{"id":1339,"date":"2020-05-28T16:35:47","date_gmt":"2020-05-28T14:35:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/compass\/?p=1339"},"modified":"2020-05-28T16:36:58","modified_gmt":"2020-05-28T14:36:58","slug":"non-e-un-paese-per-mamme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/compass\/2020\/05\/28\/non-e-un-paese-per-mamme\/","title":{"rendered":"\u201cNon \u00e8 un paese per mamme\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cNon \u00e8 un paese per mamme\u201d , scrive la giornalista e scrittrice Paola Setti.<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 diventato sempre pi\u00f9 difficile conciliare la vita lavorativa con la famiglia a meno di non esser ricchi, o dotati di nonni che si occupano della loro crescita con il risultato di ritrovarsi poi con i figli gi\u00e0 grandi e senza averli visti crescere.<\/p>\n<p>Ancora oggi, anno 2020 il mondo del lavoro penalizza le madri lavoratrici.<\/p>\n<p>Met\u00e0 delle quali rinuncerebbe ad un aumento per ricevere migliori condizioni lavorative.<\/p>\n<p>Condizioni che oggi si potrebbero ricevere potenziando degli strumenti gi\u00e0 esistenti come i congedi e lo smart working.<\/p>\n<p>Questa riflessione \u00e8 maggiormente rafforzata dopo l\u2019esperienza del Coronavirus e dovrebbe essere colta come un\u2019occasione di stimolo alle politiche di <strong>conciliazione lavoro famiglia.<\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 della met\u00e0 delle lavoratrici italiane incontra ostacoli alla carriera legati alla maternit\u00e0, alla nascita di un figlio. Bench\u00e9 questa sia una fase della vita di una donna che andrebbe invece tutelata e maggiormente valorizzata.<\/p>\n<p>Ogni anno sono oltre 24 mila le italiane\u00a0che lasciano il lavoro per le difficolt\u00e0 di conciliarlo con la famiglia. Una scelta a volte imposta o subdolamente indotta dal datore di lavoro, nonostante le leggi a sostegno della maternit\u00e0, a partire dalla Costituzione. Altre volte volontaria, ma raramente vissuta con serenit\u00e0.<\/p>\n<p>Quelle che il lavoro non lo perdono invece, lo mantengono pagando un prezzo altissimo in termini di tempo con i propri figli e di tempo per s\u00e9.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>La scrittrice conferma \u00a0\u00ab<em>siamo un paese di mammoni che per\u00f2 non ama le mamme<\/em>\u00bb. Per lo meno, non le mamme che lavorano, si potrebbe aggiungere.<\/p>\n<p>Da una ricerca effettuata i dati sono ancora allarmanti, solo per citarne alcuni: tra la percentuale delle donne che ha incontrato ostacoli nella vita lavorativa legati alla maternit\u00e0, di queste, il 29% ha rimandato la scelta di avere figli a causa del datore di lavoro ed il 16% ha dichiarato di non aver avuto un figlio per paura di perdere il posto, 6% ha subito un licenziamento a causa di una gravidanza.<\/p>\n<p>Le principali richieste delle intervistate sono quelle di poter avere migliori politiche a sostegno della famiglia da parte del proprio datore di lavoro, incluso un congedo di paternit\u00e0 pi\u00f9 lungo e maggior supporto per i neo-genitori.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Questo stato di emergenza dato dal Coronavirus potrebbe per\u00f2 rappresentare un\u2019occasione per la conciliazione lavoro-famiglia.<\/p>\n<p>Sono tante le donne che attualmente lavorano da casa in modalit\u00e0 smart working.<\/p>\n<p><u>Ricordiamo a questo proposito che il <a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/compass\/wp-content\/uploads\/sites\/71\/2020\/05\/DECRETO-RILANCIO-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dl Rilancio<\/a> prevede il diritto allo smart working per i genitori di figli fino a 14 anni fino alla fine dell\u2019emergenza (quindi, fino al 31 luglio).<\/u><\/p>\n<p>Altri dati sulla conciliazione lavoro famiglia ai tempi del Covid 19: una donna su cinque dichiara di poter usufruire di turni e orari di lavoro flessibili e il 18% di essere in congedo retribuito. Solo il 4% afferma che il proprio datore di lavoro sta offrendo sostegno attraverso assegni familiari e\/o sussidi per spese sanitarie. Sul fronte del congedo parentale, ricordiamo che anche qui c\u2019\u00e8 una novit\u00e0 normativa, con 30 giorni aggiuntivi (retribuiti al 50%) utilizzabili cumulativamente dai due genitori fino a quando non riapriranno le scuole.<\/p>\n<p>Aver potenziato questi strumenti, sottolinea la scrittrice, \u00ab\u00e8 un lato positivo di questa terribile pandemia. La quarantena ha pesato ancora di pi\u00f9 sulle spalle delle mamme, che si sono ritrovate con un carico doppio sulle spalle, senza il supporto della scuola\u00bb.<\/p>\n<p><u>Ed \u00e8 proprio da questa emergenza che possiamo intravedere il cambiamento <\/u>e in sostanza metterci tutti in condizione di gestire lavoro e famiglia senza rinunciare alla carriera oppure alla genitorialit\u00e0.<\/p>\n<p>Fra gli strumenti su cui puntare: l\u2019allungamento del congedo di paternit\u00e0, un valido aiuto alle mamme e garantirebbe il diritto, oggi molto precario, dei pap\u00e0 al loro ruolo di genitori. Senza contare il cambiamento dal punto di vista culturale: ai colloqui di lavoro solo alle donne viene domandato se hanno l\u2019intenzione di avere figli, perch\u00e9 si d\u00e0 per scontato che saranno meno produttive nel momento in cui dovranno occuparsene, anche usufruendo del congedo obbligatorio. Se il congedo e la cura dei figli riguardassero anche i pap\u00e0 si ridurrebbe di molto la discriminazione di genere sui luoghi di lavoro.<\/p>\n<p>EVIDENZIAMO CHE NELLA GIORNATA ODIERNA ABBIAMO INVIATO UNA MAIL ALL&#8217;AZIENDA \u00a0per avere delle risposte legate al<strong>\u00a0diritto previsto\u00a0 <em>dall&#8217;art. 90\u00a0 del Decreto Legge 9 maggio 2020<\/em>, diritto per il dipendente di svolgere la prestazione di lavoro in modalit\u00e0 agile anche in assenza di accordi individuali. \u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>VI TERREMO AGGIORNATI<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"riflessioni\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1590683747\"\r\n\t            data-title=\"\u201cNon \u00e8 un paese per mamme\u201d\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/compass\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon \u00e8 un paese per mamme\u201d , scrive la giornalista e scrittrice Paola Setti. 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