{"id":1431,"date":"2018-03-22T21:30:52","date_gmt":"2018-03-22T20:30:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.firstcisl.it\/calabria\/?p=1431"},"modified":"2021-10-06T20:50:45","modified_gmt":"2021-10-06T18:50:45","slug":"banche-persi-7000-posti-di-lavoro-nel-mezzogiorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/calabria\/2018\/03\/22\/banche-persi-7000-posti-di-lavoro-nel-mezzogiorno\/","title":{"rendered":"Banche: persi 7.000 posti di lavoro nel Mezzogiorno"},"content":{"rendered":"<p>Il Mezzogiorno, tra il 2009 e il 2017, ha registrato la maggiore flessione occupazionale rispetto alla media nazionale: 12,4% di lavoratori in meno contro il 9,3% del dato Italia, pari a oltre 7.000 dipendenti, tutto ci\u00f2 pur avendo un numero di istituti di credito, sportelli e dipendenti ampiamente inferiore alle altre macroaree del Paese. Lo studio \u00e8 stato elaborato dalla First Cisl con riferimento ai dati della Banca d\u2019Italia relativi alle uscite volontarie coperte dal Fondo di Solidariet\u00e0 Nazionale del Settore.<\/p>\n<p>Un dato sconfortante che assume, con i tassi di disoccupazione registrati al Sud, i contorni del dramma sociale. L\u2019occupazione del comparto, \u00e8 calata dappertutto ma non come al Sud, isole comprese: nel Nord est \u00e8 stata del 6,5%, nel Nord ovest del 6,8%, al Centro del 12,1%.<\/p>\n<p>Altro dato che fa riflettere \u00e8 quello dei comuni \u201cbancati\u201d (dove esiste almeno uno sportello bancario) che non supera nel Mezzogiorno il 56% del totale dell\u2019area mentre nel solo Nord Est si arriva ad oltre il 90%. Se si osserva il numero delle filiali tagliate per\u00f2 il peso al Sud \u00e8 praticamente uguale alla media nazionale (-14,7%) con la precisazione, si legge sempre nello studio della First Cisl, che qui il settore \u00e8 numericamente meno rappresentato.<\/p>\n<p>In Calabria la batosta occupazionale \u00e8 stata particolarmente pesante, con una perdita di 1.004 posti (da 4.422 a 3.418, con una percentuale del -22,7%, seconda solo all\u2019Abruzzo con il 24,5%). Hanno chiuso altres\u00ec 89 filiali (erano 530 contro le 44.1 attuali) e 25 comuni non hanno pi\u00f9 uno sportello (erano 185 nel 2009).<\/p>\n<p>A tutto ci\u00f2 si aggiunga che il Sud venga inoltre penalizzato nei piani\u00a0di ristrutturazione che, nel triennio 2017-2019, porteranno ad ulteriori uscite dal settore, anche perch\u00e9 la miopia strategica, soprattutto dei grandi gruppi, si declina soprattutto con la chiusura di filiali e con la riduzione del costo del lavoro e quindi del personale.<\/p>\n<p>L\u2019intero sistema bancario del Paese conserva circa 300 mila addetti, contro gli oltre 330 mila di 8 anni fa. Pi\u00f9 di un terzo di essi si trovano nelle 4 regioni nord-occidentali, Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d\u2019Aosta. Milano e il resto della regione hanno pi\u00f9 di 75 mila dipendenti nel settore, 3 volte quelli del Lazio e ben 6 volte quelli della Campania.<\/p>\n<p>Queste cifre debbono farci riflettere su come sarebbe l&#8217;economia del Mezzogiorno se le banche fossero state costrette ad investirvi anzich\u00e9 razziarne la raccolta e chiudere gli sportelli.<\/p>\n<p>Proprio queste considerazioni\u00a0hanno portato la Cisl e First Cisl a lanciare AdessoBanca!, il manifesto per la tutela del risparmio e del lavoro.<\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"news\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1521754252\"\r\n\t            data-title=\"Banche: persi 7.000 posti di lavoro nel Mezzogiorno\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/calabria\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Mezzogiorno, tra il 2009 e il 2017, ha registrato la maggiore flessione occupazionale rispetto alla media nazionale: 12,4% di lavoratori in meno contro il 9,3% del dato Italia, pari a oltre 7.000 dipendenti, tutto ci\u00f2 pur avendo un numero di istituti di credito, sportelli e dipendenti ampiamente inferiore alle altre macroaree del Paese. 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