{"id":454,"date":"2017-05-21T08:00:45","date_gmt":"2017-05-21T06:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.firstcisl.it\/congresso2017\/?p=454"},"modified":"2017-05-20T10:07:41","modified_gmt":"2017-05-20T08:07:41","slug":"11-cooperfirst-la-specializzazione-della-rappresentanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/congresso2017\/2017\/05\/21\/11-cooperfirst-la-specializzazione-della-rappresentanza\/","title":{"rendered":"#11 Cooperfirst: la specializzazione della rappresentanza"},"content":{"rendered":"<p>La scelta operata dalla FIRST CISL di specializzare la rappresentanza si \u00e8 dimostrata e rimane vincente.<\/p>\n<p>Nel mondo del Credito Cooperativo, la stagione inedita all\u2019orizzonte certamente ricca di enormi sfide, la cui portata \u00e8 pari, solamente, all\u2019inconsapevolezza e inadeguatezza con la quale in troppi la stanno approcciando, conferma la necessit\u00e0 di una forma di rappresentanza che, all\u2019interno di una visione solidaristica tipicamente confederale, sappia proporsi in modo competente, specialistico e organizzativamente efficiente.<\/p>\n<p>Inoltre, occorre essere consapevoli che l\u2019epoca in divenire sovvertir\u00e0 molte delle identit\u00e0 collettive (soggettivit\u00e0) conosciute e delle certezze ad esse riconducibili, per tutti i livelli professionali; la rappresentanza collettiva dovr\u00e0 farsene carico in termini di modello, di prossimit\u00e0, di allargamento dei propri tradizionali confini anche relativamente ai servizi.<\/p>\n<p>Al tavolo negoziale, i comportamenti orientati irresponsabilmente alla massimizzazione di effimeri vantaggi contingenti, tra cui quelli di talune espressioni datoriali che da un lato continuano a reiterare schemi gestionali totalmente disancorati dalla realt\u00e0 e dall\u2019altro issano, velleitariamente, la bandiera di una mal intesa autonomia da tutto e da tutti, sono incompatibili con la responsabilit\u00e0 verso i lavoratori, la propria azienda, i propri soci, i propri dipendenti e la propria comunit\u00e0.<\/p>\n<p>In varie occasioni, nel corso dei confronti unitari e delle procedure di crisi nelle aziende di settore, si sono evidenziati comportamenti regressivi<strong>,<\/strong> avulsi dal merito, che integrano una degenerazione dialettica senza precedenti; assistiamo oramai sistematicamente ad atteggiamenti che negano la realt\u00e0 e di chiara impostazione speculativa: anch\u2019essi sono la conseguenza del venir meno delle condizioni sulle quali in passato era prosperata l\u2019autoreferenzialit\u00e0 nel sistema.<\/p>\n<p>Dovremo misurarci con queste condizioni, che temiamo non siano risolvibili nel breve periodo, poich\u00e9 anch\u2019esse fanno parte degli effetti del crollo di un \u201csistema\u201d; tuttavia, le grandi scansioni storiche riservano sempre anche delle opportunit\u00e0: occorre saperle prevedere, analizzare e valorizzare.<\/p>\n<p>La felice intuizione organizzativa di Cooperfirst, gi\u00e0 dimostratasi attrattiva per tante persone che hanno scelto di condividere questo progetto di una rappresentanza moderna, innovativa, ma nel solco del riformismo costitutivo della CISL, potr\u00e0 esprimere ulteriormente il proprio potenziale se evolver\u00e0 di pari passo con i cambiamenti in atto, che modificheranno nel profondo e in tempi non lunghi l\u2019architettura del Credito Cooperativo, quindi anche gli assetti, i comportamenti e le prassi, i riferimenti storicamente consolidati.<\/p>\n<p>Per queste ragioni, bisogner\u00e0 mantenere in stretta connessione: l\u2019orientamento strategico, il presidio negoziale, la modulazione della struttura organizzativa e operativa, la crescita del quadro sindacale ed un rinnovato protagonismo sui posti di lavoro sia in termini di presenza, sia attraverso una comunicazione maggiormente efficace.<\/p>\n<p>Abbiamo anticipato i tempi: ora occorre non disperdere questo vantaggio; per centrare quest\u2019obiettivo Cooperfirst dovr\u00e0 agire in modo organico, coeso e programmatico, privilegiando rapporti di merito e stabili; servir\u00e0 anche maggiore reattivit\u00e0, una rinnovata militanza ed una tensione quotidiana alla crescita associativa, che \u00e8 alla nostra portata: dipende soprattutto da noi.<\/p>\n<p>Mentre la stagione della contrattazione di secondo livello, sostanzialmente finalizzata alla determinazione dei premi di produttivit\u00e0, pur con le difficolt\u00e0 del caso, si avvia ad una positiva conclusione, l\u2019approdo del rinnovo del CCNL \u00e8 ancora incerto nelle modalit\u00e0 e nei tempi.<\/p>\n<p>Archiviata la stagione delle disdette e delle minacciate disapplicazioni del CCNL, prive di ogni utilit\u00e0 e buon senso, occorrer\u00e0 comprendere se l\u2019evoluzione del modello del \u201cnuovo Credito Cooperativo\u201d auspicabilmente stabilizzato, sar\u00e0 conciliabile con l\u2019attuale assetto delle relazioni industriali e della contrattualistica di settore; in prospettiva<strong>,<\/strong> s\u2019imporr\u00e0 comunque un loro ripensamento, ma come sosteniamo da tempo nell\u2019immediato sarebbe pi\u00f9 utile concentrarsi sulla creazione di strumenti aggiuntivi a tutela dell\u2019occupazione e della mobilit\u00e0, soprattutto professionale, che conseguir\u00e0 alle trasformazioni in gestazione.<\/p>\n<p>Occorre inoltre considerare, che gi\u00e0 a partire dalla fase di transizione verso il Gruppo Bancario si sommeranno alle criticit\u00e0 rivenienti dai problemi gi\u00e0 evidenziati, anche la prevedibile razionalizzazione degli sportelli, della filiera associativa, delle societ\u00e0 e del numero delle banche; sar\u00e0 un processo non lineare perch\u00e9 non governato da una unica regia, quindi pi\u00f9 articolato e impegnativo.<\/p>\n<p>Molti degli strumenti utili a governare la fase sono gi\u00e0 stati pensati e previsti, basta realizzarli; in buona parte sono contenuti nelle previsioni del CCNL 2012, ma dovranno essere integrati; la recente estensione temporale a sette anni effettuata dal Governo, delle prestazioni straordinarie previste dall\u2019ammortizzatore di settore (in analogia a quelle del Credito ordinario), ne amplia formalmente e positivamente la capacit\u00e0 di risposta in una prospettiva di forti tensioni occupazionali, ma evidenzia due ordini di problemi: di sostenibilit\u00e0 e di equit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel primo caso, stante la situazione reddituale delle BCC, \u00e8 evidente quale sia il tema; per quanto concerne invece l\u2019equit\u00e0 occorre porre rimedio ad alcuni limiti dello strumento, a cominciare da anomalie come quella fiscale e di incumulabilit\u00e0 di pi\u00f9 redditi.<\/p>\n<p>Le opportunit\u00e0, anche quando non sono immediatamente immaginabili o a portata di mano, bisogna saperle intuire per coglierle appieno; siamo certi che il modello cooperativo mutualistico mantenga intatte tutte le proprie potenzialit\u00e0, purch\u00e9 l\u2019integrazione funzionale consenta il superamento degli attuali limiti strutturali, ne preservi le peculiarit\u00e0 e sviluppi un sistema partecipativo che innervi il modello.<\/p>\n<p>La cooperazione ha nel proprio dna tale orientamento inespresso, ma per il futuro occorrer\u00e0 che diventi, tra gli altri, uno dei fattori di specificit\u00e0 competitiva: tutti gli attori in causa dovranno dimostrare di esserne all\u2019altezza.<\/p>\n<p>A queste condizioni si pu\u00f2 impostare e poi realizzare un nuovo ciclo di crescita, anche occupazionale, che legittimi la cooperazione di credito tra gli attori a pieno titolo del sistema bancario italiano e non solamente; nel durante occorrer\u00e0 gestire un disallineamento temporale tra il tempo degli effetti della crisi, quello della trasformazione e la nascita di nuove opportunit\u00e0 per il quale occorrono, appunto, strumenti straordinari.<\/p>\n<p>Propendiamo, anche in prospettiva futura, per l\u2019esistenza di un doppio canale, imprenditoriale e associativo, che possano assolvere, rispettivamente, a compiti specialistici di tipo industriale (il gruppo bancario e la capogruppo) e di rappresentanza, vigilanza e sviluppo cooperativo, studi, promozione della mutualit\u00e0, della bilateralit\u00e0 e della cooperazione (il livello federale).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una comunanza straordinaria d\u2019identit\u00e0 valoriale elettiva tra la CISL e la Cooperazione mutualistica, che riteniamo possa esprimersi anche in forme innovative di interlocuzione e di servizi: ci proponiamo di sperimentarle anche al di fuori dei tradizionali luoghi della rappresentanza.<\/p>\n<p>Se ci si candida ad essere ulteriormente protagonisti nella grandi fasi di cambiamento &#8211; e riteniamo di averne piena legittimit\u00e0, ma anche il preciso dovere &#8211; occorre che vi sia una sostanziale assunzione di responsabilit\u00e0 di tutti, nessuno escluso e gli investimenti conseguenti.<\/p>\n<p>A queste condizioni un \u201cnew deal\u201d della rappresentanza e della rappresentativit\u00e0 nel settore, con al centro la crescita, l\u2019occupazione, una forma di localismo mutualistico moderno e virtuoso, la persona ed un protagonismo responsabile del lavoro, \u00e8 possibile e alla portata.<\/p>\n<blockquote><p><em>L\u2019organizzazione dipinge il proprio scenario, <\/em><br \/>\n<em>lo osserva con il binocolo <\/em><br \/>\n<em>e cerca di trovare un sentiero nel paesaggio<\/em><br \/>\n<em>(Karl E. Weick)<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"tesi-congressuali\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1495353645\"\r\n\t            data-title=\"#11 Cooperfirst: la specializzazione della rappresentanza\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/congresso2017\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scelta operata dalla FIRST CISL di specializzare la rappresentanza si \u00e8 dimostrata e rimane vincente. 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