{"id":3082,"date":"2026-08-14T09:16:45","date_gmt":"2026-08-14T07:16:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/?p=3082"},"modified":"2026-08-14T09:19:56","modified_gmt":"2026-08-14T07:19:56","slug":"basilicata-first-cisl-la-desertificazione-bancaria-accelera-la-desertificazione-economica-e-demografica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/2026\/08\/basilicata-first-cisl-la-desertificazione-bancaria-accelera-la-desertificazione-economica-e-demografica\/","title":{"rendered":"Basilicata, First Cisl: la desertificazione bancaria accelera la desertificazione economica e demografica"},"content":{"rendered":"<p><em>Dall\u2019ultimo numero di \u201c<a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Congiunture-2-26.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Congiunture<\/strong><\/a>\u201d, la rivista trimestrale dell\u2019Usr Cisl Basilicata, si riporta l\u2019articolo con le considerazioni sull\u2019economia lucana e la desertificazione bancaria espresse da\u00a0<strong>Pierluigi Buccino<\/strong>, Segretario generale\u00a0<a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>First Cisl Basilicata<\/strong><\/a>\u00a0e componente dell\u2019Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria:<\/em><\/p>\n<h3>La desertificazione bancaria accelera la desertificazione economica e demografica<\/h3>\n<p>La Basilicata attraversa una delle fasi pi\u00f9 complesse della sua storia economica e sociale, acuita dalle perduranti crisi geopolitiche. La regione si trova contemporaneamente ad affrontare una crisi industriale che interessa alcuni dei suoi principali comparti produttivi, una persistente debolezza della crescita economica, una forte riduzione della popolazione residente, il progressivo invecchiamento demografico e lo spopolamento delle aree interne. In questo scenario il sistema creditizio assume una funzione strategica non soltanto per il sostegno delle imprese e delle famiglie ma anche per la tenuta economica e sociale dei territori.<\/p>\n<h4>Il quadro economico regionale<\/h4>\n<p>Negli ultimi anni la Basilicata ha mostrato una crescita inferiore rispetto sia alla media nazionale che a quella del Mezzogiorno. Dal 2021 al 2024 il Pil della Basilicata \u00e8 cresciuto del 2,3%, quattro volte meno della media del Sud. Parliamo di industria e regione in crisi. Nello specifico, il Pil 2024 allo 0,5%. Se avessimo avuto bisogno di conferme nel 2025 anche la Banca d\u2019Italia nel report prodotto da questa ultima il 18 giugno 2026 fotografa una Basilicata che nel 2025 continua a muoversi al di sotto delle proprie potenzialit\u00e0. L\u2019indicatore Iter (Indicatore trimestrale dell\u2019economia regionale \u2013 indice Banca d\u2019Italia per misurare l\u2019andamento ciclico del prodotto e del valore aggiunto a livello territoriale e regionale) stima una contrazione del Pil regionale dello 0,2%, mentre il Mezzogiorno cresce dello 0,7% e l\u2019Italia dello 0,5%. \u00c8 un dato che certifica non soltanto una battuta d\u2019arresto congiunturale, ma soprattutto la persistenza di fragilit\u00e0 strutturali che da anni limitano la capacit\u00e0 della regione di agganciare una crescita stabile e duratura.<\/p>\n<p>Un segmento economico, quello dell\u2019industria che ha perso il 10,9% degli occupati, mentre invece sono aumentati gli addetti di altri settori produttivi quali le costruzioni (+ 13%), i servizi (+ 7,3%) e all\u2019agricoltura (+ 5,4%).<\/p>\n<p>Il sistema economico lucano continua a presentare una forte dipendenza da alcuni grandi poli produttivi, circostanza che rende la regione particolarmente vulnerabile alle crisi settoriali. La concentrazione produttiva rappresenta al tempo stesso una forza e una debolezza: quando uno dei grandi comparti entra in difficolt\u00e0, gli effetti si propagano rapidamente all\u2019intero sistema economico regionale.<\/p>\n<h4>Il sistema industriale: la crisi dell\u2019automotive<\/h4>\n<p>Lo stabilimento Stellantis di Melfi continua a rappresentare uno dei pi\u00f9 importanti insediamenti industriali del Mezzogiorno. Tuttavia la transizione verso la mobilit\u00e0 elettrica, la riduzione dei volumi produttivi e la riorganizzazione del settore automobilistico europeo hanno determinato una significativa contrazione della produzione.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 dell\u2019automotive non riguardano esclusivamente lo stabilimento principale ma coinvolgono l\u2019intera filiera e precipuamente le imprese dell\u2019indotto, la logistica, i servizi alle imprese e le attivit\u00e0 commerciali locali.<\/p>\n<p>Il polo automotive, concentrato nella zona industriale di Melfi nel nord della Basilicata, contava sino a qualche anno fa 12.000 addetti. Oggi ne conta circa 9.000, dei quali 1.883 cassintegrati nel solo indotto e diverse migliaia in Stellantis. L\u2019impatto sul territorio \u00e8 particolarmente rilevante perch\u00e9 il settore automobilistico rappresenta uno dei principali motori dell\u2019export regionale. La riduzione della produzione industriale si traduce in minori investimenti, minore occupazione e minore domanda di credito.<\/p>\n<h4>Energia e risorse naturali<\/h4>\n<p>La Basilicata continua a essere una delle principali regioni italiane per produzione di idrocarburi. Le attivit\u00e0 estrattive della Val d\u2019Agri e della Valle del Sauro costituiscono una componente importante del Pil regionale e delle entrate pubbliche attraverso il sistema delle royalties.<\/p>\n<p>Tuttavia anche questo comparto \u00e8 soggetto a forte volatilit\u00e0 determinata dalla oscillazione dei prezzi energetici, dalla transizione ecologica, dalla riduzione progressiva delle fonti fossili e dalla incertezza degli investimenti.<\/p>\n<p>\u201cLa produzione di petrolio greggio ha registrato una contrazione dell\u201911,1%, mentre quella di gas naturale si \u00e8 ridotta del 6,4%. Il calo ha interessato entrambe le principali aree estrattive regionali, la concessione della Val d\u2019Agri e quella di Gorgoglione\u201d (fonte Banca d\u2019Italia), confermando la presenza di una dinamica negativa non riconducibile a una singola area produttiva.<\/p>\n<p>La riduzione delle estrazioni, combinata con l\u2019andamento delle quotazioni degli idrocarburi, avrebbe determinato una diminuzione di circa un quinto del valore complessivo della produzione estrattiva rispetto al 2024. Tale fenomeno assume un rilievo che va oltre il semplice andamento del comparto energetico, poich\u00e9 incide direttamente sulle royalties destinate agli enti locali lucani.<\/p>\n<p>Ne deriva una possibile riduzione delle risorse disponibili per finanziare investimenti pubblici e politiche territoriali, aumentando la vulnerabilit\u00e0 dei bilanci locali rispetto alle oscillazioni della produzione e dei prezzi delle materie prime.<\/p>\n<p>In prospettiva, il principale elemento di criticit\u00e0 \u00e8 rappresentato dalla sostenibilit\u00e0 di un modello di sviluppo ancora significativamente legato alle attivit\u00e0 estrattive. La progressiva riduzione della produzione di idrocarburi potrebbe infatti trasformarsi da fenomeno congiunturale in una tendenza strutturale, soprattutto qualora si consolidassero le politiche di transizione energetica e diminuisse il peso degli investimenti nel comparto dei combustibili fossili. In tale scenario, la Basilicata dovrebbe affrontare non soltanto una possibile perdita di produzione, ma anche una riduzione delle entrate indirettamente collegate all\u2019attivit\u00e0 estrattiva.<\/p>\n<p>Diventa quindi strategico utilizzare le risorse ancora generate dal settore per sostenere la diversificazione dell\u2019economia regionale, evitando che la contrazione futura delle estrazioni si traduca in un rallentamento degli investimenti e dell\u2019occupazione. Il futuro richiede una progressiva diversificazione economica per evitare che la regione rimanga eccessivamente dipendente da un numero limitato di attivit\u00e0 produttive.<\/p>\n<h4>Piccole imprese, commercio e servizi<\/h4>\n<p>Il vero tessuto economico della Basilicata \u00e8 rappresentato dalle piccole e medie imprese. Le imprese lucane mostrano una significativa capacit\u00e0 di resilienza ma evidenziano alcune criticit\u00e0 strutturali riferita ad una ridotta dimensione aziendale, ad una limitata capacit\u00e0 di investimento, ad una difficolt\u00e0 nell\u2019accesso ai mercati internazionale, ad una carenza di competenze specialistiche e a problemi di ricambio generazionale.<\/p>\n<p>Particolarmente preoccupante appare il rallentamento della natalit\u00e0 imprenditoriale. Sempre meno giovani scelgono di avviare nuove attivit\u00e0 economiche.<\/p>\n<h4>La crisi demografica: il vero problema della Basilicata<\/h4>\n<p>La questione pi\u00f9 grave per il futuro della regione \u00e8 probabilmente quella demografica. La Basilicata registra:<\/p>\n<ul>\n<li>una diminuzione costante delle nascite;<\/li>\n<li>un aumento dell\u2019et\u00e0 media;<\/li>\n<li>una riduzione della popolazione attiva;<\/li>\n<li>una emigrazione giovanile;<\/li>\n<li>la fuga dei laureati;<\/li>\n<li>uno spopolamento delle aree interne.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ogni anno la regione perde residenti. La denatalit\u00e0 e l\u2019emigrazione stanno diventando fattori che incidono direttamente sul potenziale di sviluppo economico.<\/p>\n<h4>Lo spopolamento delle aree interne<\/h4>\n<p>Numerosi comuni lucani, soprattutto nelle zone montane e interne, registrano da anni una progressiva riduzione della popolazione.<\/p>\n<p>Popolazione regione Basilicata: 530.000 residenti distribuiti tra le due regioni Potenza (64,3%) e Matera (35,7%) in un territorio vasto ed orograficamente difficile.<\/p>\n<p>Residenti nei 131 Comuni della Basilicata:<\/p>\n<ul>\n<li>33 Comuni sino 1.000 abitanti<\/li>\n<li>34 Comuni da 1.000 a 2.000 abitanti<\/li>\n<li>40 Comuni da 2.000 a 5.000 abitanti<\/li>\n<li>13 Comuni da 5.000 a 10.000 abitanti<\/li>\n<li>9 Comuni da 10.000 a 20.000 abitanti<\/li>\n<li>2 Comuni da 20.000 a 65.000 abitanti<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le conseguenze sono evidenti e comportano:<\/p>\n<ul>\n<li>chiusura di scuole (taglio delle autonomie \u2013 accorpamenti \u2013 anno scolastico 2025\/2026 1.983 alunni in meno rispetto all\u2019anno precedente);<\/li>\n<li>riduzione dei servizi sanitari;<\/li>\n<li>minore presenza commerciale (saldo negativo costante)indebolimento del tessuto associativo;<\/li>\n<li>aumento dei costi dei servizi pubblici.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Lo spopolamento rischia di trasformarsi in una spirale negativa. Meno popolazione significa meno servizi; meno servizi generano ulteriori partenze.<\/p>\n<h4>Il rapporto tra credito e sviluppo<\/h4>\n<p>In questo contesto il credito assume un ruolo decisivo. Le banche non rappresentano soltanto intermediari finanziari, esse svolgono una funzione di infrastruttura economica essenziale. L\u2019analisi dei dati contenuti nel Rapporto della Banca d\u2019Italia sull\u2019economia della Basilicata, integrati con le pi\u00f9 recenti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/2026\/07\/desertificazione-bancaria-nei-primi-sei-mesi-del-2026-persi-altri-126-sportelli-nelle-grandi-citta-calo-piu-forte-della-media-nazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rilevazioni dell\u2019Osservatorio nazionale sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl aggiornate al 30 giugno 2026<\/a>, restituisce un quadro particolarmente preoccupante dello stato del sistema creditizio lucano.<\/p>\n<p>Emerge infatti una combinazione di fattori che, letti nel loro insieme, delineano un processo di progressivo indebolimento dell\u2019economia regionale: diminuisce la capacit\u00e0 del sistema bancario di finanziare le imprese medio-piccole, aumenta il deterioramento del credito, cresce il ricorso delle famiglie al credito al consumo, si riduce drasticamente la presenza territoriale delle banche e permane un rilevante divario digitale che impedisce ai cittadini di sostituire efficacemente i servizi tradizionali con quelli online.<\/p>\n<p>Non si tratta di fenomeni distinti, ma di elementi che si alimentano reciprocamente, determinando un crescente isolamento finanziario della Basilicata.<\/p>\n<h4>Il credito alle imprese: una leva fondamentale<\/h4>\n<p>Il dato forse pi\u00f9 significativo riguarda la dinamica del credito produttivo. La riduzione dei finanziamenti alle micro, piccole e medie aziende, rappresenta un elemento di estrema criticit\u00e0 in una regione caratterizzata da un tessuto economico composto quasi esclusivamente da Pmi, imprese familiari, attivit\u00e0 artigiane, commerciali e agricole.<\/p>\n<p>La contrazione del credito significa minori investimenti, minore capacit\u00e0 innovativa, rallentamento della transizione digitale ed energetica, riduzione della competitivit\u00e0 e maggiore vulnerabilit\u00e0 finanziaria. Quando il credito diminuisce non si riduce soltanto la liquidit\u00e0 disponibile: si riduce la possibilit\u00e0 stessa di programmare il futuro.<\/p>\n<p>Le imprese pi\u00f9 piccole, prive di accesso diretto ai mercati finanziari, dipendono quasi esclusivamente dal credito bancario. Se questo viene meno, l\u2019alternativa diventa spesso il rinvio degli investimenti, la riduzione dell\u2019occupazione o, nei casi peggiori, la cessazione dell\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 quello di innescare un circolo vizioso: meno credito \u2192 meno investimenti \u2192 minore crescita \u2192 maggiore rischio bancario \u2192 ulteriore riduzione del credito.<\/p>\n<p>\u00c8 esattamente la dinamica che negli ultimi anni ha interessato molte aree interne italiane e che oggi rischia di consolidarsi definitivamente in Basilicata.<\/p>\n<h4>Peggiora la qualit\u00e0 del credito: aumentano i prestiti deteriorati<\/h4>\n<p>Particolarmente allarmanti sono i dati relativi alla qualit\u00e0 del credito. Nel 2025 il tasso di deterioramento dei prestiti alla clientela residente in Basilicata \u00e8 salito al 2,7%, con un incremento di oltre un punto percentuale rispetto all\u2019anno precedente. Il dato risulta superiore sia alla media del Mezzogiorno sia a quella nazionale. Il peggioramento riguarda soprattutto le imprese, con particolare riferimento ai comparti manifatturiero e dei servizi.<\/p>\n<p>L\u2019incidenza complessiva dei crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti \u00e8 passata dal 3,9% del 2024 al 4,6% nel 2025, con una crescita particolarmente marcata proprio nel settore produttivo. Questo fenomeno rappresenta un segnale di forte indebolimento della struttura economica regionale.<\/p>\n<p>Quando aumenta il numero delle imprese che non riescono pi\u00f9 a rimborsare regolarmente i finanziamenti significa che stanno crescendo tensioni di liquidit\u00e0, riduzioni di margini aziendali, difficolt\u00e0 nella gestione del capitale circolante, aumento dei costi finanziari e rallentamento dell\u2019attivit\u00e0 economica.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019aumento dei crediti deteriorati induce inevitabilmente gli istituti di credito ad adottare politiche ancora pi\u00f9 selettive nell\u2019erogazione dei nuovi finanziamenti, penalizzando soprattutto le piccole imprese. Il risultato \u00e8 un ulteriore irrigidimento dell\u2019offerta di credito.<\/p>\n<h4>Le famiglie: cresce il credito al consumo e aumenta il rischio sovraindebitamento<\/h4>\n<p class=\"p1\">Anche sul fronte delle famiglie emergono segnali che meritano particolare attenzione. Nel 2025 il credito al consumo \u00e8 aumentato del 3,9% rispetto all\u2019anno precedente. Sebbene la crescita sia stata inferiore rispetto agli anni precedenti, il ricorso crescente ai finanziamenti personali rappresenta un indicatore delle difficolt\u00e0 economiche di molte famiglie.<\/p>\n<p class=\"p1\">Colpiscono in particolare due elementi. Il primo riguarda il costo del\u00a0<span class=\"s1\">credito.\u00a0<\/span>Il tasso medio applicato al credito al consumo rimane estremamente elevato, attestandosi al 9,1% nel quarto trimestre del 2025, contro il 9,3% dell\u2019anno precedente. Ancora pi\u00f9 significativo \u00e8 il differenziale con la media nazionale, che resta\u00a0<span class=\"s2\">pari a 0,7 punti percentuali.\u00a0<\/span>Ci\u00f2 significa che i cittadini lucani continuano a pagare il denaro pi\u00f9 caro rispetto alla media italiana.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il secondo elemento riguarda il fatto che i dati provvisori del primo trimestre 2026 evidenziano un nuovo aumento del costo del credito. Il ricorso crescente al credito al consumo, soprattutto se destinato non a spese straordinarie ma alla copertura dei consumi ordinari, rappresenta uno degli indicatori pi\u00f9 significativi del progressivo impoverimento delle famiglie.\u00a0<span class=\"s2\">Il rischio \u00e8 quello del\u00a0<\/span>sovraindebitamento. Sempre pi\u00f9 nuclei familiari utilizzano prestiti personali, carte revolving e finanziamenti rateali per sostenere spese correnti. Quando il credito sostituisce il reddito, il sistema sociale entra in una fase di fragilit\u00e0.<\/p>\n<h4>Desertificazione bancaria: un\u2019emergenza economica e democratica<\/h4>\n<p class=\"p1\">Accanto alla riduzione del credito si registra un altro fenomeno strutturale: la progressiva scomparsa delle banche dai territori. Secondo Banca d\u2019Italia, alla fine del 2025:<\/p>\n<ul>\n<li class=\"p1\">gli intermediari bancari presenti in Basilicata erano 21, uno in meno rispetto all\u2019anno precedente;<\/li>\n<li class=\"p1\">gli sportelli sono scesi a 157, con una riduzione di 4 filiali nel solo 2025;<\/li>\n<li class=\"p1\">gli sportelli sono presenti in appena 64 comuni, tre in meno rispetto al 2024;<\/li>\n<li class=\"p1\">nell\u2019ultimo decennio il numero delle filiali \u00e8 diminuito di quasi il 30%.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"p4\">Questa tendenza viene ulteriormente confermata e aggravata dai\u00a0<a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/2026\/07\/desertificazione-bancaria-nei-primi-sei-mesi-del-2026-persi-altri-126-sportelli-nelle-grandi-citta-calo-piu-forte-della-media-nazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dati dell\u2019Osservatorio nazionale sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl aggiornati al 30 giugno 2026<\/a>, che descrivono una situazione ormai prossima ad una vera emergenza sociale.<\/p>\n<p class=\"p1\">I dati dell\u2019Osservatorio evidenziano che:<\/p>\n<ul>\n<li class=\"p1\">91.000 cittadini lucani risiedono in comuni completamente privi di sportelli bancari;<\/li>\n<li class=\"p1\">sono 2.400 persone in pi\u00f9 rispetto ai dodici mesi precedenti;<\/li>\n<li class=\"p1\">il 53% di queste persone ha visto scomparire almeno uno sportello bancario nel proprio comune dal 2015 ad oggi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A questi si aggiungono 114.000 cittadini residenti in comuni nei quali rimane un solo sportello bancario. Si tratta di territori particolarmente vulnerabili, nei quali la chiusura dell\u2019ultima filiale determinerebbe l\u2019azzeramento totale della presenza bancaria.<\/p>\n<p class=\"p1\">La desertificazione bancaria colpisce in maniera diretta anche il sistema produttivo. Secondo l\u2019Osservatorio:<\/p>\n<ul>\n<li class=\"p1\">5.300 imprese lucane hanno sede in comuni privi di qualsiasi sportello bancario;<\/li>\n<li class=\"p1\">sono 139 imprese in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente;<\/li>\n<li class=\"p1\">il 53% di esse ha assistito alla chiusura della banca presente nel proprio comune dal 2015.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"p1\">Ulteriori 7.800 imprese operano in comuni nei quali sopravvive un solo sportello bancario. Questi dati dimostrano come\u00a0<span class=\"s1\">la riduzione\u00a0<\/span>della rete bancaria rappresenti anche un fattore di perdita di competitivit\u00e0 per il sistema imprenditoriale.<\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019Osservatorio evidenzia un dato ancora pi\u00f9 significativo. Oltre la met\u00e0 dei comuni della Basilicata non dispone pi\u00f9 di alcuno sportello bancario. Negli ultimi dodici mesi un ulteriore comune \u00e8 rimasto completamente privo di servizi bancari. Ancora pi\u00f9 preoccupante \u00e8 il dato prospettico. I comuni che dispongono di un solo sportello rappresentano oggi circa il 27% del totale.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ci\u00f2 significa che, qualora dovessero proseguire le attuali politiche di razionalizzazione bancaria, la desertificazione potrebbe rapidamente interessare oltre i tre quarti dei comuni lucani. Uno scenario incompatibile con qualsiasi politica di coesione territoriale.<\/p>\n<p class=\"p1\">Spesso la chiusura delle filiali viene giustificata con il crescente utilizzo dei servizi digitali. Ma la Basilicata dimostra l\u2019esatto contrario. I dati evidenziano infatti come l\u2019utilizzo dell\u2019internet banking rimanga tra i pi\u00f9 bassi d\u2019Italia, attestandosi intorno al 41%. Questo ritardo digitale rende impossibile compensare la perdita degli sportelli fisici. La chiusura delle filiali, pertanto, non rappresenta una semplice evoluzione tecnologica. Produce invece esclusione finanziaria.<\/p>\n<p class=\"p2\">Le categorie maggiormente penalizzate sono anziani, pensionati, piccoli imprenditori, artigiani, cittadini residenti nelle aree interne, persone con minori competenze digitali.<\/p>\n<p class=\"p1\">La banca non svolge soltanto una funzione commerciale. Svolge una funzione sociale, economica e di presidio territoriale. La progressiva scomparsa delle banche produce effetti che vanno ben oltre il settore finanziario. Essa comporta un aumento dei costi di accesso ai servizi, maggiori tempi di spostamento, la riduzione dell\u2019inclusione finanziaria, un minor accesso al credito, un ulteriore spopolamento delle aree interne, la perdita di attrattivit\u00e0 economica dei piccoli comuni ed un impoverimento del tessuto produttivo.\u00a0<span class=\"s1\">In\u00a0<\/span>altre parole, la desertificazione bancaria accelera la desertificazione economica e demografica.<\/p>\n<h4>Il ruolo dell\u2019Osservatorio regionale<\/h4>\n<p class=\"p1\">Proprio per affrontare questa emergenza, la Regione Basilicata ha accolto la proposta avanzata dalle organizzazioni sindacali di categoria di costituire l\u2019Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria. Si tratta di una decisione importante che riconosce come il tema dell\u2019accesso ai servizi finanziari sia ormai una questione di interesse pubblico e di coesione territoriale. Occorre ora passare rapidamente dalla fase costitutiva a quella operativa.<\/p>\n<p class=\"p2\">Per questo motivo appare indispensabile che la Regione Basilicata convochi con urgenza la prima riunione dell\u2019Osservatorio, definendo metodo di lavoro, priorit\u00e0 operative e obiettivi misurabili.<\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019Osservatorio dovr\u00e0 monitorare costantemente:<\/p>\n<ul>\n<li class=\"p1\">la chiusura degli sportelli;<\/li>\n<li class=\"p1\">l\u2019accesso al credito per famiglie e imprese;<\/li>\n<li class=\"p1\">gli effetti economici e sociali della desertificazione bancaria;<\/li>\n<li class=\"p1\">il livello di inclusione finanziaria e digitale;<\/li>\n<li class=\"p1\">le possibili soluzioni di prossimit\u00e0 attraverso accordi con il sistema bancario, gli enti locali e gli operatori finanziari.<\/li>\n<\/ul>\n<h4>Le proposte del sindacato<\/h4>\n<p class=\"p1\">Di fronte ad una situazione tanto complessa non sono pi\u00f9 sufficienti interventi episodici. \u00c8 necessario costruire una strategia regionale che coinvolga istituzioni, banche, parti sociali e sistema produttivo.<\/p>\n<p class=\"p1\">Occorre:<\/p>\n<ul>\n<li class=\"p1\">garantire una presenza minima dei servizi bancari nei comuni delle aree interne;<\/li>\n<li class=\"p1\">rafforzare gli strumenti di garanzia pubblica per favorire il credito alle Pmi;<\/li>\n<li class=\"p1\">sostenere investimenti produttivi e innovazione attraverso condizioni di accesso al credito pi\u00f9 favorevoli;<\/li>\n<li class=\"p1\">sviluppare programmi di educazione finanziaria e prevenzione del sovraindebitamento delle famiglie;<\/li>\n<li class=\"p1\">promuovere l\u2019inclusione digitale senza sostituire integralmente la presenza fisica degli sportelli;<\/li>\n<li class=\"p1\">monitorare costantemente l\u2019evoluzione della desertificazione bancaria attraverso l\u2019Osservatorio regionale.<\/li>\n<\/ul>\n<h4>Conclusioni<\/h4>\n<p class=\"p1\">La Basilicata si trova oggi davanti ad una sfida decisiva. La riduzione del credito alle imprese, l\u2019aumento dei crediti deteriorati, la crescita del credito al consumo, il rischio di sovraindebitamento delle famiglie e la progressiva scomparsa delle banche dai territori non costituiscono fenomeni separati, ma rappresentano i diversi aspetti di una medesima fragilit\u00e0 strutturale.<\/p>\n<p class=\"p1\">Difendere la presenza bancaria significa difendere il diritto dei cittadini ad accedere ai servizi essenziali, sostenere la competitivit\u00e0 delle imprese, contrastare lo spopolamento delle aree interne e preservare la coesione economica e sociale della regione.<\/p>\n<p class=\"p2\">La convocazione immediata dell\u2019Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria rappresenta quindi il primo passo necessario per trasformare l\u2019analisi in azione e costruire una strategia condivisa capace di contrastare l\u2019isolamento finanziario della Basilicata, riaffermando il principio che il credito non \u00e8 soltanto un\u2019attivit\u00e0 economica, ma un\u2019infrastruttura fondamentale per lo sviluppo, l\u2019occupazione e la giustizia sociale.<\/p>\n<p class=\"p1\">Le prospettive per il 2026 delineano un rallentamento dell\u2019accumulazione di capitale. Il dato \u00e8 particolarmente significativo perch\u00e9 gli investimenti costituiscono uno dei principali fattori attraverso cui un\u2019economia pu\u00f2 aumentare produttivit\u00e0, innovazione e competitivit\u00e0 nel medio-lungo periodo. Un indebolimento degli investimenti rischia quindi di avere effetti che si manifestano ben oltre il breve periodo, limitando la capacit\u00e0 delle imprese lucane di innovare, digitalizzarsi, ampliare la capacit\u00e0 produttiva e inserirsi nelle nuove filiere legate alla transizione energetica e tecnologica.<\/p>\n<p class=\"p1\">A questo si aggiunge l\u2019incertezza geopolitica, elemento che potrebbe incidere sulle scelte relative agli investimenti, alle catene di approvvigionamento e ai mercati di sbocco, inducendo le imprese ad adottare strategie pi\u00f9 prudenti. Per una regione caratterizzata da una base produttiva relativamente contenuta, una maggiore cautela negli investimenti potrebbe tradursi in un rallentamento della capacit\u00e0 di crescita e in una maggiore difficolt\u00e0 ad attrarre nuovi capitali. Nel complesso, dal report Banca d\u2019Italia emerge quindi una situazione in cui i segnali positivi di breve periodo non sembrano sufficienti a compensare alcune debolezze strutturali.<\/p>\n<p class=\"p1\">La crescita futura della Basilicata dipender\u00e0 in misura crescente dalla capacit\u00e0 di ridurre la dipendenza dalle attivit\u00e0 estrattive e di trasformare le risorse disponibili in investimenti produttivi, infrastrutturali e tecnologici. Particolarmente importante sar\u00e0 favorire la diversificazione del tessuto industriale, sostenere l\u2019innovazione e rafforzare le competenze del capitale umano, cos\u00ec da creare alternative occupazionali e produttive nei territori maggiormente esposti alla progressiva riduzione delle estrazioni.<\/p>\n<p class=\"p1\">La sfida per la Basilicata sar\u00e0 quindi passare da un\u2019economia in parte sostenuta dalla rendita delle risorse naturali a un sistema maggiormente fondato su produttivit\u00e0, innovazione, diversificazione e capacit\u00e0 di attrarre investimenti nel lungo periodo.<\/p>\n<p class=\"p3\">La Basilicata si trova davanti ad un passaggio storico. La crisi industriale, il declino demografico e lo spopolamento delle aree interne rappresentano problemi reali che rischiamo di compromettere le prospettive future della regione. Tuttavia la presenza di importanti eccellenze produttive di un patrimonio ambientale e culturale straordinario e di un tessuto imprenditoriale ancora dinamico costituiscono basi solide sulle quali costruire nuove opportunit\u00e0 di sviluppo.<\/p>\n<p><em><strong>Pierluigi Buccino<\/strong>, Segretario generale\u00a0<a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>First Cisl Basilicata<\/strong><\/a>\u00a0e componente dell\u2019Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>\ud83d\udc49 Leggi il\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Congiunture-2-26.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">n. 2\/26 di Congiunture<\/a><\/strong><\/p>\n<p>\ud83d\udc49 Leggi il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/2026\/07\/desertificazione-bancaria-nei-primi-sei-mesi-del-2026-persi-altri-126-sportelli-nelle-grandi-citta-calo-piu-forte-della-media-nazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>16\u00b0 report<\/strong><\/a>\u00a0della Fondazione Fiba di First Cisl al\u00a0<strong>30 giugno 2026<\/strong><\/p>\n<p>\ud83d\udc49 Guarda la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-desertificazione-bancaria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>desertificazione bancaria in Italia<\/strong><\/a><\/p>\n<p>\ud83d\udc49 Guarda la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/osservatorio-desertificazione-bancaria\/regione-basilicata\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>desertificazione bancaria in Basilicata<\/strong><\/a><\/p>\n<p>\ud83d\udc49 Vai al sito di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>First Cisl Basilicata<\/strong><\/a><\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"il-valore-delle-idee,in-primo-piano,welfare-e-societa\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1786699005\"\r\n\t            data-title=\"Basilicata, First Cisl: la desertificazione bancaria accelera la desertificazione economica e demografica\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019ultimo numero di \u201cCongiunture\u201d, la rivista trimestrale dell\u2019Usr Cisl Basilicata, si riporta l\u2019articolo con le considerazioni sull\u2019economia lucana e la desertificazione bancaria espresse da\u00a0Pierluigi Buccino, Segretario generale\u00a0First Cisl Basilicata\u00a0e componente dell\u2019Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria: La desertificazione bancaria accelera la desertificazione economica e demografica La Basilicata attraversa una delle fasi pi\u00f9 complesse della sua storia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":141,"featured_media":2777,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[228,4,220],"tags":[],"class_list":["post-3082","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-valore-delle-idee","category-in-primo-piano","category-welfare-e-societa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3082","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/wp-json\/wp\/v2\/users\/141"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3082"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3082\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3083,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3082\/revisions\/3083"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2777"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3082"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3082"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.firstcisl.it\/basilicata\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3082"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}