{"id":436,"date":"2017-05-18T08:00:16","date_gmt":"2017-05-18T06:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.firstcisl.it\/congresso2017\/?p=436"},"modified":"2017-05-15T13:40:14","modified_gmt":"2017-05-15T11:40:14","slug":"5-assicurativi-e-bancari-verso-una-fusione-contrattuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/congresso2017\/2017\/05\/18\/5-assicurativi-e-bancari-verso-una-fusione-contrattuale\/","title":{"rendered":"#5 Assicurativi e bancari verso una fusione contrattuale?"},"content":{"rendered":"<p>La difficile conclusione dell&#8217;ultimo CCNL ANIA, pur con risultati apprezzati dalle assemblee dei lavoratori, descrive gli esiti di una situazione che, a lungo andare, sta diventando insostenibile.<\/p>\n<p>Il comparto assicurativo ha avuto negli ultimi anni una significativa crescita, soprattutto grazie alle attivit\u00e0 legate ai rami vita, che hanno lungamente beneficiato anche della progressiva perdita di fiducia dei cittadini nei confronti delle offerte di gestione del risparmio provenienti, tradizionalmente, dal settore bancario.<\/p>\n<p>In questo contesto di crescita, per\u00f2, non altrettanta efficienza \u00e8 stata messa in campo nei rami danni, dove a incidere negativamente sulla gestione economica gravano sostanzialmente due fattori: da una parte la crescente evasione dell&#8217;obbligo di assicurazione RC auto, i cui premi hanno raggiunto livelli talvolta incompatibili con il reddito delle persone e con il valore delle autovetture assicurate, dall&#8217;altra la perniciosit\u00e0 delle calamit\u00e0 naturali, sempre pi\u00f9 frequenti e sempre pi\u00f9 devastanti anche a causa dell&#8217;incuria e dell&#8217;arbitrio con cui vengono gestiti il territorio urbano e, pi\u00f9 in genere, l&#8217;ambiente; \u00e8 inoltre ampio il divario nel ricorso alle assicurazioni danni tra Italia ed Europa e questo se da un lato rappresenta un potenziale spazio di mercato ancora presente nel nostro Paese, dall\u2019altro evidenzia anche un gap culturale difficile da colmare.<\/p>\n<p>In questi anni le compagnie si sono fra l&#8217;altro misurate con l&#8217;avvento delle polizze on-line, offerte sul mercato a prezzi competitivi anche grazie ai motori di ricerca che eseguono automaticamente e in tempo reale le comparazioni tariffarie sui prodotti richiesti.<\/p>\n<p>I servizi di assistenza on-line o tramite call center hanno inoltre abbassato il livello di relazione col cliente limitando i costi del confezionamento dell&#8217;offerta, ma anche, di fatto, annichilendo la possibilit\u00e0 di offrire un proattivo apporto consulenziale nell\u2019indicare al cliente soluzioni complementari o alternative rispetto a quelle da lui immaginate.<\/p>\n<p>Fatto \u00e8 che, nonostante innegabili vantaggi sul costo del lavoro, le compagnie, stanno progressivamente riconsiderando la convenienza ad operare on-line o tramite call center, visti i risultati non esaltanti delle gestioni e verificato anche il fatto che i clienti sembrano preferire il mantenimento di uno status ibrido tra l&#8217;utilizzo dell&#8217;assistenza on-line o telefonica e il contatto diretto e personale con l&#8217;agente.<\/p>\n<p>Con l&#8217;ultimo CCNL, per salvaguardare l&#8217;occupazione e dare prospettiva ai lavoratori di questi comparti, si \u00e8 provveduto, da una parte, a rafforzare le tutele contrattuali (mediante l\u2019applicazione del CCNL ANIA) e salariali ad essi destinate e, dall&#8217;altra, ad aumentare le fungibilit\u00e0 degli stessi lavoratori, costituendo le condizioni per un loro utilizzo pi\u00f9 flessibile ed adattabile alle variazioni di contesto a cui certamente stiamo andando incontro.<\/p>\n<p>Va peraltro ricordato che, diversamente dalle banche, la rete delle compagnie d&#8217;assicurazione \u00e8 costituita quasi esclusivamente da agenti esterni e che quindi, in caso di diminuzione dei margini delle attivit\u00e0, che si annuncia con una brusca inversione di tendenza nei dati di collocamento dei prodotti del ramo vita, i margini di elasticit\u00e0 nelle riorganizzazioni delle imprese sarebbero limitati, per lo pi\u00f9, proprio alla cessione degli appalti relativi alle attivit\u00e0 svolte attraverso call center.<\/p>\n<p>La prospettiva di ANIA sembra, per\u00f2, in ogni caso segnata.<\/p>\n<p>I gruppi assicurativi si sono ridotti a tre soggetti davvero rilevanti (Generali, Unipol e Allianz), un paio di minori (Zurigo e Cattolica) e altre piccolissime aziende. Di questi, Unipol ha da tempo deciso di lasciare l&#8217;associazione e, pur continuando ad applicarne il contratto, si \u00e8 estraniata dalla sua gestione.<\/p>\n<p>Nel frattempo alla presidenza dell&#8217;ANIA \u00e8 arrivata la dottoressa Bianca Maria Farina, oggi presidente di Poste SPA e allora gi\u00e0 amministratore delegato di Poste Vita SPA, creando il paradosso di un presidente proveniente da un&#8217;impresa che non applica il CCNL dell&#8217;associazione.<\/p>\n<p>Recentemente Intesa Sanpaolo, che con Intesa Sanpaolo Vita \u00e8 il primo driver nazionale del ramo, precedendo proprio Poste Vita, ha riaderito ad ANIA, da cui si era allontanata anni fa.<\/p>\n<p>L&#8217;intento ci pare palese: quello di compiere un definitivo avvicinamento tra ANIA e ABI nelle inevitabile prospettiva di una fusione delle due associazioni, per diversi motivi bisognose di reciproco rafforzamento.<\/p>\n<p>Il comparto deve quindi prepararsi a perdere, con ogni probabilit\u00e0, la propria autonomia contrattuale, immaginando che un unico contratto banche-assicurazioni possa in futuro dare ai lavoratori di entrambi i comparti maggiore affidabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che per\u00f2 non deve essere persa di vista in questa delicata fase \u00e8 la necessit\u00e0 di non limitarsi ad una fusione contrattuale, ma di costruire un modello condiviso di sviluppo delle tutele e dell&#8217;occupazione nei due comparti.<\/p>\n<p>Non si tratta, infatti, di abbandonare la visione profonda e specifica che \u00e8 propria della singola gestione delle peculiarit\u00e0 di un comparto, ma di consentire l&#8217;allargamento del perimetro e dell&#8217;orizzonte negoziali ponendo &#8220;tutti i lavoratori degli stessi lavori&#8221; sul medesimo piano di tutele e possibilit\u00e0 di relazioni sindacali.<\/p>\n<p>Si tratta, dunque, di realizzare un nuovo progetto di rappresentanza del mondo finanziario e non solo di realizzare un nuovo contratto.<\/p>\n<p>Per farlo occorrer\u00e0, a nostro avviso, avviare un tavolo di confronto sui modelli contrattuali del nuovo sistema, trovando soluzioni che rendano compatibili e complementari l&#8217;allargamento del perimetro della contrattazione nazionale con il dettaglio delle specificit\u00e0 dei comparti e delle aziende.<\/p>\n<p>Si tratta pertanto non solo di effettuare un lavoro di ricognizione, ma anche di stilare un progetto complessivo capace anche di adottare, laddove sia necessario, un ripensamento degli stessi modelli di servizio, come appare evidente nel caso delle reti, che potrebbero essere complessivamente riformulate, viste le incoerenze e le contraddizioni che si sono manifestate nel tempo sia nel modello delle agenzie in appalto delle assicurazioni che in quello degli sportelli capillari delle banche.<\/p>\n<p>Occorrer\u00e0 inoltre allargare, se non subito certamente in prospettiva, il confronto ed il coinvolgimento ad altri mondi concorrenti o complementari, come quello delle Poste e quello dei servizi tecnologici, poich\u00e9 l&#8217;unico risultato certo, nel tenere separati nel contratto e nella rappresentanza lavoratori che afferiscono allo stesso lavoro, \u00e8 il dumping degli uni sugli altri.<\/p>\n<p>Parlare quindi di prossima fusione dei contratti ci pare prematuro: occorre per\u00f2 certamente condividere e fondere i progetti di rappresentanza e di costruzione del lavoro in ambito finanziario come premessa per una successiva possibile fusione dei contratti.<\/p>\n<p>In tale direzione sar\u00e0 opportuno avviare una riflessione anche sulla semplificazione dello scenario sindacale dei comparti e sull&#8217;armonizzazione delle norme sulle relazioni e le agibilit\u00e0, per evitare di importare in un eventuale tavolo unico la somma di spinte corporative che potrebbero, peraltro, essere rivolte anche in direzioni non convergenti.<\/p>\n<p>Il futuro \u00e8 tutto da costruire, ma per farlo occorre certamente approdare ad una pi\u00f9 inclusiva dimensione negoziale e di rappresentanza.<\/p>\n<blockquote><p><em>Ci\u00f2 che per il bruco<br \/>\n\u00e8 la fine del mondo<br \/>\nper tutti gli uomini<br \/>\n\u00e8 l\u2019inizio della vita.<br \/>\n(Lao Tzu)<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"tesi-congressuali\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1495094416\"\r\n\t            data-title=\"#5 Assicurativi e bancari verso una fusione contrattuale?\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/congresso2017\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La difficile conclusione dell&#8217;ultimo CCNL ANIA, pur con risultati apprezzati dalle assemblee dei lavoratori, descrive gli esiti di una situazione che, a lungo andare, sta diventando insostenibile. 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