avuto conseguenze \u201cDa un punto di vista sociologico, negli ultimi anni, a cambiare \u00e8 stata la composizione demografica della popolazione. Italiani con pi\u00f9 di 65 anni (16%) e giovani sotto i 15 (15,1%) erano in equilibrio, oggi i primi (23,7%) hanno doppiato i secondi (12,8%). Questo invecchiamento della popolazione, unito al basso livello delle competenze digitali tra le classi di et\u00e0 pi\u00f9 alte, giustifica il basso ricorso all\u2019internet banking in Italia (48,3% della popolazione rispetto al 59,6% della media Ue). Tra gli over 65 si scende al 25,8%, contro la media Ue del 36,1%. Ma, come anticipato, non \u00e8 la digitalizzazione a causare la desertificazione bancaria. Infatti, la regione col minore utilizzo dell\u2019internet banking \u00e8 la Calabria (26,8%), che \u00e8 anche quella con il minore numero di sportelli ogni 100 mila abitanti (18). La regione pi\u00f9 \u201cdigitale\u201d \u00e8 il Trentino Alto Adige, che \u00e8 anche quella con il pi\u00f9 alto numero di sportelli (65)\u201d.<\/p>\n<p>Italia Oggi si pone dunque un interrogativo: \u201c(\u2026) quali sono gli effetti della riduzione del numero di banche? Una maggior concentrazione del sistema (\u00e8 la risposta ndr). La quota dei primi cinque gruppi italiani sul totale degli attivi supera ormai il 50%, contro il 46,4% della Francia e il 35% della Germania, essendo cresciuta di 24,9 punti dal 1999 al 2022. Un\u2019evoluzione che \u00e8 dovuta in larga parte al crollo del numero delle banche a matrice cooperativa. Le banche popolari erano 92 nel 1996, a fine 2022 erano appena 18. Nello stesso periodo le banche di credito cooperativo sono scese da 591 a 226\u201d.<\/p>\n<p>\u00abLa\u00a0<strong>territorialit\u00e0 delle banche<\/strong>\u00a0\u00e8 fondamentale per gestire la transizione digitale, un obiettivo cruciale per il Paese che va per\u00f2 perseguito senza mettere a rischio l\u2019inclusione sociale\u00bb, \u201cha commentato il segretario generale di First Cisl,\u00a0<strong>Riccardo Colombani<\/strong>\u201d, \u00abnon va dimenticato che la popolazione anziana utilizza poco i canali digitali e che in alcune aree del Paese l\u2019impossibilit\u00e0 di accedere a un servizio essenziale rappresenta un pericolo concreto di esclusione. La centralit\u00e0 delle banche per la vita delle comunit\u00e0 \u00e8 stata voluta dal governo durante la pandemia, quando hanno continuato ad assistere la clientela tenendo aperte le loro filiali ed erogando credito assistito dalle garanzie statali. La concentrazione del sistema cui abbiamo assistito soprattutto dopo la crisi di Lehman Brothers\u00bb, \u201cha concluso Colombani\u201d, \u00abera mirata, da parte delle autorit\u00e0 europee, ad assicurare stabilit\u00e0, ma ha avuto anche l\u2019effetto di indebolire il legame tra le banche e i territori. Questo legame va invece rafforzato attraverso\u00a0<strong>incentivi reputazionali ed economici<\/strong>. Al contrario, dobbiamo scongiurare i propositi di un\u2019ulteriore concentrazione del sistema bancario, perch\u00e9 aggraverebbe i danni di un disagio sociale sin troppo evidente\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/FirstCisl_20230919_Banche_1993-2023_un_cammino_lungo_30_anni.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>L\u2019analisi sulle banche con le tabelle esplicative<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-desertificazione-bancaria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L\u2019Osservatorio sulla desertificazione bancaria<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ItaliaOggi_20230925_FirstCisl_desertificazione_bancaria.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L\u2019articolo di ItaliaOggi<\/a><\/strong>:<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"in-primo-piano\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1695840717\"\r\n\t            data-title=\"Dati First Cisl su ItaliaOggi. 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