{"id":1148,"date":"2019-02-28T11:16:08","date_gmt":"2019-02-28T10:16:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/cattolicaassicurazioni\/?page_id=1148"},"modified":"2019-02-28T12:01:20","modified_gmt":"2019-02-28T11:01:20","slug":"uno-sguardo-al-presente","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/cattolicaassicurazioni\/caffe-on-line\/uno-sguardo-al-presente\/","title":{"rendered":"Uno sguardo al presente"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Chiss\u00e0 se era smart working?<\/strong><\/h3>\n<p>Onestamente non ricordo, poteva essere il 1972 o il 1973, ma poco importa. Quello pi\u00f9 o meno era il periodo e in una delle frequenti visite al parentado accadde l\u2019episodio che merita di essere narrato, non tanto perch\u00e9 lasci\u00f2 un indelebile ricordo nella mia mente di bambino, ma perch\u00e9 con il tempo sarebbe ritornato di grande attualit\u00e0 secondo quella regola immutata dei corsi e dei ricorsi storici tanto cara a Giambattista Vico.<\/p>\n<p>La zia, sorella della mia mamma, aveva un modesto bagaglio di studi, compensati per\u00f2 da una grande dose di tenacia e di buona volont\u00e0, con le quali aveva faticosamente messo da parte i risparmi necessari per acquistare la sua prima e tanto agognata macchina da cucire.<\/p>\n<p>Con la mitica Singer era entrata di diritto nel novero di coloro che nel dialetto veneto venivano definite le \u201cingasine\u201d, ossia coloro che \u201cingasavano\u201d, cio\u00e8 cucivano parti di calzature come tomaie e fibbie.<\/p>\n<p>In quegli anni il settore calzaturiero, specie nella nostra provincia, come si dice in gergo \u201ctirava\u201d e anche parecchio e i capannoni di chi si metteva in proprio per fare le scarpe spuntavano come funghi.<\/p>\n<p>Tanti di questi imprenditori, oltre ad piccolo numero di dipendenti assunti regolarmente all\u2019interno del calzaturificio, si avvalevano della manodopera delle collaboratrici che svolgevano la loro attivit\u00e0 a casa.<\/p>\n<p>A questo punto l\u2019arte di fare di fare le scarpe degli imprenditori diventava duplice, nel senso che in tal modo facevano le scarpe &#8211; o se pi\u00f9 vi piace \u201ctiravano la sola\u201d &#8211; anche alle collaboratrici esterne, per le quali evitavano di pagare i contributi pensionistici e i costi per l\u2019assicurazione obbligatoria.<\/p>\n<p>Questo il quadro generale, all\u2019interno del quale si svolse l\u2019episodio che ora vi descrivo.<\/p>\n<p>Erano le prime ore di una serata primaverile ed io mi trovavo sulla porta di casa della zia quando vidi arrivare una Renault 4 amaranto, guidata da colui che tutti conoscevano con il nome, o soprannome, di Dav\u00ecde, un uomo tutto sommato mite e con un\u2019indole tutt\u2019altro che cattiva. Era vestito con un grembiule color sabbia, con le maniche arrotolate poco sotto i gomiti e aperto su un petto sul quale faceva bella mostra di s\u00e9 un tessuto arboreo coltivato in anni di trasandata e malcelata trascuratezza. Ai piedi dei calzari che avrebbero fatto invidia al pi\u00f9 trucido dei centurioni romani e due mani che avevano l\u2019aspetto della parte terminale di una vanga che aveva visto l\u2019acqua per l\u2019ultima volta dopo l\u2019alluvione del Polesine.<\/p>\n<p>Dopo essere sceso dal mezzo ed essersi elegantemente aggiustato i calzoni, \u00a0che forse per effetto della guida sui sedili in simil plastica si trovavano ad essere un po\u2019 bassi di cavallo \u2013 credo che la moda tanto in voga tra gli adolescenti di oggi, come un vero precursore\u00a0 l\u2019avesse lanciata lui \u2013 manifest\u00f2 il suo arrivo con un breve e roco latrato e si apprest\u00f2 ad aprire il portellone posteriore della macchina, sprovvista di sedile per lasciare il posto a due enormi ceste da panettiere colme di fibbie e tomaie.<\/p>\n<p>Le scaric\u00f2 con una professionalit\u00e0 degna del miglior camallo ligure che fa tutt\u2019uno con il suo muletto e si avvicin\u00f2\u00a0 alla zia per confermare che anche stavolta il lavoro era arrivato.<\/p>\n<p>La zia, forse in quella circostanza un po\u2019 sorpresa dalla grande mole di lavoro che avrebbe dovuto apprestarsi a compiere, lo guard\u00f2 e con un velo di preoccupazione mista ad ansia\u00a0 gli disse:-Caspita Dav\u00ecde, ma sono un\u2019infinit\u00e0!<\/p>\n<p>Lui, con fare enormemente rassicurante, la fiss\u00f2 negli occhi, con lo sguardo di chi ha la propria dimora in un regno sopra le nuvole e molto soavemente le disse:-Ma non c\u2019\u00e8 alcun problema, stai tranquilla, falle quando vuoi, senza fretta. Ciao, passo domani a prenderle.<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"page\" \r\n\t            data-cat=\"\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1551352568\"\r\n\t            data-title=\"Uno sguardo al presente\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/cattolicaassicurazioni\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiss\u00e0 se era smart working? Onestamente non ricordo, poteva essere il 1972 o il 1973, ma poco importa. 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