{"id":432,"date":"2017-05-17T08:00:48","date_gmt":"2017-05-17T06:00:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.firstcisl.it\/congresso2017\/?p=432"},"modified":"2017-05-27T08:11:04","modified_gmt":"2017-05-27T06:11:04","slug":"4-operare-per-il-risanamento-e-una-responsabilita-di-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/congresso2017\/2017\/05\/17\/4-operare-per-il-risanamento-e-una-responsabilita-di-tutti\/","title":{"rendered":"#4 Operare per il risanamento \u00e8 una responsabilit\u00e0 di tutti"},"content":{"rendered":"<p>Mettere in campo una visione partecipativa attraverso la quale immaginare di poter &#8220;adattare il cambiamento all&#8217;uomo&#8221; \u00e8 un progetto ambizioso, che necessita, senza timidezze, di essere sviluppato facendo ricorso alla capacit\u00e0 di andare oltre i propri compiti tradizionali.<\/p>\n<p>La nuova rappresentanza del lavoro e dei diritti dei lavoratori non pu\u00f2 infatti contare sulla regolazione sociale dei soggetti tradizionalmente ad essa deputati.<\/p>\n<p>La politica, tanto nazionale quanto internazionale, ha abdicato a questo ruolo e neppure il mercato, che, deregolato, avrebbe dovuto, nella convinzione dei liberisti, attuare spontaneamente la distribuzione del prodotto della crescita, ha risposto adeguatamente a questa esigenza.<\/p>\n<p>Nello stoltiloquio delle teorie neo-liberiste, che imperversavano ad inizio millennio, due avrebbero dovuto essere gli elementi garanti, rispettivamente, del buon funzionamento dei modelli distributivi e della naturale selezione dei soggetti pi\u00f9 competitivi e capaci: l\u2019illusione di una crescita globale inarrestabile, che genera domanda di lavoratori rendendo questi, soprattutto i migliori, forti nel quotare il proprio &#8220;prezzo&#8221;, e l\u2019altrettanto illusoria efficacia della sanzione reputazionale, che colpisce i soggetti scorretti, le imprese mal gestite, non innovative, distanti dagli interessi generali, rendendole non competitive e, quindi, espellendole naturalmente dal mercato.<\/p>\n<p>La storia ci dice come entrambi i presidi che il mercato avrebbe dovuto auto-generare non abbiano invece saputo efficacemente realizzarsi.<\/p>\n<p>In uno scenario globale che vede le persone assoggettate ad uno sfruttamento planetario senza regole, vittime di un nuovo schiavismo senza deportazione, che si accompagna alla neo-colonizzazione armata dalla finanza, il lavoro si deprezza rapidamente anche nel mondo socialmente pi\u00f9 evoluto, perdendo in opportunit\u00e0, diritti, remunerazione, qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel contempo, in assenza di regole, la concorrenza si dipana senza alcun riguardo alle conseguenze ambientali, sociali, politiche dell&#8217;azione economica posta in essere; finiscono dunque per affermarsi, prevalentemente, non i soggetti capaci di esprimere la maggior qualit\u00e0 produttiva, ma coloro che, con qualsiasi mezzo, a partire, appunto, dallo sfruttamento del lavoro, competono sui prezzi delle merci e dei servizi, ovvero coloro che, anche in modo non trasparente, beneficiano di posizioni facilitate nell&#8217;accesso ai favori della finanza e della politica.<\/p>\n<p>In questo contesto, la reputazione viene garantita, fin quando possibile, non dalla trasparenza dei comportamenti del mercato, ma dalla copertura dei messaggi pubblicitari e della propaganda occulta attuata attraverso il controllo incrociato tra mass-media e principali attori politici e industriali dei Paesi; \u00e8 questo il motivo per cui l&#8217;attenzione viene spostata, non a caso, sulla tutela dei consumatori, ponendoli, paradossalmente, in concorrenza con i lavoratori, costruendo un dualismo sociale che spesso, schizofrenicamente, mette proprio gli stessi lavoratori, nella duplice veste, in contrasto con se stessi.<\/p>\n<p>La prevalenza mediatica del modello pro-consumer spinge l\u2019opinione pubblica, nella sua corsa alla soddisfazione di un irrefrenabile bisogno indotto di acquisto di quantit\u00e0 sempre pi\u00f9 elevate beni e servizi a prezzi sempre pi\u00f9 bassi, ad accettare come utile e necessaria la riduzione delle tutele lavorative, producendo in tal modo, come per beffa, quegli squilibri distributivi che finiscono per penalizzare proprio la capacit\u00e0 di acquisto e quindi i consumi interni.<\/p>\n<p>A sua volta, come in un circolo vizioso, l\u2019evidenza di come le teorie liberiste si rivelino presto assai inefficienti sia sul piano sociale che, sorprendentemente, sul piano economico, determina i soggetti di mercato ad assumere comportamenti sempre pi\u00f9 spregiudicati per inseguire le logiche del profitto.<\/p>\n<p>\u00c8, in buona misura, questa, anche la storia del settore creditizio che, spinto dall&#8217;ossessione dell&#8217;utile finanziario da consegnare ai capitali investiti nel sistema bancario, per lo pi\u00f9, da hedge funds o da gestori di private equity, finisce col trascurare tutto ci\u00f2 che non risulti essere produttivo di utili nel breve termine.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo periodo che si affermano modelli organizzativi delle banche scarsamente orientati alla cura del presidio del rischio e fortemente improntati alla vendita di prodotti finanziari allo sportello.<\/p>\n<p>Le strutture aziendali vengono modificate: la valutazione del merito creditizio, gestita, per gli affidamenti ordinari, attraverso i rating e lasciata, per le grandi posizioni, nell&#8217;autonomia del top management aziendale, diventa sempre pi\u00f9 sfuocata, anche perch\u00e9 l&#8217;ossessione del ROE incentiva una spinta suicida ad aumentare esponenzialmente i volumi dei crediti erogati.<\/p>\n<p>Gli sportelli, sempre pi\u00f9 capillari nel territorio, nonostante tutti gli osservatori specializzati annuncino la prossima necessit\u00e0 di ridurne radicalmente l\u2019entit\u00e0, diventano veri e propri negozi, dove, anche per il numero estremamente ridotto degli addetti, \u00e8 possibile, perlopi\u00f9, solo usufruire di servizi di cassa e di allocazione del risparmio in prodotti finanziari.<\/p>\n<p>La banca perde professionalit\u00e0, perch\u00e9 le abilit\u00e0 richieste sono soprattutto di tipo relazionale, ma, diversamente dal passato, non si punta sulla formazione di lavoratori in grado di valutare correttamente la capacit\u00e0 di credito di un&#8217;azienda o le potenzialit\u00e0 di successo di un investimento produttivo, n\u00e9 si spinge sulla conoscenza approfondita dei valori mobiliari, preferendo addestrare il personale a rappresentare ossessivamente ai clienti le caratteristiche pi\u00f9 &#8220;commerciali&#8221; dei prodotti tempo per tempo in vendita.<\/p>\n<p>Ne derivano conseguenze disastrose: i rating si dimostrano nel tempo assolutamente inadeguati ad un corretto presidio del rischio, anche perch\u00e9 costruiti su algoritmi &#8220;retrospettivi&#8221;, non in grado di misurare e prevedere i cambiamenti di un mercato entrato in una fase permanente di turbolenza; anche l&#8217;affidamento cieco alla &#8220;sapienza&#8221; dei manager nella gestione delle grandi posizioni si rivela una soluzione ottusa e fallace, che espone le banche non solo ai rischi connessi all&#8217;incompetenza di molti, ma, purtroppo, anche a quelli derivanti dallo scarso rigore di altri, scoperti, non di rado, ad autorizzare operazioni in conflitto di interessi.<\/p>\n<p>Nell&#8217;insieme, si produce una mole senza precedenti di credito deteriorato, la cui entit\u00e0 costringe le banche a continue svalutazioni degli attivi che finiscono con incidere pesantemente sulla solidit\u00e0 del patrimonio.<\/p>\n<p>L&#8217;effetto pi\u00f9 immediato \u00e8 quello di un vertiginoso deprezzamento dei titoli emessi dalle banche stesse e venduti ai clienti allo sportello.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2, nel mentre costituisce un pericolo enorme per la stabilit\u00e0 delle aziende bancarie spesso esposte al rischio di resolution, finisce, anche a causa di un orrendo scaricabarile delle responsabilit\u00e0, col trasformarsi in un motivo di gogna mediatica per i lavoratori, gi\u00e0 devastati psicologicamente dalle pressioni commerciali ricevute sul posto di lavoro e dall&#8217;ansia per il mantenimento di quel posto in aziende sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>La reputazione sociale dei bancari viene infangata da campagne mediatiche a cui si unisce anche certa politica, alla ricerca di un facile consenso anche a costo di gettare l&#8217;infamia su onesti e incolpevoli cittadini.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che il lavoro bancario, un tempo considerato come un privilegio, si trasforma per molti in un tormento.<\/p>\n<p>Il lavoratore bancario, prima costretto ossessivamente alla vendita e ora insultato e inquisito per aver venduto, cio\u00e8 per aver lavorato, somatizza la difficolt\u00e0 di svolgere un lavoro nella cui utilit\u00e0 ha da tempo smesso di credere e di cui, ora, deve perfino vergognarsi.<\/p>\n<p>La scelta partecipativa di FIRST CISL \u00e8, dunque, inevitabilmente la scelta di andare oltre i confini dei propri compiti: &#8220;impicciarsi degli affari altrui&#8221; diventa necessario per risolvere i problemi, diversamente non gestibili, i problemi cio\u00e8 che il cattivo lavoro di altri producono per i lavoratori che rappresentiamo.<\/p>\n<p>Curare il nostro giardino, tosarne l&#8217;erba, portarne le siepi, coltivarne le aiuole, non \u00e8 sufficiente per poterne godere se nei giardini intorno prolifera la selva e fanno la tana i topi; n\u00e9, evidentemente, \u00e8 sufficiente esortare i vicini ad una maggiore cura; n\u00e9 pare essere efficace finanziare i vicini affinch\u00e9 si procurino, da s\u00e9, un buon giardiniere&#8230;<\/p>\n<p>Per questo FIRST CISL ha immaginato di doversi spingere oltre i tradizionalmente intesi compiti sindacali di tutela e negoziazione, provando a mettere a disposizione del sistema l&#8217;ingegno, la competenza e la creativit\u00e0 delle proprie donne e dei propri uomini con proposte che non si limitano a immaginare strumenti di gestione delle ricadute delle scelte aziendali effettuate, ma che suggeriscono soluzioni avanzate sia per il problema impellente del credito deteriorato, sia per quello strutturale dei modelli attraverso cui ricondurre il sistema bancario a produrre reddito economico e sociale, stabilmente nel tempo, attraverso attivit\u00e0 che tornino a renderlo prossimo al territorio, utile allo sviluppo, indispensabile per la tutela del risparmio.<\/p>\n<p>Siamo convinti che soluzioni, economicamente sostenibili, che coniughino la tutela del risparmio e lo sviluppo del credito con comportamenti che consentano ai bancari di tornare ad essere orgogliosi del loro lavoro, siano possibili e pensiamo che realizzarle sia un nostro dovere.<\/p>\n<p>Siamo consapevoli che per fare in modo che i lavoratori si approprino delle decisioni che determinano il loro destino occorrer\u00e0 mettere in campo ulteriori contributi, ma siamo altrettanto certi che il costo di questo investimento non potr\u00e0 mai e in nessun modo essere pi\u00f9 alto di quanto si trova a pagare chi perde la sicurezza o la gioia del proprio lavoro.<\/p>\n<blockquote><p><em>Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia<\/em><br \/>\n<em>ed \u00e8 ancora per molti tormento,<\/em><br \/>\n<em>tormento di non averlo,<\/em><br \/>\n<em>tormento di fare un lavoro che non serva,<\/em><br \/>\n<em>non giovi a un nobile scopo.<\/em><br \/>\n<em>(Adriano Olivetti)<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"tesi-congressuali\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1495008048\"\r\n\t            data-title=\"#4 Operare per il risanamento \u00e8 una responsabilit\u00e0 di tutti\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/congresso2017\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mettere in campo una visione partecipativa attraverso la quale immaginare di poter &#8220;adattare il cambiamento all&#8217;uomo&#8221; 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