{"id":4208,"date":"2024-07-10T16:50:20","date_gmt":"2024-07-10T14:50:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.firstcisl.it\/bancobpm\/?p=4208"},"modified":"2024-07-22T12:04:30","modified_gmt":"2024-07-22T10:04:30","slug":"4208","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.firstcisl.it\/bancobpm\/2024\/07\/10\/4208\/","title":{"rendered":"Comunicato 10 luglio 2024"},"content":{"rendered":"<p>Gli attacchi continui contro First Cisl, Uilca Uil e Fisac Cgil ci inducono ancora una volta a chiarire molto schematicamente la successione dei fatti di queste settimane.<\/p>\n<p>L\u2019azienda ha dichiarato, nel mese di dicembre 2023, in occasione della presentazione del piano industriale, l\u2019uscita di 1600 persone attraverso un fondo esodi e la contemporanea assunzione di 800, con un cambio di un\u2019entrata ogni due uscite. Un ricambio generazionale, come l\u2019azienda dice di voler fare, per noi prevede percentuali ben diverse da questa, altrimenti si tratterebbe di esuberi. Il sindacato ha quindi risposto che, a tutela dei colleghi, gi\u00e0 duramente provati dalla mancanza di personale e a garanzia di un servizio adeguato alla clientela, soprattutto in presenza di utili vertiginosi, il cambio avrebbe dovuto essere di uno a uno.<\/p>\n<p>Nei mesi successivi sono partite le trattative e il sindacato al tavolo ha dato disponibilit\u00e0 a trattare sui numeri indicando anche alcune possibili soluzioni. Ci si sarebbe aspettato che, come in ogni trattativa<em> (trattativa come da vocabolario = ogni attivit\u00e0 che mediante scambio di proposte e controproposte prelude alla conclusione di un accordo)<\/em>, l\u2019azienda facesse la sua controproposta alzando a sua volta i numeri e consentendo di proseguire la discussione su posizioni paritetiche.<\/p>\n<p>Ebbene, in tre mesi, l\u2019azienda non si \u00e8 mai mossa minimamente dalle proprie posizioni. \u00c8 rimasta ferma, negli incontri ufficiali, a 800 assunzioni e quindi al cambio dichiarato di uno a due. Non ci sembra siano queste le giuste basi di partenza per trattare, a meno che non si intenda disinteressarsi completamente delle posizioni delle organizzazioni sindacali (e quindi delle lavoratrici e dei lavoratori), interpretando le relazioni industriali come la resa di una parte alle decisioni unilaterali dell\u2019altra. Ovviamente per noi il significato \u00e8 ben diverso e lavoriamo alla tutela di chi rappresentiamo costruendo sintesi dentro a un contesto di esigenze contrapposte.<\/p>\n<p>Nell\u2019 incontro del 27 giugno che verteva su altri temi, l\u2019azienda, nonostante l\u2019assenza dichiarata di alcune sigle, ha voluto ostinatamente produrre una comunicazione sul fondo esodi nonostante vi fosse un altro incontro gi\u00e0 programmato sul tema, prendendosi la responsabilit\u00e0 della rottura delle relazioni sindacali unitarie. Per giunta, in questa comunicazione, il responsabile delle relazioni sindacali aziendale non ha fatto altro che ribadire la volont\u00e0 di non muoversi dal numero di 800 (cos\u00ec apprendiamo dal comunicato Fabi). Ci chiediamo: perch\u00e9 allora la necessit\u00e0 di forzare questa inutile comunicazione? La strumentalit\u00e0 ci pare ovvia.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che l\u2019azienda ha intenzione di assorbire velocemente i costi per gli aumenti del CCNL, vanificando il recupero della perdita del potere d\u2019acquisto e, nonostante utili stratosferici prodotti grazie al contributo delle lavoratrici e dei lavoratori, non si fa scrupoli nel mettere ancora pi\u00f9 in sofferenza i colleghi aumentando i carichi di lavoro e mettendo ancor pi\u00f9 in difficolt\u00e0 la rete delle filiali.<\/p>\n<p>Leggiamo dai giornali che, a questo punto, l\u2019azienda vorrebbe procedere, vista la nostra (?!) rigidit\u00e0 in mancanza di un accordo &#8211; anzi in mancanza di una resa incondizionata alla sua volont\u00e0 &#8211; a contattare i colleghi pensionandi 2026, come ha gi\u00e0 provveduto a fare sottoponendogli proposte per incentivarne l\u2019uscita per raggiunti requisiti pensionistici. Attraverso questa modalit\u00e0, a suo dire, raggiungerebbe comunque l\u2019obiettivo, come se fosse la stessa cosa raggiungerlo senza aver inserito 800 giovani nel tessuto produttivo dell\u2019azienda, negando di fatto quel ricambio generazionale che aveva garantito di voler fare nel piano industriale. Senza considerare che di fronte a possibili cambiamenti normativi in materia previdenziale, un accordo collettivo garantirebbe maggiormente i colleghi. L\u2019azienda aggiunge anche una serie di forzature, pi\u00f9 o meno velate, se la resa non avvenisse entro pochi giorni.<\/p>\n<p>Queste organizzazioni sindacali intendono ribadire, qualora non fosse ancora chiaro, che sono a disposizione per iniziare una trattativa sicuramente dura, ma rispettosa dei reciproci ruoli e attendono una convocazione aziendale come da accordi e come da previsioni di legge, al fine di provare a raggiungere quell\u2019equilibrio tra esigenze contrapposte che i rapporti tra le parti sociali hanno l\u2019obbligo di ricercare strenuamente.<\/p>\n<p>In ultimo, per quanto ci sembra abbastanza evidente, significhiamo all\u2019azienda che ricattucci, piccole vendette, atteggiamenti ritorsivi e minacciosi e financo campagne diffamatorie, non solo non ci spaventano, ma ci convincono ancor di pi\u00f9 della bont\u00e0 delle nostre posizioni.<\/p>\n<p>Milano, 10 luglio 2024<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/bancobpm\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2024\/07\/20240710-Comunicato.pdf\">Scarica comunicato<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>COORDINAMENTI DI GRUPPO BANCO BPM<br \/>\nFIRST CISL \u2013 FISAC CGIL \u2013 UILCA UIL<\/strong><\/p>\n<div class=\"gsp_post_data\" \r\n\t            data-post_type=\"post\" \r\n\t            data-cat=\"news\" \r\n\t            data-modified=\"120\"\r\n\t            data-created=\"1720630220\"\r\n\t            data-title=\"Comunicato 10 luglio 2024\" \r\n\t            data-home=\"https:\/\/www.firstcisl.it\/bancobpm\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli attacchi continui contro First Cisl, Uilca Uil e Fisac Cgil ci inducono ancora una volta a chiarire molto schematicamente la successione dei fatti di queste settimane. 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