{"id":483,"date":"2017-05-24T10:00:58","date_gmt":"2017-05-24T08:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.firstcisl.it\/congresso2017\/?p=483"},"modified":"2017-05-15T19:03:44","modified_gmt":"2017-05-15T17:03:44","slug":"19-verso-un-ccnl-per-la-riscossione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/congresso2017\/2017\/05\/24\/19-verso-un-ccnl-per-la-riscossione\/","title":{"rendered":"#19 Verso un ccnl per la riscossione"},"content":{"rendered":"<p>Ai lavoratori del Gruppo Equitalia e di Riscossione Sicilia sono state applicate le previsioni del D.L. n. 78\/2010, convertito nella L. n. 122\/2010, recante le misure volte al \u201ccontenimento delle spese in materia di pubblico impiego\u201d, poich\u00e9 Equitalia e Riscossione Sicilia sono aziende ricomprese nell\u2019elenco Istat, redatto ai sensi del comma 3, art.1 della L. 31.12.2009, n.196, che individua le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato dello Stato.<\/p>\n<p>Sulla base di questo presupposto ai dipendenti del Gruppo sono state applicate le restrizioni economiche e normative che hanno visto, gi\u00e0 dal gennaio 2011, il mancato riconoscimento di diversi istituti economici legati a dinamiche retributive (avanzamenti automatici, scatti di anzianit\u00e0, indicizzazioni, etc.) ed hanno pregiudicato il rinnovo del CCNL, scaduto a dicembre 2010.<\/p>\n<p>Vane sono state le azioni legali intraprese dalle Organizzazioni Sindacali di categoria, che hanno contestato l\u2019impostazione della norma evidenziando anche come, impropriamente, un elenco redatto ai soli fini statistici sia poi stato utilizzato per fini giuridico-amministrativi ed a maggio 2014 il TAR del Lazio si pronunciava respingendo il ricorso per l\u2019annullamento del provvedimento; per il suo superamento, si \u00e8 dovuto attendere che il 24 giugno 2015 la Corte Costituzionale si pronunciasse sul verificarsi della sopravvenuta illegittimit\u00e0 costituzionale della legge 122\/2010 che spiegava i suoi effetti a seguito della pubblicazione della sentenza avvenuta il 29 luglio 2015; nel frattempo, tutti i risparmi conseguiti erano stati girati direttamente al bilancio dello Stato, senza alcun riconoscimento ai lavoratori.<\/p>\n<p>La trattativa di armonizzazione contrattuale, che ha portato alla sottoscrizione di un integrativo unico a gennaio 2014, si \u00e8 pertanto svolta in questo contesto, con una controparte che all\u2019obiettivo condivisibile di armonizzare i trattamenti integrativi dei lavoratori di Equitalia ha unito l\u2019obiettivo di ridurre il costo del lavoro.<\/p>\n<p>Il percorso contrattuale \u00e8 stato, quindi, lento e conflittuale e, solo a seguito della disdetta formale degli accordi preesistenti a dicembre 2013, siamo riusciti a siglare un accordo, che con tutti i suoi i limiti, ha dotato il gruppo di un impianto normativo uniforme, salvaguardando anche gli istituti in maturazione, ma ha avuto altres\u00ec un elevato costo per i colleghi provenienti da aziende con livelli retributivi pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p>Riguardo al CCNL il rinnovo non \u00e8 pi\u00f9 procrastinabile, per adeguare al potere d\u2019acquisto le retribuzioni ferme ormai da otto anni e per superare un impianto normativo che sotto alcuni aspetti non \u00e8 pi\u00f9 aderente alle mutate necessit\u00e0 della categoria.<\/p>\n<p>Un barlume di speranza si era avuto quando, ad aprile 2016, dopo ben otto anni, si era finalmente aperto il confronto per il rinnovo del CCNL di categoria, per il quale l\u2019azienda sosteneva la \u201cnecessit\u00e0 di voler procedere a tappe veloci per avere un quadro gi\u00e0 definito nella fase di avvio della New Co\u201d seppure dichiarando di avere risicatissimi spazi economici di negoziazione causa il negativo impatto della riduzione dei ricavi derivante dalla diminuzione dell\u2019aggio e della dichiarata scelta del Governo di una riduzione complessiva della spesa.<\/p>\n<p>Nei pochi momenti di confronto sviluppati, la trattativa si \u00e8 peraltro mostrata difficile per la distanza tra le esigenze manifestate dall\u2019azienda e gli obiettivi del sindacato, primo fra tutti il recupero del potere d\u2019acquisto delle retribuzioni, ferme dal 2011, arenandosi successivamente a causa delle dichiarazioni del Governo in merito all\u2019accelerazione della riforma di Equitalia.<\/p>\n<p>A tutt\u2019oggi non \u00e8 stato possibile riprendere il confronto e in marzo l\u2019azienda ha ne subordinato la ripresa all\u2019emanazione dello statuto del nuovo Ente, in quanto in esso dovranno essere fissati i principi generali di funzionamento anche rispetto alla remunerazione dell\u2019attivit\u00e0 ed ai complessivi oneri.<\/p>\n<p>Al mancato esisto del rinnovo contrattuale si deve purtroppo aggiungere, dal lato negoziale, un ulteriore elemento di forte criticit\u00e0 deriva dall\u2019irrisolta questione della proposta di riforma del regolamento del cosiddetto Fondo Esattoriali in una forma di previdenza aggiuntiva alla pensione volta a garantire una prestazione a tutti gli iscritti al raggiungimento del requisito pensionistico.<\/p>\n<p>L\u2019accordo del 24 novembre 2011 ne ha definito l\u2019articolato (il progetto \u00e8 stato presentato a firma congiunta OOSS e Equitalia); successivamente, si \u00e8 dovuta attendere la rivisitazione delle condizioni attuative e degli effetti economici del progetto di riforma alla luce delle novit\u00e0 introdotte dalla \u201criforma Fornero\u201d (Legge 92\/2012), al fine di verificare la capacit\u00e0 di tenuta finanziaria del progetto.<\/p>\n<p>Purtroppo, l\u2019instabilit\u00e0 dei governi che si sono succeduti ha dettato sempre nuove priorit\u00e0 contribuendo a far si che il progetto di riforma, che da anni attende una valutazione da parte del Ministero del Lavoro, non decollasse.<\/p>\n<p>Ad oggi, il comma 9 bis dell\u2019art.1 DL 193\/2016, introduce di fatto \u2013 per legge \u2013 la scelta di rivedere il Fondo ed ancorch\u00e9 la sua scritturazione veloce ed approssimativa non ci agevoli il compito, \u00e8 nostra ferma volont\u00e0 trasformarlo in un trattamento aggiuntivo alla pensione.<\/p>\n<p>In tutto questo, la macchina della ristrutturazione del gruppo non si \u00e8 arrestata; tuttavia, le continue riorganizzazioni, tutte nate con l\u2019obiettivo dichiarato di rendere pi\u00f9 efficiente la macchina organizzativa e migliorare il rapporto con il contribuente, non hanno raggiunto l\u2019obiettivo e si possono considerare, sotto questo aspetto, un fallimento.<\/p>\n<p>Parimenti fallimentari si sono rivelate le riorganizzazioni dal lato dei lavoratori, oltretutto considerato che a nulla sono serviti gli applicativi elaborati per migliorare la funzionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Appare pertanto urgente una inversione di tendenza rispetto alle dinamiche che hanno costretto gli addetti della riscossione a ritmi stressanti, talora determinando anche situazioni di estrema gravit\u00e0 dal punto di vista della sicurezza dei colleghi.<\/p>\n<p>Un ulteriore tema che occorre affrontare \u00e8 quello dei ruoli e dello sviluppo di carriera dei cosiddetti professional nella riscossione digitale.<\/p>\n<p>L\u2019avvento della digitalizzazione ha interessato anche il servizio della riscossione, che \u00e8 stato scosso in profondit\u00e0, sino a giungere alla situazione odierna, dove la tradizionale figura dell\u2019esattore \u00e8 stata sostituita dall\u2019Agente della Riscossione; i nuovi professional della riscossione, oggi, devono essere in grado di realizzare risultati con procedure digitalizzate e possedere un bagaglio di qualit\u00e0, cultura e preparazione che va continuamente adattato al contesto di riferimento ed alla percezione che, della loro azione, ha la societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Siamo pertanto in un contesto in qualche modo assimilabile a quello che si ebbe a vivere nei primi anni \u201990 con la soppressione della categoria dei \u201ccollettori\u201d della riscossione, che fece perdere al personale direttivo di allora la connotazione di esperti tecnici nel recupero coattivo dei crediti pubblici; in un tale frangente, tocc\u00f2 proprio al personale direttivo governare la metamorfosi del sistema, facendo emergere attitudini manageriali del tutto nuove per il settore esattoriale, quali capacit\u00e0 di contrattazione, di coordinamento e gestione dei pi\u00f9 complessi rapporti fra attivit\u00e0 svolte all\u2019interno della struttura ed attivit\u00e0 funzionali svolte da fornitori di servizi esterni e, quindi, non pi\u00f9 sotto stretto controllo.<\/p>\n<p>Da allora si sono succedute varie riorganizzazioni, tutte preannunciate da modifiche legislative che hanno ampliato di molto le scelte discrezionali del personale direttivo nella gestione delle procedure coattive, pervenendo alla situazione attuale nella quale i professional sono chiamati ad eseguire attente valutazioni di costi e benefici ed oculate analisi dei rischi potenziali in uno scenario nel quale la continua digitalizzazione dei processi ha aggravato la complessit\u00e0 decisionale, poich\u00e9 quasi tutte le lavorazioni derivano da preliminari elaborazioni informatiche di enormi masse di dati, rivenienti da archivi non sempre omogeneamente confrontabili fra di loro (appare evidente che in queste informazioni massive si possano nascondere insidie di ogni tipo: errori, errate interpretazioni dei software, carenze di aggiornamento, vetust\u00e0, dati parziali o poco leggibili).<\/p>\n<p>I nuovi professional della riscossione si trovano quindi, a loro rischio e pericolo, a dover continuamente interpretare, valutare, intuire le informazioni partendo talvolta da tabulati e videate con dati abnormi.<\/p>\n<p>Occorre pertanto riconoscere ai professional della riscossione le migliori opportunit\u00e0 per l\u2019arricchimento delle conoscenze inerenti campi che vanno dall\u2019informatica, alle competenze giuridiche di settore, alla capacit\u00e0 di leadership, alla comunicazione, all\u2019analisi dei rapporti umani, alla conoscenza dei meccanismi contabili, mediante investimenti in percorsi di studio e di continuo aggiornamento professionale.<\/p>\n<p>Da ultimo, ma non certo per rilevanza, anche nel settore della riscossione vi \u00e8 la necessit\u00e0 di un investimento progettuale in materia di partecipazione organizzativa dei lavoratori alla vita dell\u2019impresa.<\/p>\n<p>Siamo infatti convinti che anche nel campo dei pubblici servizi, ove opera il principio della doverosit\u00e0 nell\u2019erogazione e della riserva di legge nella regolazione, ci sia sempre pi\u00f9 bisogno di coinvolgere i lavoratori nelle scelte che riguardano la gestione aziendale.<\/p>\n<blockquote><p><em>Oggi non \u00e8 che un giorno qualunque<\/em><br \/>\n<em>di tutti i giorni che verranno,<\/em><br \/>\n<em>ma ci\u00f2 che farai in tutti i giorni che verranno<\/em><br \/>\n<em>dipende da quello che farai oggi.<\/em><br \/>\n<em>(Ernest Hemingway)<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"tesi-congressuali\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1495620058\"\r\n\t            data-title=\"#19 Verso un ccnl per la riscossione\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/congresso2017\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ai lavoratori del Gruppo Equitalia e di Riscossione Sicilia sono state applicate le previsioni del D.L. n. 78\/2010, convertito nella L. n. 122\/2010, recante le misure volte al \u201ccontenimento delle spese in materia di pubblico impiego\u201d, poich\u00e9 Equitalia e Riscossione Sicilia sono aziende ricomprese nell\u2019elenco Istat, redatto ai sensi del comma 3, art.1 della L. 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